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Tumore della vagina


Cos’è il tumore della vagina?

Il tumore della vagina nasce a livello della vagina, il canale che collega la vulva alla cervice uterina, chiamato anche “canale del parto”. Si tratta di un tumore raro e nel 70% dei casi i tumori vaginali sono metastasi di altri tumori, come per esempio il tumore della cervice uterina, il tumore dell’endometrio, il tumore della vescica e il tumore del retto (dati AIRTUM 2025).

I diversi tipi di tumore vaginale sono:

  • adenocarcinoma vaginale a cellule chiare, più comune nelle donne che sono state esposte in utero al dietilstilbestrolo (DES), un farmaco utilizzato negli anni ’70 del Novecento per prevenire il parto prematuro
  • melanomi vaginali, molto rari (meno del 3% dei tumori vaginali)
  • sarcomi, che rappresentano circa il 3% dei tumori vaginali
  • tumori metastatici
  • tumori squamosi.

Questi tumori sono rari, ma per via della loro aggressività e della complessità di trattamento è necessario che le persone con questa diagnosi vengano seguite in centri ad alta specializzazione.

Nella maggior parte dei casi la diagnosi avviene intorno ai 70 anni di età e sebbene il tumore della vagina possa presentarsi a ogni età, è molto più raro sotto ai 40 anni.

Quali sono le cause del tumore della vagina?

I fattori di rischio di un tumore vaginale sono:

  • età avanzata (soprattutto dopo i 70 anni)
  • fumo di sigaretta, che raddoppia il rischio rispetto a chi non fuma
  • infezioni da virus come HPV (Human papillomavirus), responsabile di diverse lesioni precancerose e cancerose, e HIV, che riduce le difese immunitarie
  • esposizione prenatale al dietilstilbestrolo (DES): un farmaco usato negli anni ‘70 del Novecento per prevenire i parti prematuri. Diversi studi hanno evidenziato che le figlie di donne che l’hanno assunto durante la gravidanza hanno un rischio maggiore di tumore della vagina;
  • sistema immunitario indebolito (immunodeficienza) dovuto a HIV, trapianti o alcune terapie farmacologiche
  • altre patologie come adenosi vaginale, tumore del collo dell’utero o lesioni precancerose.

Quali sono i sintomi del tumore della vagina?

Nelle fasi iniziali il tumore della vagina spesso non provoca sintomi, oppure si manifesta con sintomi aspecifici e che possono essere ricondotti a disturbi ginecologici di altra natura. Per questo, alla comparsa di segni anomali è importante rivolgersi al ginecologo.

I sintomi più comuni comprendono:

Tumore della vagina: come si fa la diagnosi?

La diagnosi inizia con la visita ginecologica e l’esame pelvico. Lo specialista può prescrivere altri approfondimenti quali:

  • colposcopia, che permette di osservare la vagina e il collo dell’utero ingrandendone i tessuti con un apposito strumento;
  • biopsia in aree sospette, prelevando un campione di tessuto dalla vagina da analizzare in laboratorio. Solo la biopsia può confermare o meno la presenza del tumore.

Una volta accertata la diagnosi, per valutare se la malattia si sia diffusa ad altri organi, si ricorre a esami come risonanza magnetica, TC, PET o alcune indagini endoscopiche.

Come trattare il tumore della vagina?

Il trattamento richiede un approccio multidisciplinare, con il coinvolgimento del ginecologo oncologo e del radioterapista, e tiene conto di fattori quali lo stadio del tumore, il tipo di tumore e la salute generale della paziente.

Il trattamento standard è la radioterapia, che in molti casi può includere anche la brachiterapia (radioterapia interna), mentre la chirurgia per la rimozione del tumore è spesso riservata a sarcomi, melanomi e ai tumori in stadio precoce.

La chemioterapia è invece indicata nei tumori più avanzati, anche in combinazione alla radioterapia (chemioradioterapia).

Come prevenire il tumore della vagina?

La prevenzione inizia con uno stile di vita sano che preveda di non fumare e di evitare comportamenti sessuali che aumentino il rischio di infezione da HPV. In questo senso è fondamentale la vaccinazione anti-HPV, disponibile gratuitamente dai 12 ai 26 anni per maschi e femmine. Alcuni comportamenti sessuali infatti, come l’inizio precoce dell’attività sessuale o un numero elevato di partner, possono aumentare il rischio di infezione da HPV.

Infine, è importante consultare il medico in presenza di sintomi sospetti e rispettare le visite ginecologiche di controllo annuali, così da favorire la prevenzione secondaria e l’eventuale diagnosi precoce.


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