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Humanitas Research Hospital

Humanitas è un ospedale ad alta specializzazione, centro di Ricerca e sede di insegnamento universitario.
All’interno del policlinico, accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale, si fondono centri specializzati per la cura dei tumori, delle malattie cardiovascolari, neurologiche ed ortopediche, oltre a un Centro Oculistico e a un Fertility Center.
Humanitas è inoltre dotato di un Pronto Soccorso EAS ad elevata specializzazione.

La Qualità della cura e dell’assistenza è il primo obiettivo di Humanitas, con l’intento di favorire un miglioramento continuo, a beneficio dei pazienti. Qualità significa anche capacità di analisi, per misurarci e migliorare in modo trasparente e innovativo, equilibrando efficacia clinica,
esperienza del paziente e sostenibilità.
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Centri

Dipartimenti e Unità Operative

Dipartimento Cardiovascolare

Direttore Prof. Gianluigi Condorelli

8 Unità Operative

Dipartimenti di Chirurgia Generale

Direttore Prof. Guido Torzilli

7 Unità Operative

Dipartimento di Area Cancer

Direttore Prof. Armando Santoro

5 Unità Operative

Chirurgie Specialistiche

4 Unità Operative

Dipartimento di Medicina Interna

Direttore Prof. Savino Bruno

7 Unità Operative

Dipartimento di Riabilitazione e Recupero Funzionale

Direttore Dott. Stefano Respizzi

4 Unità Operative

Dipartimento di Gastroenterologia

Direttore Prof. Alberto carlo piero Malesci

4 Unità Operative

Dipartimento di Area Neurologica

Direttore Michela Matteoli

5 Unità Operative

Dipartimento di Diagnostica per Immagini

Direttore Dott. Luca Balzarini

4 Unità Operative

Dipartimento di Ginecologia e Medicina della Riproduzione

Direttore Prof. Paolo Emanuele Levi-Setti

2 Unità Operative

Area Ortopedie

9 Unità Operative

Area Laboratori

2 Unità Operative

Humanitas News

Humanitas News

World Cancer Research Day: anche Humanitas sostiene la campagna per la Ricerca sui tumori

Si celebra lunedì 24 settembre il World Cancer Research Day, un’iniziativa promossa da AECC (l’Associazione Spagnola per la ricerca sul cancro) con la partecipazione e la collaborazione di diverse altre agenzie internazionali di ricerca sul cancro, come AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul cancro).

Il World Cancer Research Day punta a sensibilizzare la popolazione in merito all’importanza della Ricerca sul cancro, fondamentale per compiere preziosi passi avanti nella lotta alla malattia. I ricercatori lavorano su numerosi fronti con l’obiettivo e la speranza di riuscire a trovare una cura definitiva o a rendere la malattia una patologia cronica, e dunque controllabile, aumentando così i tassi di sopravvivenza.

In Italia la campagna è supportata da AIRC e vede la partecipazione di diversi ricercatori, che hanno aderito alla “Dichiarazione per la Ricerca sul Cancro”. Volto di Humanitas è la dottoressa Egesta Lopci, specialista in Medicina Nucleare.

 

 

Perché è così importante la Ricerca?

Come ci spiega la dottoressa Lopci: “La ricerca scientifica rappresenta la linfa vitale della lotta contro il cancro. Essa ci permette di attingere senza interruzione a nuovi modi di diagnosticare, approcciare e trattare i tumori maligni, che sono entità eterogenee e troppo spesso resistenti alle terapie convenzionali. È grazie alla costante lotta dei ricercatori di tutto il mondo, da cui la campagna #worldcancerresearchday, che si riescono a trovare sempre nuovi “punti deboli” nel tumore e sempre nuove armi con cui colpirlo. Un circuito “virtuoso” che si riesce a instaurare solo grazie alla ricerca scientifica” 

Su quali fronti si sta in particolare lavorando?

