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Contrastare l’obesità per prevenire il cancro

La dieta mediterranea, un modello nutrizionale ispirato agli elementi più diffusi in Italia, è rinomata in tutto il mondo per la sua bontà e per la sua salubrità. Nel nostro Paese dunque la tradizione culinaria è dalla parte della salute; il problema però è l’eccesso di cibo. Di obesità e di come questa condizione sia un fattore di rischio per il cancro, ha scritto il professor Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas, in un articolo sulla Stampa.

Il nostro Paese, secondo solo alla Grecia, ha il maggior numero di bambini sovrappeso e obesi, con conseguenze estremamente negative sulla salute, presente e futura, di questi ragazzi. “Un allarme importante, soprattutto in un momento in cui l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (agenzia dell’Oms), certifica che l’obesità è un carcinogeno, ossia causa il cancro, e per l’esattezza tredici tipi di tumori”.

Perché l’obesità causa il cancro?

I motivi potrebbero essere diversi. “A lungo si è pensato che la causa principale fosse perché induce un’iperproduzione di ormoni estrogeni, presenti nel tessuto adiposo: il cancro della mammella, per esempio, può essere promosso da una quantità eccessiva di estrogeni. Oggi però l’enfasi è posta sull’infiammazione: l’obesità causa cancro perché è associata ad alterazioni del metabolismo e della risposta infiammatoria e immunitaria. Grazie ai recenti progressi della ricerca, sappiamo che all’interno del tessuto adiposo sono presenti molte cellule – oltre la metà del totale – del sistema immunitario. Fra queste in particolare i macrofagi, che disorientati dai segnali confusi provenienti dall’eccesso di grasso, producono citochine infiammatorie che danneggiano il nostro metabolismo in modo grave, fino a indurre una sindrome metabolica. Le citochine sono le molecole con cui il sistema immunitario comunica: possiamo pensare loro come a “parole” che hanno il compito di richiamare – nella quantità, nel momento e nel luogo giusti – i globuli bianchi che ci proteggono dalle infezioni. Ma che, in quantità eccessiva o quando non sono necessari, diventano dannosi. I mediatori di infiammazione hanno quindi un ruolo importante nello sviluppo di alcune patologie legate all’obesità, fra cui il diabete adulto, le malattie cardiovascolari e il cancro”.

Come intervenire?

“È necessario dunque intraprendere azioni e campagne di sensibilizzazione ed educazione su questo tema. Poiché la povertà si associa alla maggior frequenza di persone sovrappeso, chi paga – e pagherà – il prezzo più alto di questa situazione sono le fasce più deboli della popolazione.

Ripartiamo quindi dai “giacimenti” della nostra tradizione alimentare. Da una parte, scavando in essi dal punto di vista molecolare: approfondendo la ricerca scientifica per identificare, nei diversi cibi, le molecole responsabili dei meccanismi di protezione (o promozione) delle malattie. Dall’altra parte, valorizzando questi giacimenti, ossia utilizzandoli quanto più possibile nella nostra alimentazione, tornando a una dieta mediterranea.

La buona qualità di vita, infatti, inizia a tavola e prosegue con stili di vita corretti. Il consiglio è di attenersi alla regola 0-5-30: zero sigarette, almeno cinque porzioni di frutta e verdura fresche al giorno e trenta minuti di esercizio fisico moderato al giorno. Uno stile di vita sano infatti aiuta a evitare sovrappeso e rischio di cancro, malattie cardiovascolari e autoimmuni”, ha concluso il prof. Mantovani.

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Tumori midollari e degenerazione vertebrale: nuova tecnica messa a punto in Humanitas

In occasione dell’evento formativo “Giornate di Progresso in Patologia Vertebrale”, promosso dalla Società Italiana di Chirurgia vertebrale (SICV&GIS) e dalla Società italiana di Neurochirurgia (SINCH), il Neuro Center di Humanitas apre le porte alla formazione per giovani neurochirurghi e chirurghi ortopedici e presenta le più innovative tecnologie chirurgiche e di imaging, qui sviluppate, al servizio della precisione assoluta per interventi spinali. “Durante l’evento didattico saranno presentate e utilizzate nelle tre live surgery in contemporanea, tecnologie innovative studiate e messe a punto nel nostro centro. In particolare queste nuove tecnologie serviranno ai giovani chirurghi per operare con assoluta precisione riducendo i rischi e i lunghi tempi di apprendimento necessari quando si parla di tumori midollari”, spiega il dottor Maurizio Fornari, Responsabile Neurochirurgia di Humanitas Neuro Center e direttore scientifico dell’evento.

L’imaging che fonde risonanza magnetica e TAC

Avanguardia assoluta nell’ambito della chirurgia dei tumori midollari è la fusione tra immagini virtuali e dinamiche della colonna con risonanza magnetica (RMN) acquisite prima dell’intervento e immagini statiche di TAC durante l’intervento. “Grazie a questa novità assoluta di cui abbiamo appena pubblicato uno studio, che uscirà nel prossimo numero della rivista americana Neurosurgery, la precisione durante gli interventi diventa estrema – spiega il dottor Francesco Costa, neurochirurgo di Humanitas Neuro Center. – Con una nuova procedura di fusione di immagini siamo riusciti a sovrapporre l’immagine TAC del paziente eseguita in sala operatoria, all’immagine della colonna acquisita in precedenza con RMN. La fusione delle immagini, insieme alla chirurgia computerizzata assistita con navigazione permettono di vedere e operare con precisione assoluta, riducendo i rischi per il paziente. Essendo pochissime al mondo le sale operatorie attrezzate anche per la risonanza magnetica, prima di riuscire a fondere le immagini di TAC e RMN, si ricorreva alle immagini preregistrate di risonanza non reale della colonna del paziente oppure alla TAC che da sola non forniva la precisione necessaria per il trattamento dei tumori spinali.”

Ripristinare l’equilibrio della colonna negli anziani

Precisione e tecnologie innovative anche quando si parla di equilibrio delle curve della colonna, sagittal balance, una nuova filosofia ideata dal più importante ortopedico spinale d’Europa, il dottor Jean Charles Le Huec di Bordeaux che sarà presente all’evento, per la correzione delle patologie degenerative che coinvolgono i dischi vertebrali in modo particolare nell’anziano, riducendo le fisiologiche curvature della colonna presenti invece nelle età più giovani. “Se i tumori midollari colpiscono a tutte le età, con l’invecchiamento sono gli anziani ad andare incontro all’incurvatura in avanti della colonna, detta anche ipercifosi, con perdita della lordosi lombare necessaria per l’equilibrio in posizione eretta – continua il dott. Maurizio Fornari. – Per ripristinare l’equilibrio di una colonna negli anziani affetti da patologia degenerativa, abbiamo studiato “device” in titanio simili a gabbiette da inserire nel disco vertebrale, per ripristinare lo spazio intervertebrale e il corretto diametro tra le vertebre e ottenere così il riallineamento della colonna”. L’ipercifosi è considerata, insieme alla debolezza muscolare e all’osteoporosi, una delle principali cause di caduta e disabilità degli anziani, oltre ad avere ripercussioni sulla qualità della vita. Il processo di curvatura della colonna inizia dopo i quarant’anni a causa dei fenomeni degenerativi che coinvolgono i dischi intervertebrali e le vertebre stesse.

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