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Farmaci, segnalare gli effetti indesiderati è fondamentale

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha recentemente aggiornato le modalità di segnalazione delle sospette reazioni avverse ai medicinali (ADR). Per farlo, operatori sanitari e cittadini possono collegarsi al sito www.vigifarmaco.it ed effettuare una segnalazione on line.

Prima di essere messo in commercio, un farmaco è sottoposto a studi preclinici e a studi clinici, con l’obiettivo di valutarne l’efficacia e la sicurezza. Questi studi però coinvolgono un numero ridotto di pazienti (e spesso ne sono esclusi bambini e anziani) e hanno una durata relativamente breve, inferiore ai due anni. Non tengono poi in considerazione pazienti con patologie concomitanti e/o sottoposti all’uso di più farmaci. Può dunque accadere che nuovi farmaci vengano ritirati dal commercio in seguito alla successiva identificazione di reazioni avverse.

Come funziona la segnalazione?

Se a seguito dell’assunzione di un farmaco si notano effetti indesiderati, è bene parlarne con il medico o con il farmacista. Tramite il sito www.vigifarmaco.it è possibile segnalare la reazione avversa, che sia grave o meno, che sia nota (e dunque presente sul foglio illustrativo presente nella confezione) oppure no.

La segnalazione spontanea di operatori sanitari, pazienti e industrie farmaceutiche è fondamentale per individuare le reazioni avverse. Il foglio illustrativo infatti riporta gli effetti indesiderati noti, ma alcune reazioni possono non essere ancora conosciute. Le diverse segnalazioni effettuate vengono prese in carico e analizzate dalle agenzie regolatorie; in Italia se ne occupa AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, e se necessario ulteriori avvertenze verranno inserite nel foglio illustrativo, rendendo così le informazioni relative al farmaco complete e aggiornate.

Segnalare è dunque importante perché rende i medicinali più sicuri e aiuta gli altri pazienti. Per la segnalazione occorre però rispettare i limiti di tempo ribaditi nel Decreto del Ministero della Salute 30 aprile 2015: entro due giorni per i farmaci ed entro 36 ore per i medicinali di origine biologica e i vaccini.

 

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Colon irritabile in primavera, tre consigli per combatterlo

Con l’arrivo della bella stagione alcuni pazienti lamentano fastidi e dolori addominali, ne ha parlato la dottoressa Federica Furfaro, gastroenterologa del Centro per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino in Humanitas, ospite a Cuore e Denari su Radio24.

“La colite tipica della stagione primaverile è quella che definiamo più comunemente sindrome del colon irritabile e il cambiamento di stagione sembrerebbe in effetti una possibile causa di riacutizzazione.

I pazienti che ne soffrono lamentano dolore addominale, stitichezza o diarrea (che spesso si presentano alternate), crampi, gonfiore e muco nelle feci”.

Tre consigli per contrastarlo

“È fondamentale bere almeno due litri d’acqua al giorno, possibilmente naturale perché i gas aumentano la sensazione di gonfiore e il meteorismo, e meglio se lontano dai pasti.

È bene poi dedicarsi a una costante attività fisica, benefica anche per la salute dell’intestino.

Per quanto riguarda l’alimentazione, è importante consumare fibre, soprattutto frutta e verdura. Queste vanno bene sia cotte che crude, ma chi soffre di intestino irritabile è bene non ecceda nel consumo di quegli alimenti che portano alla maggior produzione di quantità di gas. Ne sono un esempio: legumi (che si possono però preferire decorticati), cavolfiori, funghi, porri e broccoli, che possono causare gonfiore addominale. Da limitare anche il consumo di frutta secca ed è consigliabile evitare di mangiare frutta subito dopo i pasti, essendo molto zuccherina infatti fermenta di più e conferisce disturbi e fastidi” spiega la dottoressa Furfaro.

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