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Mamma voglio che tu stia bene

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“Mamma voglio che tu stia bene” è un libro che descrive attraverso gli occhi di un bimbo di otto anni la malattia della sua mamma. Per aiutare i genitori che si trovano nella difficile situazione di spiegare ai propri figli quanto sta accadendo.

 

 

“Nel dubbio, non lo diciamo ai bambini?”. Siamo fuori strada! Anche quando si ha a che fare con una malattia grave come il cancro, il dialogo fra mamma e figlio è la giusta via per non creare sconvolgimenti nei più piccoli. Parola della psicologa Beatrice Chiodini, autrice del libro “Mamma voglio che tu stia bene”, testo dedicato all’importanza della comunicazione con i propri figli.

 

Un aiuto alle famiglie

“Scuse del tipo ‘la mamma va via qualche giorno per lavoro’ oppure ‘non sto piangendo ma mi bruciano un po’ gli occhi’ non fanno altro che creare confusione nella mente dei piccoli – spiega l’autrice nell’introduzione -. I bambini, infatti, vivono la vita con una visione totalmente egocentrica della realtà che li porta ad attribuire a sé la causa di tutto ciò che avviene intorno a loro. Quindi, se la mamma piange si riterranno responsabili dell’accaduto. Erroneamente si pensa che, non-dicendo, si proteggono i figli, mentre invece la vera protezione avviene dicendo e spiegando”. Attraverso un excursus di avvenimenti ed emozioni il piccolo Filippo, protagonista del libro, racconta la sua storia con gli occhi di un bambino che vive il dramma della mamma ammalata di cancro. “L’intento - sottolinea la Chiodini - è fornire uno strumento che sia d’aiuto per tutti quei genitori che si trovano nella difficile situazione di spiegare ai propri figli quanto stia accadendo, cosa sia questa malattia, il suo iter, le cure”.

 

 

Il senologo Gatzemeier: il libro come tassello di un programma di formazione più ampio

“L’idea del libricino - spiega Wolfgang Gatzemeier, Vice Responsabile dell’Unità Operativa di Senologia di Humanitas Cancer Center - nasce da un progetto di formazione per le pazienti senologiche promosso e sostenuto da Humanitas Cancer Center dove informazione, comunicazione e consapevolezza sono le tre parole cardine. Un tumore comporta situazioni complesse da gestire, dalla diagnosi alla cura, dal follow-up, al nuovo assetto psicologico da raggiungere a livello sia personale, sia familiare. Si è voluto porre l’attenzione proprio sui più piccoli e su come spiegare loro una particolare situazione di vita, che non è un gioco."  

 

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