Le principali sfide attuali riguardano la pianificazione di strategie per la prevenzione e la diagnosi precoce; il miglioramento della diagnosi; lo sviluppo di terapie e trattamenti che possano aumentare la sopravvivenza e ridurre i costi della malattia; il raggiungimento di finanziamenti sostenibili e la formazione dei ricercatori. 

I numeri del cancro

Si stima che entro il 2030 i tumori rappresenteranno la principale causa di morte in tutto il mondo. Secondo i dati dell’Osservatorio Mondiale sul Cancro (Globocan – Global Cancer Observatory) nel 2012 sono stati 14 milioni i nuovi casi diagnosticati e 8,2 milioni i decessi correlati ai tumori in tutto il mondo.

“Dati che sottolineano ancora una volta quanto la Ricerca sia importante e quanto fondamentali siano iniziative come il World Cancer Research Day, al fine di aumentare la consapevolezza e l’impegno di ciascuno”, ha concluso la dottoressa Lopci.

 

 

 

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Psoriasi: il 90% dei pazienti soffre anche di stress

La psoriasi è una malattia infiammatoria che colpisce prevalentemente la pelle e che si manifesta con arrossamenti e squame (psoriasi a placche). Il 90% dei pazienti testimonia un evento stressante dopo il quale sono comparse le prime chiazze. Lo stress nervoso – oltre a fattori come il fumo, l’obesità e la presenza di altre patologie che possono concorrere alla gravità e alla progressione della malattia – ha dunque un’influenza diretta sullo scatenamento della malattia.

È possibile tenere sotto controllo la psoriasi con alcuni metodi antistress?

   Il professor Antonio Costanzo, Responsabile di dermatologia in Humanitas, ne ha parlato su il Corriere della Sera: “È importante impegnarsi in piccole mosse antistress – ha detto Costanzo -. Non è solo un effetto psicologico, esiste un profondo legame tra sistema nervoso centrale e pelle, documentato da diverse ricerche. Lo stress può attivare l’infiammazione della malattia psoriasica e accentuarne i sintomi”.

Cosa accade quando i sintomi peggiorano?

   “Lo stato della pelle può causare a sua volta più nervosismo, dando così vita a un circolo vizioso che finisce per influire negativamente anche sui trattamenti, rallentandoli o rendendoli meno efficaci”, ha spiegato il professore. 

   Il manifestarsi di psoriasi, è un segnale esagerato di difesa del sistema immunitario che provoca un aumento della proliferazione delle cellule della pelle, che iniziano così a produrre squame  e chiazze rosse. Le chiazze possono comparire in qualunque parte del corpo, anche se le zone più colpite dalla malattia sono il cuoio capelluto, i gomiti, i palmi delle mani e la pianta dei piedi, le unghie e le ginocchia.

Ma cosa fare nel caso le lesioni e le squame peggiorino?

   “Oggi disponiamo di molte cure efficaci da scegliere in base alla gravità delle lesioni e alle condizioni del singolo malato – ha detto Costanzo -. Si va da quelle topiche (come creme, lozioni, gel o spray in mousse) da applicare direttamente sulla pelle, ai trattamenti sistemici tradizionali (come ciclosporina e methotrexate). 

   Inoltre, sono ormai disponibili anche in Italia diversi farmaci biologici (etanercept, adalimumab, approvati anche per uso pediatrico, oltre a infilximab, ustekinumab, secukinumab, ixekizumab) che hanno un ottimo profilo di sicurezza e consentono spesso di ottenere una cute completamente ‘pulita’ nei casi di psoriasi o artrite psoriasi più severi che non abbiano risposto o per i quali siano controindicate le terapie standard. Infine, nuovi medicinali hanno dato promettenti risultati nelle fasi più avanzate di sperimentazione, quali risankizumab, guselkumab e tildrakizumab, allo studio in malati con psoriasi in forma moderata severa”, ha concluso il professore.

 

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