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Humanitas Research Hospital

Humanitas è un ospedale ad alta specializzazione, centro di Ricerca e sede di insegnamento universitario.
All’interno del policlinico, accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale, si fondono centri specializzati per la cura dei tumori, delle malattie cardiovascolari, neurologiche ed ortopediche, oltre a un Centro Oculistico e a un Fertility Center.
Humanitas è inoltre dotato di un Pronto Soccorso EAS ad elevata specializzazione.

La Qualità della cura e dell’assistenza è il primo obiettivo di Humanitas, con l’intento di favorire un miglioramento continuo, a beneficio dei pazienti. Qualità significa anche capacità di analisi, per misurarci e migliorare in modo trasparente e innovativo, equilibrando efficacia clinica,
esperienza del paziente e sostenibilità.
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Centri

Dipartimenti e Unità Operative

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7 Unità Operative

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Direttore Prof. Maurizio Cecconi

3 Unità Operative

Humanitas News

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Stipsi: quando rivolgersi al medico e i consigli per la regolarità intestinale

La stipsi in realtà non è una malattia, ma un sintomo che può nascondere diverse patologie ed è dunque importante comprendere quale sia la causa della stitichezza.

Di stipsi ha parlato il professor Silvio Danese, Responsabile del Centro per le malattie infiammatorie croniche intestinali di Humanitas, ospite in studio a Tutta salute su Rai3.

A esserne colpiti sono soprattutto le donne e gli anziani: “Per quanto riguarda le donne, si pensa ci sia un coinvolgimento ormonale nella motilità intestinale e inoltre sappiamo che la sindrome dell’intestino irritabile (di cui la stipsi è uno dei sintomi) è una patologia a prevalenza femminile. Gli anziani invece, per esempio, tendono a bere di meno oppure assumono alcuni farmaci che possono determinare stitichezza”, ha spiegato il prof. Danese.

Diverse tipologie di stitichezza

“Ci sono vari tipi di stitichezza: un primo tipo viene definito inerzia del colon ovvero un intestino pigro, che si contrae in maniera molto lenta. In altri casi invece, nella parte finale, tutti i muscoli della pelvi dedicati all’atto della defecazione non si comportano in maniera sinergica e quindi non sono coordinati. In altri casi ancora invece, possono essere presenti entrambe le condizioni; mentre, nella sindrome del colon irritabile la causa non è ben nota.

In genere, gli stili di vita sono la causa principale di stitichezza; concorrono in particolare un’alimentazione povera di fibre, la disidratazione, la sedentarietà e l’assunzione di alcuni farmaci. La stitichezza è poi comune in alcune condizioni, come la gravidanza”, ha sottolineato lo specialista.

Quando rivolgersi al medico e gli esami per la diagnosi

“In generale, si verificano meno di tre evacuazioni alla settimana, tendenza o necessità di sforzarsi durante la defecazione, sensazione di defecazione incompleta, presenza di feci dure o caprine (a palline).

È molto importante capire se si tratti di un problema di transito e in questo caso si sottopone il paziente allo studio dei tempi di transito intestinale, ovvero specifiche radiografie che osservano il transito intestinale. La manometria anorettale è invece molto utile per capire come si muove la pelvi, in alcuni casi è indicata la defecografia e infine per determinati pazienti occorre la colonscopia”, ha spiegato il prof. Danese.

I consigli per la regolarità intestinale

“È importante curare gli stili di vita, con una buona alimentazione ((5 porzioni di frutta e verdura o 20 grammi di fibre al giorno), una sufficiente idratazione (più di un litro e mezzo di acqua al giorno) e il movimento fisico. Laddove occorrano si possono assumere integratori o lassativi osmotici ovvero che richiamano acqua e facilitano l’attività intestinale.

Per quanto riguarda le cure, bisogna innanzitutto capire il tipo di stitichezza. Se si tratta di un problema di motilità, si può ricorrere all’assunzione di fibre insolubili, a lassativi osmotici o a farmaci in grado di agire sulla motilità. Se invece il problema è di stitichezza basso, può essere necessario l’utilizzo di alcuni clisteri. È comunque bene evitare il fai da te e rivolgersi al medico”, ha raccomandato lo specialista.

Guarda l’intervista completa al professor Danese, clicca qui.

 

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Fibrillazione atriale: il prof. Cappato relatore in America Latina in occasione di un Simposio

“Bayer Simposio de Fibrilación Auricular, conceptos prácticos. De los anticoagulantes directos a los procedimientos invasivos para restaurar el ritmo sinusal”: questo il titolo del Simposio organizzato da Bayer in Argentina e Cile e dedicato alla fibrillazione atriale, cui ha preso parte anche il dottor Riccardo Cappato, Responsabile del Centro di Ricerca Aritmologia Clinica ed Elettrofisiologia in Humanitas e presidente di ECAS, la Società Europea di Aritmologia Cardiaca.

Il Simposio, svoltosi dal 29 maggio al 2 giugno, si è concentrato sulla fibrillazione atriale (l’aritmia cardiaca più diffusa nella popolazione generale) e in particolare sugli anticoagulanti diretti e sulle procedure invasive per ripristinare il ritmo sinusale. 

Gli interventi del dottor Cappato

Il 29 maggio, a Santiago del Cile, e il 30 maggio presso l’Instituto Cardiovascular de Buenos Aires in Argentina, il dottor Cappato è stato impegnato in qualità di speaker e ha discusso una lecture dal titolo “Dalla prevenzione dell’ictus alla protezione vascolare”.

Giovedì 31 maggio invece, sempre a Buenos Aires, il dottor Cappato ha presentato la sessione “Anticoagulanti diretti nella fibrillazione atriale” ed è stato impegnato come speaker in due sessioni dal titolo: “Uso di anticoagulanti diretti nella prevenzione dell’ictus nella fibrillazione atriale, dalle indicazioni generali ai diversi scenari clinici” e “Gestione della terapia anticoagulante pre, intra e post-ablazione con nuovi farmaci”.

Infine venerdì 1 giugno, a Mendoza in Argentina, lo specialista ha presentato nuovamente la propria lecture dedicata alla prevenzione dell’ictus e alla protezione vascolare.

Ictus e fibrillazione atriale

L’ictus cerebrale rappresenta la seconda causa di morte e la terza causa di disabilità a livello mondiale. Sebbene l’ictus esordisca soprattutto in età avanzata, può colpire anche i soggetti con età inferiore ai 45 anni.

La fibrillazione atriale è una delle cause maggiori di ictus cerebrale; si tratta di un’aritmia molto comune la cui presenza può favorire la comparsa di trombi o coaguli intra-cardiaci che possono dal cuore raggiungere il cervello.

Nei pazienti con fibrillazione atriale è possibile prevenire l’insorgenza di ictus mediante farmaci anticoagulanti o in casi selezionati, con ablazione transcatetere.

 

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