Il professor Alberto Mantovani, Direttore scientifico di Humanitas, è intervenuto recentemente sia per radio sia sui giornali, invitato a offrire un proprio auspicio per il nuovo anno in merito al mondo della salute.

A Repubblica ha dichiarato: “Vorrei cambiassero gli stili di vita, che incidono profondamente sulla salute e sull’aspettativa di vita: come immunologo e oncologo penso con angoscia al sovrappeso, all’abitudine del fumo, al consumo di alcol e alla sedentarietà. Spero che il 2018 porti maggior attenzione alla prevenzione, anche con un corretto utilizzo dei vaccini, che rappresentano un importante allenamento per il sistema immunitario.

In secondo luogo, mi auguro un ulteriore avanzamento della ricerca scientifica contro il cancro, in particolare della nuova frontiera costituita dell’utilizzo delle armi dell’immunità. Infine, spero che il 2018 porti condivisione, così da annullare le differenze – per esempio nella lotta al cancro – fra nord e sud non solo del nostro Paese, ma anche del mondo”.

L’immunità contro il cancro

Il professor Mantovani ha rilasciato anche un’intervista a Rai Radio 3 dove ha parlato dell’immunità nella lotta contro il cancro.

“La terapia immunitaria oggi costituisce la quarta strategia di lotta contro il cancro e si affianca a chirurgia, radioterapia e chemioterapia. Costituisce ormai una delle armi che utilizziamo quotidianamente nella lotta contro molti tipi di tumore ed è la nuova frontiera da molti punti di vista ed è motivo di grande speranza per chi fa ricerca e per i pazienti.

Solo un quinto dei pazienti oggi risponde alla terapia immunitaria e comprendere il perché è una delle grandi domande che abbiamo. Le risposte all’immunoterapia sono in generale di lunga durata, in qualche caso sono guarigioni, ma ancora non comprendiamo perché una parte di pazienti risponde e parte no. Questa è una sfida da molti punti di vista, non ultimo il tema della sostenibilità: sono terapie costose ed è importante offrirle a chi ne trae beneficio”, ha precisato il professore.

Sistema immunitario e tumore

In un paziente con tumore sono successe due cose: “Le difese immunitarie sono in parte passate al nemico e si comportano come dei poliziotti corrotti; un’altra parte invece è addormentata. Questa scoperta rappresenta un grande cambiamento di paradigma che ha aperto la strada alle strategie immunologiche. Le sfide che abbiamo davanti sono però tante e complesse”, ha sottolineato.

Il 2018 dell’immunoterapia

“Per la prima volta abbiamo indicazione che si può usare l’immunoterapia per tumori molto diversi, indipendentemente dalla loro natura istologica, cioè un cancro del polmone, come un melanoma o un carcinoma del colon. Ci sono dati molto solidi che indicano che l’instabilità genetica, che si può valutare in questo momento con un marcatore semplice, è un’indicazione terapeutica per uso di immunoterapia. Penso che questo possa essere molto vicino in termini di approvazione anche in Europa e nel nostro Paese.

Vicina è anche l’ingegnerizzazione delle cellule, per rieducare i poliziotti corrotti e trasferirli.

Ci sono infine una serie di nuovi freni dell’immunità che sono stati identificati e hanno iniziato il percorso di trasferimento dalla scoperta del freno al togliere il freno”, ha concluso il professor Mantovani.