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Morbo di Dupuytren


Che cos’è il morbo di Dupuytren?

Il morbo di Dupuytren (o malattia di Dupuytren, o fibromatosi palmare) è una patologia della mano caratterizzata da un ispessimento del tessuto fibroso posto al di sotto della pelle del palmo della mano, che può limitare il movimento di uno o più dita. A livello del palmo delle mani e dei piedi, infatti, è presente una membrana (aponevrosi palmare) che tiene attaccata la pelle agli strati profondi impedendole di scivolare e rendendo così possibile afferrare gli oggetti in maniera salda o camminare senza scivolare.

Nelle persone con morbo di Dupuytren, questa membrana può cominciare a ispessirsi dando luogo alla formazione di piccoli noduli che, se la malattia evolve, assumono una conformazione cordoniforme al di sotto della pelle. Il cordone può progressivamente causare la flessione di una o più dita verso il palmo impedendo l’estensione. Le dita più spesso interessate dal disturbo sono mignolo e anulare. 

Il morbo di Dupuytren interessa soprattutto la popolazione maschile e la sintomatologia insorge in genere dopo i 50 anni. La malattia influenza negativamente la qualità della vita, poiché, negli stadi più avanzati, limita lo svolgimento delle normali attività quotidiane.

Quali sono le cause del morbo di Dupuytren?

Il morbo di Dupuytren ha cause ereditarie ed è provocato da un gene che produce un’alterazione della proteina che costituisce l’aponevrosi palmare. Da un punto di vista di prevenzione e prognosi, infatti, non è possibile dare indicazioni specifiche al paziente perché si tratta di una malattia che progredisce indipendentemente dalle attività della persona. 

Quali sono i sintomi del morbo di Dupuytren?

Il morbo di Dupuytren si manifesta al suo esordio con la comparsa di piccoli noduli sul palmo della mano o a livello delle dita. Nel corso del tempo i noduli possono ispessirsi e assumere le caratteristiche morfologiche di cordoni.

Nelle fasi iniziali i noduli possono provocare dolore, indolenzimento e prurito, ma quando il nodulo si stabilizza i sintomi dolorosi scompaiono. L’assenza di dolore può provocare un ritardo nella diagnosi, perché il paziente consulta lo specialista solo quando si sono sviluppati i cordoni che impediscono il corretto movimento delle dita. I cordoni, infatti, mantenendo le dita piegate, si associano a difficoltà a impugnare oggetti e a eseguire attività manuali.

A volte la malattia provoca anche un ispessimento della pelle a livello del dorso delle articolazioni delle dita.

Morbo di Dupuytren: come si fa la diagnosi?

La diagnosi di Morbo di Dupuytren è una diagnosi di tipo clinico, che non richiede l’esecuzione di esami strumentali. Una visita specialistica presso un chirurgo della mano permette una diagnosi di certezza.

Se i cordoni provocano la retrazione di una o più articolazioni delle dita impedendo le attività quotidiane è necessario intervenire chirurgicamente. Per valutare l’intervento chirurgico al paziente viene chiesto di appoggiare la mano sul tavolo, se con il palmo riesce a percepire tutta la superficie non è necessario l’intervento, se, invece, il contatto completo con la superficie è impedito dalla flessione di una o più dita, vi è indicazione all’operazione.

Come trattare il morbo di Dupuytren?

Negli stadi iniziali, in presenza solo di noduli, senza flessione delle dita, finché il paziente è in grado di estendere completamente la mano non è indicato l’intervento chirurgico. Il morbo di Dupuytren, infatti, è una patologia di tipo ereditario e tende a ripresentarsi, per cui l’intervento risulterebbe inutile e senza la certezza che il problema possa ripresentarsi a breve.

L’indicazione all’intervento vi è quando una o più dita iniziano a piegarsi. Se, infatti, le dita si piegano eccessivamente, l’intervento risulta più complicato e si sviluppa una rigidità a livello articolare per cui, anche rimuovendo il cordone che determina la flessione delle dita, può non essere possibile riottenere la completa estensione delle dita.

Per trattare il morbo di Dupuytren si può ricorrere principalmente a due tipi di intervento chirurgico per distendere le dita: l’asportazione radicale del tessuto patologico o l’interruzione del cordone.

L’asportazione radicale del tessuto patologico è una procedura più invasiva, che consente però di raggiungere un risultato più duraturo.

L’interruzione del cordone, invece, avviene mediante cordotomia ad ago e consente di allungare il cordone per ottenere l’estensione del dito con delle semplici punture nel palmo. Si tratta di una procedura poco invasiva e con buoni risultati in termini di ripresa, ma che predispone a un rischio di recidive più frequenti e in periodi più brevi.

Il trattamento per il morbo di Dupuytren si svolge in regime di Day Hospital in anestesia locale dell’arto interessato. Nel post-operatorio, per garantire l’efficacia del trattamento, il paziente deve sottoporsi a svariate medicazioni e a un rigido protocollo riabilitativo.

Qualunque sia l’approccio chirurgico viene consigliato l’utilizzo di tutori in estensione da utilizzare solo durante le ore notturne.

Ultimo aggiornamento: Aprile 2026
Data online: Settembre 2015

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