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Humanitas Research Hospital

Humanitas è un ospedale ad alta specializzazione, centro di Ricerca e sede di insegnamento universitario.
All’interno del policlinico, accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale, si fondono centri specializzati per la cura dei tumori, delle malattie cardiovascolari, neurologiche ed ortopediche, oltre a un Centro Oculistico e a un Fertility Center.
Humanitas è inoltre dotato di un Pronto Soccorso EAS ad elevata specializzazione.

La Qualità della cura e dell’assistenza è il primo obiettivo di Humanitas, con l’intento di favorire un miglioramento continuo, a beneficio dei pazienti. Qualità significa anche capacità di analisi, per misurarci e migliorare in modo trasparente e innovativo, equilibrando efficacia clinica,
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Centri

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7 Unità Operative

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7 Unità Operative

Dipartimento di Area Cancer

Direttore Prof. Armando Santoro

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8 Unità Operative

Dipartimento di Riabilitazione e Recupero Funzionale

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4 Unità Operative

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3 Unità Operative

Dipartimento di Area Neurologica

Direttore Michela Matteoli

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3 Unità Operative

Dipartimento di Ginecologia e Medicina della Riproduzione

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Area Ortopedie

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Area Laboratori

2 Unità Operative

Dipartimento di Anestesia e TIG

Direttore Dott. Ferdinando Raimondi

2 Unità Operative

Humanitas News

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Raccolta fondi per la ricerca: anche in Humanitas le Arance della salute di AIRC

Tornano sabato 27 gennaio le Arance della salute di AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. I volontari saranno presenti in oltre 2.500 piazze italiane con questa tradizionale iniziativa che inaugura il nuovo anno di raccolta fondi di AIRC.

Con una donazione di 9 euro sarà possibile ricevere una reticella di 2,5 chili di arance e una Guida, contenente sia informazioni sul legame tra alimentazione e tumori sia ricette a base di arance, firmate dagli chef de La Cucina Italiana.

AIRC ha scelto proprio l’arancia rossa italiana come frutto simbolo dell’alimentazione sana e protettiva. Questi frutti infatti contengono gli antociani, pigmenti naturali che antiossidanti, e circa il 40% in più di vitamina C rispetto agli altri agrumi.

Anche Humanitas sostiene la raccolta fondi di AIRC: giovedì 25 e venerdì 26 gennaio infatti, sarà possibile sostenere la ricerca e acquistare le Arance della salute in un banchetto dedicato al Building 2.

Il legame con l’alimentazione

Un corretto stile di vita è fondamentale per la prevenzione dei tumori: è dunque importante mangiare in maniera sana ed equilibrata, contrastare la sedentarietà conducendo una vita attiva che comprende anche regolare attività fisica (bastano anche 30 minuti di camminata al giorno) e non fumare. Si pensi che un tumore ogni tre potrebbe non svilupparsi se si seguissero stili di vita salutari. Sappiamo inoltre che un tumore ogni tre potrebbe essere curato per tempo se si aderisse ai protocolli di screening e di diagnosi precoce.

In particolare, alcuni tipi di tumore sono più sensibili agli effetti del cibo. A confermarlo, diversi studi internazionali, come EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), realizzato anche grazie al contributo di AIRC. Per oltre vent’anni i ricercatori hanno osservato le abitudini alimentari dei cittadini europei e i risultati confermano come l’esofago, lo stomaco e l’intestino – gli organi più direttamente coinvolti – beneficino maggiormente delle abitudini preventive.

Allenare le difese immunitarie

“Grazie ai progressi della ricerca e alla sempre maggiore conoscenza del sistema immunitario, oggi sappiamo che è possibile allenare le nostre difese naturali affinché siano sempre pronte a proteggere, nel modo migliore, il nostro organismo – sottolinea il professor Alberto Mantovani, Direttore Scientifico di Humanitas e ricercatore AIRC – è sempre più evidente che lo stile di vita costituisce per il nostro sistema immunitario una vera e propria palestra, perché ne influenza il funzionamento. 0-5-30 è la formula vincente da adottare ogni giorno: 0 sigarette, di qualunque tipo, 5 porzioni di frutta e verdura e 30 minuti di esercizio fisico moderato”.

Per ulteriori informazioni sulla Campagna “Arance della Salute”, sul ruolo degli stili di vita nella prevenzione e per trovare la piazza più vicina: www.arancedellasalute.itwww.airc.it

 

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Disautonomia neurovegetativa: quando il sistema nervoso non funziona come dovrebbe

Il sistema nervoso viene distinto in sistema nervoso centrale e sistema nervoso periferico. Fanno parte del sistema nervoso centrale, che si trova nella scatola cranica e nel canale vertebrale: cervello, cervelletto, tronco encefalo e midollo spinale. Il sistema nervoso periferico invece è formato dai nervi cranici (che innervano testa e collo), dai nervi spinali (che innervano le parti restanti del corpo) e dai gangli (particolari gruppi di neuroni che ricevono le informazioni dai recettori).

