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Chirurgia mammaria: il 27 ottobre è Bra Day in Humanitas. Le esperte parlano di ricostruzione con le pazienti in una diretta Facebook

Il 27 ottobre sarà ‘Bra Day’ In Humanitas, una mattinata dedicata al tumore al seno, alla ricostruzione mammaria e alle donne che lo hanno sconfitto con relazioni scientifiche di chirurghi, oncologi, senologi, radioterapisti e le testimonianze di chi ce l’ha fatta.

La giornata – che sarà inaugurata dal prof. Marco Klinger, responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Plastica in Humanitas – rientra nelle iniziative di ‘Sorrisi in Rosa’, la campagna ideata per il mese della prevenzione senologica; tra queste anche la diretta Facebook in cui i professionisti di Humanitas, insieme a una paziente, Marzia Vittore, hanno risposto ad alcune delle domande inviate da tante donne tramite i social. 

Si è parlato di ricostruzione mammaria, di recupero post operatorio e fisioterapia e delle paure che tante pazienti sono riuscite a superare.

Per iscrizioni all’evento: http://humanitasedu.it/
È possibile comunque presentarsi e iscriversi sul momento.

La ricostruzione mammaria

Che cosa è la ricostruzione mammaria?

La ricostruzione mammaria è innanzitutto permettere ad una donna di sentirsi ancora donna, di sentirsi bella con un costume o un vestito che metteva anche prima dell’operazione. “Dal punto di vista operatorio poi, la chirurgia ricostruttiva si divide in conservativa e demolitiva: nel primo caso viene esportata solo una parte del seno, che viene poi rimodellata e se serve si rende simmetrico e armonico anche l’ altro seno per evitare diversi volume e forma. Mentre con la mastectomia, quindi una chirurgia di tipo demolitivo, si intende una ricostruzione con la protesi.

Come è cambiata la chirurgia ricostruttiva negli ultimi anni?

Da 30 anni a questa parte, la chirurgia è sempre meno demolitiva e orientata verso un approccio e una strategia più conservativa, lasciando quindi esiti meno importanti e ‘dolorosi’ per la paziente.

Quali sono i dubbi principali di cui vi parlano le donne?

Spesso sono impaurite innanzitutto dalla diagnosi e quindi mettono in secondo piano ila ricostruzione. Noi, invece, alle pazienti più titubanti ricordiamo che una volta operate e guarite terranno ancora alla loro femminilità e non fare la ricostruzione potrebbe portare loro problemi psicologici importanti.

La fisioterapia e il recupero post-operatorio

In cosa consiste la fisioterapia dopo l’intervento e quando inizia?

Il percorso inizia già il primo giorno dopo l’intervento, ha spiegato la fisioterapista della Breast Unit Monica Marchetti. “Istruisco le pazienti sua alcuni esercizi che possono fare e le rassicuro: dico loro quello che possono fare nel primo mese e quello che non possono fare. La ripresa motoria dell’arto interessato e vicini al seno operato è molto importante”.

“Inizialmente le pazienti hanno paura di muoversi o di compromettere l’esito dell’ intervento. Tutti i movimenti ovviamente sono concessi, purché nelle prime quattro settimane non si sollevino pesi troppo eccessivi. Mentre l’immobilità del braccio porta a conseguenze peggiori, ad esempio alla spalla che potrebbe perdere abilità e mobilità”, ha concluso la fisioterapista.

Dopo l’operazione, ricordano le esperte, si può tornare ad avere la vita e le abitudini di sempre, compresa l’attività sportiva: una paziente è tornata in mare, a fare surf, dopo soli otto mesi dall’operazione.

Una testimonianza confermata anche da Marzia Vittore, paziente di Humanitas e della Breast Unit operata nel 2008 per il primo tumore al seno e nel 2016 per una recidiva: “Sono qui viva e contenta della mia normalità”, ha detto chiudendo la diretta Facebook. “Spesso le donne  hanno paura di non farcela, di non sentirsi più donna ma a loro voglio dire che non siamo mai sole e che ce la possiamo fare”.

I numeri di Humanitas
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