Che cos’è l’emicrania senza aura?
L’emicrania è un mal di testa caratterizzato da un dolore soprattutto unilaterale, ma può manifestarsi anche bilateralmente, di intensità moderata o severa, descritto come pulsante, che tende ad aumentare con il movimento e con gli sforzi fisici e in genere è associato a nausea e/o vomito. Di solito il dolore si sviluppa nella regione fronto-temporale e si estende successivamente a tutto il capo e al collo. Le persone colpite da emicrania manifestano sensibilità alla luce (fotofobia), sensibilità al rumore (fonofobia) e, in alcuni casi, sensibilità agli odori (osmofobia). Generalmente, la persona interessata da un episodio di emicrania, ha bisogno di stare a letto, a riposo assoluto, in un ambiente buio e silenzioso. La durata degli attacchi è compresa tra 4 e 72 ore. L’emicrania si distingue in due forme: emicrania senza aura (è la forma più frequente) ed emicrania con aura.
L’emicrania senza aura spesso compare al risveglio. La frequenza con cui questo disturbo si manifesta è molto variabile da persona a persona: può andare da qualche episodio all’anno a manifestarsi quasi quotidianamente (si definisce emicrania cronica se la persona è interessata da sintomi per almeno 15 giorni al mese per 3 mesi consecutivi); nella maggior parte dei casi le crisi si scatenano da 1 a 4 volte al mese. Nonostante le cause all’origine dell’emicrania senza aura non siano ancora del tutto note, la letteratura scientifica ha riconosciuto la presenza di alcuni fattori scatenanti: eventi stressanti, alterazioni ormonali, eccesso o difetto di sonno, consumo di particolari alimenti.
Quali sono le cause dell’emicrania senza aura?
L’emicrania è causata da un complicato meccanismo fisiopatogenetico che coinvolge principalmente una piccola proteina presente nel sistema nervoso centrale detta CGRP, o peptide correlato al gene della calcitonina.
Durante un attacco di emicrania, si verifica un rilascio eccessivo di CGRP, che porta alla dilatazione dei vasi sanguigni e all’infiammazione, causando l’emicrania.
Nonostante le cause all’origine di questo disturbo siano ancora oggetto di studi, il suo sviluppo si associa a fattori come:
- alcune terapie farmacologiche
- assunzione di determinati alimenti o bevande
- fattori ormonali
- patologie sistemiche
- predisposizione genetica
- stress
- variazioni climatiche
- variazioni dei ritmi di sonno/veglia
- variazioni delle abitudini di vita.
Quali sono i sintomi dell’emicrania senza aura?
Nella forma senza aura, l’emicrania è caratterizzata da un dolore prevalentemente unilaterale, ma può manifestarsi anche bilateralmente, di intensità moderata o severa, descritto come pulsante, che tende a peggiorare con il movimento e con gli sforzi fisici.
Altri sintomi associati sono:
- alterazioni dell’umore (agitazione, confusione, irritabilità, nervosismo)
- lacrimazione
- brividi
- difficoltà di concentrazione
- dolore addominale
- nausea e/o vomito
- vertigini.
Generalmente il dolore si sviluppa nella regione fronto-temporale per poi estendersi a tutto il capo e al collo. Si presenta spesso associato a sensibilità nei confronti della luce (fotofobia), sensibilità nei confronti del rumore (fonofobia) e, in alcuni casi, sensibilità nei confronti di odori (osmofobia).
Gli attacchi di emicrania possono essere preceduti di alcune ore da una serie di disturbi premonitori (i cosiddetti “sintomi prodromici”), tra cui:
- alterazioni dell’umore e stati depressivi
- aumento dell’appetito
- irritabilità
- rigidità del collo
- sonnolenza
- stanchezza
- stipsi.
Emicrania senza aura: come si fa la diagnosi?
La diagnosi di emicrania senza aura viene eseguita dallo specialista neurologo e si basa sulla manifestazione di almeno 5 attacchi che soddisfano i seguenti criteri:
- durata degli attacchi di 4-72 ore senza farmaci o trattati senza successo;
- presenza di almeno due delle seguenti caratteristiche: unilateralità del dolore; dolore pulsante; intensità moderata o forte; peggioramento indotto dall’attività fisica;
- presenza, durante il mal di testa, di almeno uno dei seguenti sintomi: nausea e/o vomito; fono e/o fotofobia.
Anamnesi ed esame obiettivo e neurologico servono a escludere un’origine secondaria dell’emicrania (attribuibile, cioè, ad altre cause come traumi a carico di collo e schiena, infezioni, patologie vascolari, assunzione di sostanze stupefacenti, o patologie psichiatriche) e a determinare con certezza, quindi, la diagnosi di emicrania senza aura.
Come trattare l’emicrania senza aura?
In presenza di un numero limitato di crisi emicraniche all’anno la terapia farmacologica è mirata a stroncare l’attacco (terapia sintomatica), mentre quando le crisi sono frequenti e ricorrenti si prende in considerazione una finalità preventiva (terapia preventiva). La terapia acuta per l’emicrania include farmaci analgesici, come FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) o paracetamolo, e farmaci specifici per l’emicrania, come i triptani, o i nuovi gepanti.
I farmaci di prevenzione vengono impiegati soprattutto su persone – che costituiscono la minoranza – che presentano attacchi di emicrania molto frequenti. I rimedi più attivi nel ridurre la frequenza delle crisi sono il propranololo/metoprololo, la flunarizina, l’amitriptilina, alcuni antiepilettici e alcuni antidepressivi.
Tra le terapie preventive non farmacologiche vanno segnalati gli integratori di magnesio, riboflavina, partenio, ginkgo biloba e l’agopuntura.
In questi ultimi anni è stato fatto un importante passo avanti nella prevenzione dell’emicrania con e senz’aura perché sono disponibili nuovi farmaci chiamati “anticorpi monoclonali anti-CGRP” e “gepanti”. Gli anticorpi monoclonali, come erenumab, galcanezumab o fremanezumab, agiscono bloccando il CGRP o il suo recettore, riducendo così la frequenza e l’intensità degli attacchi. I gepanti, come rimegepant e atogepant, sono farmaci orali che agiscono in modo simile, bloccando il recettore del CGRP. Questi nuovi farmaci offrono quindi una terapia mirata e spesso molto efficace e possono essere una valida alternativa ai trattamenti tradizionali, specialmente per chi non risponde o tollera bene i farmaci più vecchi.
Gli anticorpi monoclonali vengono somministrati per via sottocutanea o endovenosa, mentre i gepanti sono disponibili in compresse orali.
L’erogabilità di questi nuovi farmaci tramite il SSN è subordinata a una serie di norme restrittive e criteri di selezione, imposti dall’AIFA, che il neurologo prescrittore deve rispettare rigorosamente in sede ambulatoriale durante il processo decisionale terapeutico.
In alcuni casi può essere prescritta la tossina botulinica, utile anche per trattare l’emicrania cronica e somministrata tramite iniezione in aree specifiche di capo e collo, in ambito ospedaliero.
Importante anche intervenire sui fattori scatenanti aggravanti, come quelli alimentari, ambientali, farmacologici, lavorativi e/o psicologici e seguire un’alimentazione equilibrata, eseguire attività fisica regolare in base al proprio stato clinico e avere un ritmo sonno-veglia regolare.
La visita neurologica permette di rilevare eventuali patologie o disturbi che colpiscono il sistema nervoso centrale o quello periferico, come l’emicrania.
Ultimo aggiornamento: agosto 2025
Data online: agosto 2015