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Tumore del colon e del retto


Il tumore del colon e del retto origina dalla proliferazione incontrollata delle cellule epiteliali della mucosa che riveste la parete interna dell’intestino.

Nel 2024 sono state stimate circa 48.706 nuove diagnosi (maschi 27.473 – femmine 21.233), secondo I numeri del cancro in Italia 2025.

I tumori dell’intestino interessano prevalentemente il colon e il retto, mentre sono più rare nel piccolo intestino e nel canale anale. La maggior parte dei tumori del colon-retto si sviluppa a partire da polipi adenomatosi. Il rischio di trasformazione di un adenoma dipende principalmente dalle sue dimensioni e dalle caratteristiche istologiche. La progressione da mucosa normale ad adenoma e successivamente a carcinoma invasivo è generalmente un processo lento, che richiede molti anni. Un tumore invasivo, definito dalla penetrazione della muscularis mucosa da parte di cellule maligne nella sottomucosa (T1), ha il potenziale per metastatizzare i linfonodi e organi anche distanti (polmoni, ad esempio).

I tumori del colon e del retto rappresentano entità distinte dal punto di vista clinico, biologico e terapeutico, richiedendo pertanto percorsi diagnostici-terapeutici differenziati. I tumori del colon rappresentano circa i due terzi delle neoplasie colorettali, risultando più frequenti rispetto ai tumori del retto. Il carcinoma del colon colpisce in modo relativamente simile entrambi i sessi, mentre il tumore del retto mostra una maggiore incidenza nel sesso maschile.

L’incidenza aumenta significativamente dopo i 50 anni; tuttavia, negli ultimi anni si è osservato un incremento dei casi a esordio precoce (<50 anni), in parte correlato a fattori genetici, familiarità e cambiamenti nello stile di vita.

In Italia, la mortalità per tumore del colon-retto è progressivamente diminuita grazie ai programmi di screening, alla diagnosi precoce e ai miglioramenti delle terapie. L’incidenza mostra una riduzione nelle fasce di età coinvolte nei programmi di screening, a fronte di un aumento nei soggetti più giovani.

Cos’è il tumore colon-retto?

Il tumore del colon-retto è una neoplasia che si sviluppa a seguito di una crescita incontrollata delle cellule epiteliali della mucosa di rivestimento della parte interna dell’intestino crasso. 

Può svilupparsi nel colon, che rappresenta la parte più lunga dell’intestino crasso, oppure nel retto, il tratto finale che termina con l’ano.

Il tumore del colon si presenta più frequentemente in alcune sedi, come il sigma ed il colon ascendente, mentre è meno comune in altri tratti.

Il tumore del retto può essere distinto in base alla sede: intraperitoneale, se localizzato nella porzione più alta, oppure extraperitoneale, quando è localizzato più vicino all’ano. Questa distinzione è importante perché può influenzare i sintomi e le scelte terapeutiche.

I sintomi del tumore del colon-retto

Nelle fasi iniziali il tumore del colon-retto può non dare sintomi. Per questo è importante  prestare attenzione ad alcuni segnali che dovrebbero indurre a rivolgersi al medico:

  • perdita di sangue dal retto o presenza di sangue sulla carta igienica dopo l’evacuazione
  • diarrea o stipsi (stitichezza) persistenti e che tendono a peggiorare nel tempo 
  • cambiamenti nella consistenza e nella forma delle feci
  • sensazione di incompleto svuotamento (tenesmo) e dolore addominale
  • anemia da carenza di ferro (anemia sideropenica o ferropriva) riscontrata a seguito di esami ematici di routine.

La diagnosi dei tumori del colon-retto

Il percorso diagnostico dei tumori del colon-retto si articola in due fasi: la diagnosi, che permette di identificare la presenza del tumore, e la stadiazione, che serve a valutarne l’estensione locale e a distanza (metastasi).

