Giovedì 16 novembre si celebra il World pancreatic cancer day e proprio dei tumori del pancreas ha parlato il professor Alessandro Zerbi, Responsabile della Chirurgia del Pancreas in Humanitas, nel corso di una diretta Facebook.

“Nell’immaginario collettivo la parola tumore del pancreas viene considerata sinonimo di cancro del pancreas, ma in realtà non è così perché i tumori al pancreas sono diversi; il più frequente è il carcinoma del pancreas (il cosiddetto cancro del pancreas), il più diffuso e particolarmente aggressivo, ma ci sono anche altri tipi di tumori – un po’ più rari ma non così eccezionali – come per esempio i tumori endocrini e i tumori cistici, che invece si comportano in maniera molto diversa dal cancro del pancreas”.

Il cancro del pancreas rappresenta la quarta causa di morte nei paesi occidentali ed entro il 2030 si stima diventerà la seconda causa di morte per tumore. Probabilmente giocano un ruolo anche gli stili di vita: “Il cancro del pancreas è un tumore tipico dei Paesi occidentali, il fumo di sigaretta è per esempio strettamente correlato alla sua insorgenza, ma anche una dieta ricca di grassi animali e l’esposizione a cancerogeni industriali, anche se non è ancora stata identificata la sostanza precisa”.

La componente genetica

A influire è anche la componente genetica e proprio un Humanitas è attivo uno studio legato alla familiarità, come spiega il prof. Zerbi: “È ormai noto che il 10% dei casi di cancro del pancreas conoscono una predisposizione familiare: non esiste il gene del cancro del pancreas, ma esiste una sorta di predisposizione, per cui chi ha in famiglia più componenti affetti è ritenuto a rischio e dovrebbe entrare nei programmi di sorveglianza (offerti da Humanitas e da altri Centri in Italia). Questi consentono di arrivare idealmente a una diagnosi precoce nei soggetti che sappiamo avere una probabilità più alta di altri di sviluppare la malattia.

Avere un solo familiare che ha avuto il cancro del pancreas non espone a un aumentato rischio, sono a rischio coloro che hanno o due familiari (di cui uno di primo grado, come la mamma, la sorella) oppure tre familiari un po’ più lontani (degli zii, un nonno)”, precisa il professor Zerbi.

Molti i temi affrontati

Il prof. Zerbi ha risposto a diverse domande giunte dagli ascoltatori e ha affrontato temi come i sintomi, il diabete improvviso come campanello d’allarme, il legame tra tumore e funzionalità pancreatica, la chirurgia pancreatica e i progressi nel decorso post operatorio; ha poi sottolineato l’importanza dell’approccio multidisciplinare nella cura delle patologie pancreatiche e il ruolo della Ricerca.

 

Guarda la diretta con il professor Zerbi