Che cos’è il fuoco di sant’Antonio?
L’Herpes Zoster è una dolorosa eruzione cutanea meglio nota come fuoco di Sant’Antonio. Nella forma più comune si manifesta con un’eruzione cutanea costituita da vescicole multiple “a grappolo” che interessa una emiparte del corpo. A causarlo un virus della famiglia degli Herpes virus, lo stesso che provoca la varicella (Varicella-Zoster-Virus).
Quali sono le cause del fuoco di sant’Antonio?
Il fuoco di sant’Antonio è causato dal virus Varicella-Zoster. Al primo contatto con l’organismo, spesso nel corso dell’infanzia, il virus causa la varicella. Anche se il sistema immunitario in genere riesce ad affrontare la malattia, il virus rimane nell’organismo all’interno dei gangli nervosi (gruppi di cellule poste lungo il decorso) e talvolta può riattivarsi e, spostandosi lungo i nervi, raggiungere la cute con conseguente comparsa del Fuoco di Sant’Antonio.
La riattivazione del virus sembra essere dovuta a un improvviso abbassamento delle difese immunitarie, in seguito a:
- stress psico-fisico importante
- alcuni trattamenti farmacologici
- patologie a carico del sistema immunitario
- eccessiva esposizione ai raggi solari
- età avanzata.
Quali sono i sintomi del fuoco di sant’Antonio?
I sintomi dell’Herpes Zoster includono:
- eruzione cutanea che interessa solitamente solo una metà del corpo con comparsa di vescicole piene di liquido come quelle della varicella
- dolore bruciante e lancinante
- prurito
- febbre
- mal di testa
- brividi
- spossatezza.
L’eritema caratteristico del fuoco di Sant’Antonio si sviluppa tendenzialmente sul tronco, ma può interessare anche viso e zona perioculare (Herpes Zoster oftalmico) a causa di un’infiammazione del nervo trigemino. In questo caso è opportuno intervenire immediatamente per proteggere la vista, che potrebbe andare incontro a danni severi.
I sintomi si risolvono in genere in 2-4 settimane, ma in rari casi si può sviluppare una grave e invalidante complicanza, la nevralgia post-erpetica, che comporta manifestazioni dolorose anche dopo diversi mesi e senza che siano presenti lesioni cutanee.
Come prevenire il fuoco di sant’Antonio?
Le persone che hanno avuto la varicella nel corso dell’infanzia o che sono soggette a recidive di fuoco di Sant’Antonio possono valutare con il proprio medico curante la possibilità di sottoporsi al vaccino contro l’Herpes Zoster.
In Italia la vaccinazione è gratuita e raccomandata negli over 65 o nei soggetti a rischio. Il Piano Nazionale Vaccinale prevede la vaccinazione contro la varicella in età infantile, al fine di impedire anche il primo incontro con il virus Varicella-Zoster.
Fuoco di sant’Antonio: come si fa la diagnosi?
Per la diagnosi di infezione da Herpes Zoster è generalmente sufficiente l’ispezione visiva dell’eruzione cutanea durante la visita specialistica. Le caratteristiche e la localizzazione della manifestazione cutanea che interessa una sola metà del corpo si prestano a un’interpretazione abbastanza univoca.
Sono comunque disponibili esami di laboratorio, utili soprattutto in assenza di eruzione cutanea o con sintomi poco chiari. Il test più comune è un esame del sangue per la ricerca di anticorpi IgM specificamente legati alla presenza del varicella-zoster-virus (VZV), che in una grande percentuale di casi può risultare positivo in corso di infezione.
Come trattare il fuoco di sant’Antonio?
Il fuoco di Sant’Antonio può essere molto doloroso e pruriginoso e pertanto può essere di aiuto il trattamento farmacologico con:
- farmaci antivirali, che contribuiscono a bloccare la proliferazione del virus e ridurre così il decorso della malattia;
- farmaci antidolorifici e antinfiammatori, per lenire la componente dolorosa;
- terapie antibiotiche topiche, per ridurre il rischio di sovrainfezioni batteriche.
Utile lavare la zona solo con acqua tiepida, non toccare le lesioni cutanee e indossare indumenti larghi. L’eruzione cutanea va mantenuta asciutta e pulita, altrimenti si possono sviluppare sovra-infezioni batteriche.
Ultimo aggiornamento: Dicembre 2025
Data online: Novembre 2015