Il sistema nervoso periferico viene ulteriormente suddiviso in volontario, deputato al controllo dei movimenti volontari e alla raccolta delle informazioni da parte degli organi di senso, e involontario o autonomo (o vegetativo o viscerale o autonomo), che controlla le funzioni corporee involontarie.  Il sistema nervoso autonomo infine, è diviso in due parti ad azione contrapposta: simpatico (con origine nel midollo spinale) e parasimpatico (che origina nel tronco encefalico e nel midollo spinale).

Il sistema nervoso autonomo può presentare un malfunzionamento, si parla in questi casi di disautonomia neurovegetativa o disfunzione autonomica. Di che cosa si tratta o come si manifesta? Ne parliamo con il dottor Vincenzo Tullo, Neurologo e Responsabile dell’Ambulatorio sulle cefalee di Humanitas LAB.

Le funzioni del sistema nervoso autonomo

“Il sistema nervoso autonomo regola l’attività delle ghiandole e degli organi interni come il cuore, lo stomaco e l’intestino, controllando funzioni come la dilatazione delle pupille, la produzione della saliva e del muco, la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa, la contrazione dei muscoli dei bronchi, i movimenti dello stomaco e dell’intestino, la produzione dell’urina, il rilassamento della parete vescicale e l’apertura del suo sfintere.

Il sistema nervoso simpatico si attiva in particolare quando l’organismo vive situazioni di emergenza o stress come le risposte di attacco e fuga, mentre il parasimpatico è prevalente nelle condizioni di stabilità e riposo e favorisce i processi come la digestione e l’assorbimento, la crescita e l’immagazzinamento di energia”, spiega il dottor Tullo.

Quando si parla di disautonomia neurovegetativa?

In presenza di un malfunzionamento del sistema nervoso autonomo abbiamo una disautonomia neurovegetativa (o disfunzione autonomica).

I disturbi che possono manifestarsi sono diversi, ne sono un esempio:

  • alterazione della regolazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca con ipotensione ortostatica e ipertensione in clinostatismo (posizione sdraiata);
  • disturbi della funzione respiratoria;
  • disturbi dell’apparato gastrointestinale con riduzione della motilità gastrointestinale, disfagia, stipsi, diarrea;
  • disturbi sessuali e urinari con nicturia, pollachiuria, minzione imperiosa, impotenza, perdita del controllo sfinterico;
  • disturbi della termoregolazione;
  • ipo-anidrosi;
  • disturbi del sonno.

L’ipotensione ortostatica è il disturbo più disabilitante; si caratterizza per una riduzione di almeno 20 mmHg nella pressione arteriosa sistolica o di 10 mmHg nella diastolica entro tre minuti dall’assunzione della posizione eretta e si manifesta con sensazione di testa leggera, stanchezza, faticabilità, visione offuscata e sincope.

La classificazione delle malattie del sistema nervoso autonomo

“Questa classificazione è molto complessa. In generale si distinguono disautonomie focali e disautonomie generalizzate. Le focali si caratterizzano per una sintomatologia settoriale; ne sono un esempio la sindrome di Bernard Horner con la ptosi (abbassamento della palpebra), la miosi (restringimento della pupilla) e l’anidrosi facciale (assenza di sudorazione sul volto) e la sindrome di Adie con la pupilla che non reagisce alla luce e l’abolizione dei riflessi osteotendinei).

Le disautonomie generalizzate invece si suddividono in centrali (a livello del cervello o del midollo) e periferiche (a livello dei nervi).

Quelle centrali includono:

  • l’insufficienza autonomica pura;
  • l’insufficienza autonomica in corso di atrofia multisistemica che combina l’insufficienza del sistema nervoso autonomo con una neurodegenerazione del sistema nervoso centrale;
  • l’insufficienza autonomica associata alla malattia di Parkinson.

Le disautonomie periferiche infine vengono distinte in acute (sindrome di Guillain Barrè, botulismo, porfiria, da tossici) e croniche (neuropatie ereditarie, neuropatie diabetiche, tossico-carenziali, infettive e paraneoplastiche).

L’ambulatorio di neurologia e diagnostica neurovegetativa di Humanitas può consentire lo studio integrato dei meccanismi fisiopatogenetici centrali e periferici delle malattie del Sistema Nervoso Vegetativo”, ha concluso il dottor Tullo.

 

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