Diagnosi

  • Colonscopia con biopsia: è l’esame fondamentale per individuare la lesione e confermare la diagnosi. Durante l’esame vengono prelevati campioni di tessuto (biopsie), analizzati al microscopio. Sul materiale prelevato è possibile eseguire anche analisi molecolari utili per orientare le terapie.
  • Esplorazione rettale: nei tumori del retto può consentire, in alcuni casi, di individuare la lesione già durante la visita.

Stadiazione

  • TC torace-addome-pelvi con mezzo di contrasto: consente di valutare l’eventuale diffusione della malattia ad altri organi (presenza di metastasi).
  • Risonanza magnetica (RM) pelvica: fondamentale nei tumori del retto per definire l’estensione locale della malattia.
  • Dosaggio del CEA (antigene carcinoembrionale): esame del sangue utile come supporto nella valutazione prognostica e nel monitoraggio nel tempo.

La corretta integrazione di questi esami permette di definire con precisione lo stadio della malattia e di pianificare il trattamento più appropriato.

Quali sono i trattamenti per i tumori del colon e del retto?

Il trattamento del tumore del colon-retto dipende da diversi fattori tra cui la sede del tumore, lo stadio della malattia e le caratteristiche molecolari e l’eventuale  presenza di metastasi. 

Tumori del colon – trattamenti

In situazioni selezionate, quando il tumore è estremamente precoce e presenta caratteristiche a basso rischio, è possibile un trattamento endoscopico con finalità curativa.

Nella maggior parte dei casi la chirurgia rappresenta il principale e più efficace trattamento per il tumore del colon. L’intervento consiste nell’asportazione del tratto di colon interessato dal tumore, insieme ai linfonodi correlati, possibili sedi di diffusione di malattia. L’intervento viene eseguito con tecnica laparoscopica (mininvasiva).

Al termine dell’intervento viene ripristinata la continuità intestinale mediante un’anastomosi (ricongiungimento dei due tratti intestinali). Per aumentare la sicurezza di questa fase, può essere utilizzata l’angiografia con verde di indocianina (ICG), una tecnologia che consente di valutare in tempo reale la perfusione dei tessuti (cioè il corretto afflusso di sangue) prima di eseguire l’anastomosi, contribuendo a ridurre il rischio di complicanze. 

Il tessuto rimosso viene analizzato dall’anatomopatologo per definire lo stadio definitivo della malattia e guidare eventuali trattamenti successivi.

Nei casi in cui il tumore coinvolga organi o strutture vicine, può essere necessario un intervento più esteso con resezione “in blocco” delle strutture interessate.

In presenza di complicanze, come occlusione o perforazione intestinale, il trattamento chirurgico deve essere eseguito in urgenza.

Nei pazienti con malattia metastatica non resecabile e sintomatica (ad esempio occlusione intestinale), la chirurgia può avere finalità palliativa, con l’obiettivo di alleviare i sintomi (ad esempio mediante confezionamento di una stomia).

Il trattamento viene sempre definito nell’ambito di un team multidisciplinare e personalizzato per ogni paziente.

Referente per il trattamento chirurgico è il Prof. Antonino Spinelli.

Chemioterapia

Il trattamento medico, chemioterapico e/o immunoterapico e la terapia biologica, viene utilizzato per la cura dei tumori del colon in diverse fasi della malattia. I farmaci oggi disponibili sono molteplici e possono essere usati singolarmente o, molto più spesso, in associazione tra loro. Va sottolineato che le decisioni terapeutiche sono sempre personalizzate per ogni paziente.

Sulla base della stadiazione anatomo-patologica del tumore eseguita sul pezzo chirurgico, viene stabilita l’indicazione o meno a effettuare una chemioterapia postoperatoria (adiuvante) allo scopo di ridurre il rischio di una recidiva del tumore e aumentare il tasso di guarigione. I benefici della chemioterapia adiuvante sono stati dimostrati più chiaramente nei pazienti con malattia in stadio III (cioè con linfonodi positivi per la presenza di cellule tumorali): con la moderna chemioterapia si assiste ad una riduzione di circa il 30% del rischio di recidiva della malattia e di morte.

