L’artrosi è una malattia dovuta all’usura e all’invecchiamento delle articolazioni. Ne ha parlato il professor Carlo Selmi, Responsabile di Reumatologia e Immunologia clinica in Humanitas, ospite in studio a Tutta salute su Rai 3.

“L’artrosi è legata a un consumo dell’articolazione: l’osso dell’articolazione è rivestito da cartilagine e quando questa si consuma, come per esempio accade con l’avanzare dell’età, l’articolazione diventa meno efficiente e produce dolore al suo utilizzo. La cartilagine infatti mantiene la giusta distanza tra i due capi ossei, permettendone il funzionamento senza dare dolore e con la massima efficienza”, spiega il prof. Selmi.

I sintomi dell’artrosi

“Il dolore cosiddetto meccanico è tipico dell’artrosi. I pazienti con artrosi del ginocchio, per esempio, avvertono dolore nello scendere le scale. L’altro sintomo è lo scroscio, il rumore tipico del consumo dell’articolazione.

L’artrosi riguarda soprattutto le articolazioni sottoposte al carico, come la colonna cervicale e la lombare, le ginocchia, le prime dita delle mani e dei piedi (pollice e alluce), risultano invece meno colpite le spalle”, ha continuato lo specialista.

I fattori predisponenti

“Dell’artrosi conosciamo solo i fattori di rischio, che per la maggior parte non sono modificabili, sono condizioni predisponenti: la storia familiare, l’età e il sesso femminile.

L’artrosi può manifestarsi anche molto presto, a 20-30-40 anni, soprattutto se è secondaria e deriva da un problema architettonico dello scheletro; tutto ciò che porta a un allineamento errato dell’articolazione (come un valgismo o un varismo delle ginocchia) potrà causare artrosi. Anche il sovrappeso e l’obesità sono fattori di rischio importanti per l’artrosi, sia per le parti del corpo che portano il carico come le anche, le ginocchia e i piedi, sia per le mani”, ha sottolineato il prof. Selmi.

Come si cura l’artrosi?

“Di fronte a una diagnosi di artrosi la prima cosa da fare è fermare il dolore, risultano utili in questo senso i farmaci antidolorifici che agiscono proprio sul dolore. In alcuni casi poi, possono essere indicati cicli di infiltrazioni di acido ialuronico, un lubrificante che riduce la pressione sull’articolazione con effetto antidolorifico. Queste infiltrazioni inducono benessere per alcuni mesi e ritardano, per esempio, la valutazione per una protesi”, ha concluso lo specialista.

Il professor Selmi ha inoltre risposto alle molte domande degli ascoltatori e ha spiegato, per esempio, la differenza tra artrosi e artrite. Guarda l’intervista completa dal minuto 11.42, clicca qui

 

Prenota una visita con il prof. Carlo Selmi