C’è chi dorme supino, chi si adagia su un fianco, chi preferisce mettersi a pancia in giù: ognuno di noi ha una sua posizione prediletta per addormentarsi, ma il modo in cui dormiamo influenza la qualità del sonno? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Lara Fratticci, Neurologa in Humanitas.

Dormire è importante e gli effetti benefici del sonno sul nostro organismo sono molteplici: ci aiuta a ripristinare le sostanze nutritive, riprendere energie e far riposare la mente. Oltre a dormire, è fondamentale dormire bene e la posizione che assumiamo durante la notte ha un impatto notevole sulla qualità del sonno”, spiega la dottoressa.

Meglio supini o sul fianco

Le posizioni migliori sono quella supina e quella sul fianco. “Dormire a pancia in su aiuta la distensione della muscolatura, evita dolori, tensioni e contratture muscolari e allontana il rischio di reflusso gastroesofageo.

Anche dormire sul fianco è ottimo, magari assumendo la classica posizione fetale con gli arti inferiori in flessione; questa posizione infatti contrasta la lordosi lombare. Dormire a pancia in giù è invece sconsigliato, perché aumenta il rischio di reflusso gastroesofageo”, spiega la dottoressa.

“L’ideale – sottolinea la dottoressa – è cambiare posizione nel corso della notte, questo aiuta a far sì che il sonno sia ristoratore e dunque efficace e che non sia interrotto da tensioni o fastidi dovuto a posizioni inappropriate. È inoltre consigliabile essere liberi di muoversi nel letto e non essere troppo costretti nei movimenti da lenzuola o coperte”, conclude la dottoressa.

 

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