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Allergia ai farmaci: che cos’è e cosa fare

Si deve sospettare un’allergia a un farmaco quando, dopo l’assunzione di un medicinale che nella maggior parte delle persona aiuta a risolvere certi sintomi, si manifesta invece una reazione più o meno grave del sistema immunitario.

Alcune persone, più frequentemente individui adulti e predisposti, ogni volta che assumono determinati tipi di farmaci, manifestano reazioni avverse di tipo allergico.

Ne parliamo con la dottoressa Maria Rita Messina del Centro di Medicina Personalizzata: Asma e Allergologia presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.

Allergia ai farmaci: che cos’è?

L’allergia ai farmaci si può sviluppare a causa della sensibilizzazione a determinati farmaci che in un individuo con una predisposizione personale, può causare una reazione allergica. In genere, le allergie ai farmaci si sviluppano verso una singola categoria farmacologica, mentre le allergie a vari farmaci contemporaneamente, per quanto possibili, sono più rare.

In alcuni casi, la reazione allergica può essere provocata dagli eccipienti, ovvero dalle sostanze inattive contenute all’interno del medicinale che servono alla conservazione e all’assorbimento, per esempio. Le allergie ai farmaci non sono più comuni in persone allergiche a sostanze inalatorie come i pollini oppure ad alimenti, ma hanno uguale possibilità di manifestarsi nei soggetti predisposti.

I sintomi dell’allergia ai farmaci

I sintomi di una reazione allergica a un farmaco possono manifestarsi entro 10 minuti dall’assunzione del farmaco fino a distanza di giorni. Solo in casi rarissimi la reazione allergica a un farmaco può coinvolgere, oltre che la pelle, altri organi come fegato, rene, polmoni.

Le allergie ai farmaci si possono manifestare con:

  • gonfiore di labbra e palpebre (angioedema)
  • reazioni cutanee come arrossamenti, pomfi, bolle
  • sintomi cardiovascolari, respiratori, gastrointestinali, anche gravi, come abbassamento della pressione arteriosa, mancanza di fiato, perdita di coscienza

Il trattamento dipende dalla gravità dei sintomi e può comprendere: 

  • Antistaminici e corticosteroidi in caso di reazioni lievi-moderate come per esempio con solo manifestazioni cutanee.
  • Adrenalina: somministrata in caso di reazioni severe come l’anafilassi, cioè quando la reazione allergica coinvolge più organi contemporaneamente (difficoltà respiratoria, calo della pressione, orticaria e gonfiore, vomito, diarrea).
  • Qualora la persona che manifesti la reazione allergica grave non fosse dotata di adrenalina, bisogna chiamare immediatamente il 112.

Una grave reazione allergica può avere un’evoluzione drammatica e fatale in breve tempo. In attesa dell’intervento medico si possono somministrare cortisone, antistaminici o broncodilatatori, ma l’assunzione di adrenalina resta fondamentale per la remissione della reazione anafilattica. In caso la persona che presenti un’anafilassi vada in arresto cardiocircolatorio (shock anafilattico), oltre a chiamare i soccorsi, bisogna iniziare immediatamente la rianimazione cardiopolmonare, che verrà continuata dal personale sanitario una volta giunto sul posto

Cosa fare se si sospetta di aver avuto un’allergia ai farmaci? 

Se si sospetta una reazione a farmaci bisogna rivolgersi allo specialista allergologo, riferendo gli eventuali farmaci che potrebbero aver scatenato la reazione allergica. Dopo la visita allergologica, se vi è indicazione, lo specialista allergologo può pianificare dei test allergometrici cutanei specifici, come ad esempio per la classe antibiotica delle penicilline.

In alcuni casi inoltre, lo specialista può prescrivere il test di provocazione orale, che consiste nell’assunzione per via orale e in maniera controllata del farmaco sospettato di essere responsabile di una reazione allergica. Tale test viene eseguito in ambiente protetto come un day hospital.

Quando viene posta diagnosi di allergia a un farmaco, lo specialista allergologo fornisce al paziente indicazioni sui farmaci da evitare e su quelli che possono essere assunti senza problemi.

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