Nei casi in cui, al momento della diagnosi, il tumore sia già metastatico (fegato, polmoni, linfonodi e peritoneo sono le sedi più comuni), la chemioterapia, eventualmente associata all’immunoterapia con nuovi farmaci biologici, diventa spesso il primo approccio terapeutico, con l’intento di far regredire o stabilizzare le lesioni nel fegato fino a consentirne l’asportazione chirurgica. 

La chemioterapia e/o l’immunoterapia con nuovi farmaci biologici vengono inoltre impiegati nelle fasi avanzate, in presenza di metastasi, con l’obiettivo di rallentare l’evoluzione della malattia.

Farmaci a bersaglio molecolare e immunoterapia

Per stabilire se i farmaci biologici, che agiscono in modo diverso rispetto ai chemioterapici tradizionali, siano efficaci o meno in un singolo paziente, è indicato in fase metastatica eseguire indagini molecolari sul materiale istologico ottenuto con l’intervento chirurgico o con una biopsia. Nello specifico l’analisi dello stato dei microsatelliti (MMR) e lo studio degli esami RAS e BRAF permettono di selezionare quali farmaci utilizzare come prima linea di terapia. 

I medici dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano valutano inoltre l’efficacia di nuovi farmaci potenzialmente attivi nel trattamento dei tumori del colon e del retto nell’ambito di protocolli di ricerca clinica.

Tumori del retto – trattamenti

Per i tumori del retto, il percorso terapeutico varia in base alla sede ed allo stadio: 

  • chirurgia immediata, indicata nelle forme iniziali
  • nei tumori a sede più alta (intraperitoneale) chemio- radioterapia: nei tumori localmente più avanzati e a sede più bassa (extraperitoneale), il trattamento può iniziare con chemio-radioterapia prima dell’intervento chirurgico, con l’obiettivo di ridurre le dimensioni del tumore, migliorare i risultati della chirurgia ed i rischi di recidiva locale.

Chirurgia

Nei tumori in fase iniziale, in casi selezionati, è possibile rimuovere la lesione con tecniche mininvasive (transanali o endoscopiche), evitando un intervento più complesso di resezione del retto per via addominale. 

Nei tumori più avanzati è necessario l’intervento chirurgico di resezione del retto, spesso preceduto da trattamento neoadiuvante. L’intervento chirurgico consiste nell’asportazione del retto e del mesoretto (il tessuto adiposo che lo circonda, contenente i  linfonodi, possibili sedi di diffusione della malattia). 

Quando possibile, al termine dell’intervento viene ripristinata la continuità intestinale mediante un’anastomosi (ricongiungimento dei due tratti intestinali). Per aumentare la sicurezza di questa fase, può essere utilizzata l’angiografia con verde di indocianina (ICG), una tecnologia che consente di valutare in tempo reale la perfusione dei tessuti (cioè il corretto afflusso di sangue) prima di eseguire l’anastomosi, contribuendo a ridurre il rischio di complicanze. 

Il tessuto rimosso viene analizzato dall’anatomopatologo per definire lo stadio definitivo della malattia e guidare eventuali trattamenti successivi.

Il trattamento viene sempre definito nell’ambito di un team multidisciplinare e personalizzato per ogni paziente.

Referente per il trattamento chirurgico è il Prof. Antonino Spinelli.

Stomia

In alcuni casi selezionati può essere necessario “proteggere” l’anastomosi deviando temporaneamente il passaggio delle feci mediante una stomia. 

Nella maggior parte dei casi la stomia è temporanea e la continuità intestinale viene ripristinata con un secondo intervento dopo alcuni mesi. Più raramente, quando non è possibile eseguire l’anastomosi — ad esempio nei tumori molto bassi o che coinvolgono i muscoli dello sfintere — la stomia diventa definitiva.

