Chirurgia robotica, Humanitas ospita il workshop internazionale. L’evento, organizzato dal dott. Marco Alloisio, responsabile della Chirurgia Toracica dell’ospedale e dalla dott.ssa Giulia Veronesi, responsabile della sezione di Chirurgia Robotica, vedrà la partecipazione di alcuni tra i migliori chirurghi provenienti da tutto il mondo. Prenderà parte al convegno anche il prof. Marco Montorsi, rettore di Humanitas University: oggetto del suo intervento, la sfida che la robotica lancia al mondo accademico. Tra i prestigiosi ospiti dell’evento ci sarà anche Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’ITT (Istituto Italiano di Tecnologia di Genova), che illustrerà le più interessanti novità tecnologiche del settore, tra cui uno strumento per il trattamento robotizzato delle lesioni della laringe, e un robot  che consente l’approccio chirurgico al corpo umano attraverso i vasi sanguigni.

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Chirurgia robotica, qual è lo stato dell’arte in Italia?

“L’Italia è storicamente all’avanguardia per l’impiego della chirurgia robotica”, commenta il dott. Alloisio. “Viviamo in un tempo di accelerazioni che sposta in avanti anche le frontiere della chirurgia. Il robot non sostituisce il chirurgo, ma lo aiuta e soprattutto migliora la qualità della vita al paziente. La robotica sarà sempre più protagonista e non può che diventare più diffusa, in considerazione della sua operatività a distanza, grazie alla tele-chirurgia”. Ancora c’è molto da fare, invece, per quanto riguarda l’applicazione della robotica all’ambito della chirurgia toracica oncologica. In questo campo, spiega il dott. Alloisio, “la lobectomia polmonare è fra gli interventi più delicati. Sono pochi i centri che utilizzano la robotica su base routinaria e tra questi c’è Humanitas”.

Durante il workshop la chirurgia robotica sarà messa a confronto con la videotoracoscopia, ovvero l’approccio mininvasivo manuale, precursore della robotica.

Si farà il punto anche sulle altre discipline, come l’urologia e la ginecologia, con l’incontro sull’integrazione tra TAC 3D e sala operatoria, cioè chirurgia mediata da computer e guidata da imaging tridimensionale. Gli specialisti, che si occupano di chirurgia robotica, confronteranno i propri dati e le informazioni per meglio mirare gli studi clinici. Un’occasione di approfondimento, nella prospettiva di una struttura permanente in cui mettere a sistema la cooperazione, incoraggiando nuove idee e definendo gli standard per la formazione dei chirurghi di domani.

 

Quali sono i vantaggi della chirurgia robotica?

“Numerosi sono i vantaggi della chirurgia robotica rispetto alla videotoracoscopia, approccio mininvasivo manuale precursore della robotica – spiega la dott.ssa Veronesi – Su tutti, maggiore ergonomicità e precisione dei movimenti e ottimizzazione della visione, che è tridimensionale e ad immersione. Mancano ancora dati forti sui benefici per i pazienti in termini di decorso post operatorio e complicanze rispetto alla videotoracoscopia manuale”.

Il workshop è proprio l’occasione per gettare le basi di uno studio prospettico in grado di validare questa tecnica a confronto con la videotoracoscopia. Rispetto alla chirurgia aperta i vantaggi della robotica sono quelli di poter replicare le stesse fasi  della chirurgia tradizionale ma con ridotto trauma per i pazienti, migliorandone quindi la qualità di vita. Un ulteriore marchio della “superiorità” della mininvasiva robotica rispetto alla videotoracoscopia è anche la maggiore efficacia nell’asportazione dei linfonodi mediastinici e di arrivare laddove la videotoracoscopia manuale ha difficoltà ad arrivare. Questa tecnica è prevalentemente indicata infatti per l’asportazione di tumori più precoci mentre la robotica potrebbe essere impiegata per tumori anche in stadio più avanzato in modo che più pazienti possano beneficiare  di trattamenti non traumatici. In una delle quattro sessioni in cui si articolerà il convegno, verrà presentata la proposta di uno studio coordinato da Humanitas. Si tratta di un lavoro con cui validare il ruolo della chirurgia robotica per il trattamento di tumori in uno stadio più avanzato.

 

Chirurgia robotica: esperienze a confronto

Un ostacolo alla diffusione della chirurgia robotica è il costo delle apparecchiature e degli strumenti utilizzati. Nel corso del workshop si discuterà anche di questo aspetto mettendo a confronto l’esperienza italiana con quella europea e statunitense. Un obiettivo per il futuro è fornire maggiori prove sulla sostenibilità della robotica e sui benefici che  possano giustificare i suoi costi aggiuntivi, ma anche sviluppare dispositivi robotici a costi accessibili a tutti. Il prof. Robert Cerfolio esperto di fama mondiale di chirurgia robotica toracica, porterà la sua esperienza americana in questo settore, illustrando le sfide future per gli americani, dove la robotica si sta diffondendo a ritmi piu rapidi. Questo convegno sarà anche un punto di partenza per riunire in un network un’ampia platea di chirurghi di tutto il mondo: “Vogliamo avviare una collaborazione – aggiunge la dott.ssa Veronesi – mediante una rete di specialisti  che si occupano di chirurgia robotica per condividere i dati sui pazienti e le informazioni necessarie per avviare studi clinici. Pensiamo a una struttura in cui sia possibile cooperare e incoraggiare nuove idee ma anche definire gli standard per la formazione dei chirurghi di domani”.