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Vene varicose e salute delle gambe: la diretta Facebook con Marco Bianchi e la dottoressa Elisa Casabianca

Vene varicose e salute delle gambe: questo il tema al centro della diretta Facebook con Marco Bianchi, divulgatore scientifico della Fondazione Veronesi e la dottoressa Elisa Casabianca, angiologa e chirurgo vascolare in Humanitas.

La dottoressa Casabianca ha spiegato come sia importante sottoporsi a visita angiologica in presenza di sintomi sospetti e di come il cuore della visita sia l’ecocolor doppler, un esame rapido e non invasivo che associa all’ecografia uno studio dei reflussi delle vene superficiali e della pervietà del circolo profondo. Questo consente di osservare il funzionamento delle vene delle gambe e offrire così, laddove necessarie, indicazioni sui trattamenti.

Le calze contenitive

Le calze elastiche sono uno dei rimedi più efficaci in presenza di questi disturbi e possono essere preventive o terapeutiche. “Non dobbiamo pensare alle calze della nonna”, ha sottolineato la dottoressa “oggi queste calze sono fatte talmente bene da non essere più distinguibili dalle normali calze”.

La termoablazione con radiofrequenza

Sebbene le calze elastiche siano un ottimo rimedio, talvolta si rende necessaria la chirurgia. “Una chirurgia che non deve spaventare”, sottolinea la dottoressa “anche perché spesso oggi i trattamenti sono poco invasivi e possono essere svolti in anestesia locale e in alcuni casi sono ambulatoriali”.

Vi sono diversi tipi di intervento, la scelta dipende dalla situazione del paziente. Dallo stripping – più invasivo – alla termoablazione con radiofrequenza: una tecnica che dà ottimi risultati. La vena malata non viene sfilata, ma viene lasciata in sede e viene bruciata, con una risoluzione del reflusso venoso. Si esegue in day hospital, in anestesia locale, dura circa 20 minuti e il recupero è immediato.

Tra gli altri argomenti emersi nel corso della diretta segnaliamo: i benefici del nuoto e delle passeggiate sul lungomare in caso di insufficienza venosa, la scleroterapia per i capillari, gli alimenti da prediligere e il ruolo dell’ereditarietà e dello stile di vita nelle vene varicose.

Guarda la diretta con Marco Bianchi e la dottoressa Elisa Casabianca:

 

 

 

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Chirurgia della trachea, in Humanitas il diciassettesimo intervento al mondo per un condrosarcoma

È stato recentemente eseguito in Humanitas un importante intervento di chirurgia tracheale, in un paziente affetto da condrosarcoma allo stadio iniziale.

Ne parliamo con il dottor Umberto Cariboni, specialista in Chirurgia toracica, che ha condotto l’intervento.

“Abbiamo effettuato con l’aiuto del professor Marco Alloisio, direttore di dipartimento delle chirurgie specialistiche e della chirurgia toracica, un intervento di chirurgia della trachea su un paziente di circa sessant’anni, affetto da un condrosarcoma della trachea, un tumore rarissimo. Il nostro è stato il diciassettesimo caso in tutto il mondo, al 2017 infatti sono 16 i casi riportati in letteratura” (Case Rep Oncol Med. 2017;2017:4524910), racconta il dottor Cariboni.

La formazione con il professor Walter Klepetko e l’intervento

“Abbiamo avuto modo di valutare preventivamente il caso con il professor Walter Klepetko, uno dei massimi esperti di chirurgia toracica, da cui io e due dei miei colleghi anestesisti, la dottoressa Elena Costantini e il dottor Orazio Difrancesco, abbiamo trascorso un periodo di perfezionamento a Vienna, centro di riferimento a livello mondiale per la chirurgia della trachea: una chirurgia complessa sia dal punto di vista chirurgico sia da quello anestesiologico, offerta in Italia da pochi centri con casistiche molto limitate.

Abbiamo quindi eseguito l’intervento in Humanitas. La chirurgia avanzata, di cui mi occupo, si esegue in maniera tradizionale. Abbiamo pertanto effettuato un’incisione cervicale, la cervicotomia, associata a una sternotomia parziale. Ciò ci ha permesso di isolare la trachea dalle strutture complesse da cui è circondata, in sicurezza. Abbiamo asportato due anelli tracheali, sedi della neoplasia, e successivamente abbiamo anastomizzato i monconi tracheali. È stato possibile eseguire l’intervento grazie alla presenza della dottoressa Costantini, anestesista di sala operatoria, la cui figura riveste in questo tipo di intervento un’importanza enorme per il controllo delle vie aeree e della ventilazione, e grazie alla presenza del team infermieristico dedicato.

Il lavoro di “squadra” atto a condividere tutte le competenze specifiche è necessario per interventi di tale complessità, per cui il successo terapeutico non è solo l’atto di un singolo, ma una vittoria dell’intero team”, spiega il dottor Cariboni. 

La chirurgia della trachea in Humanitas

“L’obiettivo è adesso quello di portare questo tipo di chirurgia in Humanitas, una chirurgia complessa che richiede un approccio multidisciplinare e Humanitas offre il contesto ideale per realizzare questo progetto, grazie alla presenza di diversi specialisti e alla ricchezza di esperienze”, ha concluso il dottor Cariboni.

 

Prenota una visita con il dott. Umberto Cariboni

 

 

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