Presso Humanitas, un team di infermieri enterostomisti specializzati accompagna il paziente in tutte le fasi del percorso, garantendo supporto e assistenza dedicata.

Chemioterapia e radioterapia

La radioterapia in associazione alla chemioterapia è uno dei trattamenti cardine per i tumori del retto localmente avanzati. Lo scopo della terapia, cosiddetta neoadiuvante, è quello di ridurre le dimensioni della neoplasia e il numero dei linfonodi interessati, così da permettere un intervento chirurgico volto a conservare il più possibile la continenza oltre a ridurre il rischio di recidiva locale dopo chirurgia. Recenti studi clinici hanno inoltre dimostrato l’efficacia di strategie di trattamento chemioterapico neoadiuvante associato alla chemio-radioterapia (Total Neoadjuvant Therapy) nel tumore del colon retto, la cui indicazione viene sempre condivisa in ambito multidisciplinare.

La radioterapia inoltre può avere un ruolo fondamentale nel trattamento delle recidive da carcinoma rettale, generalmente trattate con schemi di ipofrazionamento e terapie mirate (SBRT). La radioterapia può anche essere eseguita anche a scopo palliativo-sintomatico per migliorare la qualità di vita del paziente.

In casi selezionati di pazienti con malattia oligometastatica (fino a 5 lesioni) i pazienti possono beneficiare di trattamenti radianti a intento ablativo (SBRT).

Trattamento conservativo

Negli ultimi anni si è affermata anche la possibilità di attuare il protocollo “Watch and Wait”, un approccio ancora conservativo che può essere preso in considerazione nei tumori del retto basso che mostrano una risposta completa dopo terapia neoadiuvante. Studi clinici hanno evidenziato che una risposta completa può essere ottenuta in una percentuale variabile di casi (circa 15–30%).

La decisione  di intraprendere questo percorso, presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas viene sempre maturata dopo approfondita discussione multidisciplinare del caso e condivisa con il paziente.  In caso di approccio “watch and wait”, è necessario un follow-up molto stretto, con controlli clinici, laboratoristici e strumentali periodici (in genere ogni 3 mesi), per monitorare nel tempo i risultati ottenuti e intervenire tempestivamente in caso di recidiva.

Il gruppo multidisciplinare di Humanitas

​​Come per tutti i programmi oncologici di Humanitas, anche il trattamento del tumore del colon retto si basa su un approccio multidisciplinare e integrato che coinvolge specialisti di diverse discipline. Questo modello è particolarmente fondamentale nel tumore del retto, dove rappresenta lo standard di cura.

L’Unità Operativa di Chirurgia del Colon e del Retto svolge la propria attività multidisciplinare continuativa per la definizione dei percorsi terapeutici dei pazienti con tumori del colon e del retto, avvalendosi di specialisti in: Oncologia, EndoscopiaGastroenterologia (con counseling familiare per forme genetiche), Radiologia, Radioterapia, Anatomia Patologica oltre a nutrizionisti e anestesisti dedicati.

Nei casi più complessi, come in presenza di metastasi, il percorso terapeutico viene ulteriormente condiviso con team specialistici dedicati, per garantire una gestione personalizzata e le migliori strategie di trattamento, anche attraverso approcci combinati.

Questo approccio consente di offrire ai pazienti le migliori opportunità in termini di prevenzione, diagnosi e cura, attraverso percorsi personalizzati e condivisi.

In Humanitas viene posta particolare attenzione anche agli aspetti umani del percorso di cura: ai pazienti è garantita una comunicazione chiara e trasparente, la condivisione delle decisioni terapeutiche e, quando necessario, un supporto psicologico dedicato.

Ricerca Clinica: consulta la pagina dedicata agli studi di Ricerca attivi, clicca qui.

Ultimo aggiornamento: Maggio 2026
Data online: Ottobre 2020

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