Cos’è il tumore alla vulva?
I tumori alla vulva sono tumori ginecologici rari (circa il 5% di tutti i tumori maligni dell’apparato genitale femminile – dati AIRTUM 2025) e si sviluppano a livello della vulva, che comprende grandi labbra, piccole labbra, clitoride e vestibolo, che conduce alla vagina.
Sono più comuni nelle donne in post-menopausa, con un picco intorno ai 70 anni, ma sembrano essere in crescita anche nelle under 60.
Lo sviluppo di un tumore alla vulva può richiedere diversi anni ed è spesso preceduto da alterazioni chiamate lesioni preinvasive.
Quali sono le cause del tumore alla vulva?
Le cause più comuni sono l’infezione da HPV, più comune in giovane età, e le dermatosi croniche vulvari, in particolare lichen sclerosus e lichen planus, che possono creare condizioni favorevoli allo sviluppo tumorale.
Il rischio aumenta anche in presenza di immunosoppressione dovuta a HIV o a trattamenti farmacologici, nonché di altri tumori correlati a HPV, come quelli del collo dell’utero, della vagina o dell’ano.
Quali sono i sintomi del tumore alla vulva?
I sintomi possono essere poco specifici e somigliare a quelli di altre patologie ginecologiche. Tra i più comuni si segnalano:
- prurito e bruciore vulvare resistente alle cure
- noduli o ulcere a livello della vulva o del perineo.
Tumore alla vulva: come si fa la diagnosi?
Il primo passo per diagnosticare un tumore della vulva è la visita ginecologica. Sebbene le dermatosi croniche della vulva possano essere diagnosticate anche dal dermatologo, è comunque importante la valutazione ginecologica per escludere o confermare lesioni tumorali vulvari.
Negli ultimi anni la caratterizzazione molecolare dei tumori vulvari ha permesso di stratificare meglio il rischio associato a ciascun caso. Questo approccio consentirà di pianificare trattamenti più specifici e mirati, limitando la necessità di interventi chirurgici molto invasivi, associando una chemioterapia altamente efficace.
Quali sono i trattamenti del tumore alla vulva?
La cura dei tumori vulvari richiede un approccio multidisciplinare e multimodale, come per tutti i tumori ginecologici.
L’intervento chirurgico è fondamentale per asportare il tumore e si associa alla ricerca del linfonodo sentinella. La radicalità chirurgica dipende dalle dimensioni della neoplasia e talvolta può essere necessaria un’asportazione completa della vulva (vulvectomia radicale) seguita da una plastica ricostruttiva.
A seconda dello stadio del tumore, la radioterapia e la chemioterapia possono essere combinate alla chirurgia per ridurre il rischio di recidiva.
Come prevenire il tumore alla vulva?
La prevenzione passa innanzitutto attraverso uno stile di vita sano: non fumare, seguire un’alimentazione equilibrata, mantenere abitudini sessuali sicure e condurre uno stile di vita attivo.
Importantissima la vaccinazione anti-HPV, disponibile gratuitamente per maschi e femmine dai 12 ai 26 anni. I controlli ginecologici regolari, anche dopo la menopausa, permettono di individuare precocemente sia le lesioni precancerose sia le dermatosi vulvari, trattandole tempestivamente.