C’è anche Michela Matteoli, responsabile del programma di Neuroscienze dell’Università Hunimed di Humanitas e direttrice dell’Istituto di Neuroscienze del CNR, tra i relatori di TEDxCNR in programma sabato 8 ottobre all’Auditorium Parco della Musica di Roma. I TEDx sono eventi di comunicazione organizzati in tutto il mondo che, in linea con la filosofia dell’associazione no profit che li promuove, TED, fondata nel 1984 in America, hanno l’obiettivo di portare l’attenzione su idee che vale la pena diffondere e su tematiche che – in qualunque ambito, dall’arte alla scienza – hanno la potenzialità di cambiare il mondo. L’evento romano è il primo TEDx in Italia a coinvolgere un ente di ricerca, il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Gli speakers che si alterneranno sul palco nel corso della giornata, una rosa di esperti e personalità attentamente selezionata dagli organizzatori, condivideranno con il pubblico idee e nuove prospettive sul tema “Beyond the known”, parlando delle attività svolte dal CNR e di scienza nel senso più ampio del termine.

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Alzheimer e prevenzione

“La prevenzione delle malattie del cervello inizia sempre troppo tardi” è il titolo dell’intervento di Michela Matteoli, previsto in mattinata: parlerà di malattia di Alzheimer, dell’infiammazione che può contribuire all’insorgere della malattia e delle strategie di prevenzione. “Secondo una previsione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – spiega Matteoli – nel 2050 una persona su tre sarà malata di Alzheimer. L’allungamento dell’aspettativa di vita sta portando infatti ad un aumento delle malattie legate all’invecchiamento, tra cui quelle neurodegenerative”. Da qui l’urgenza di affrontare il tema, in un’ottica di conoscenza e prevenzione: “Racconterò le ultime novità scientifiche e il ruolo svolto dall’infiammazione nella malattia di Alzheimer – prosegue -. Nel mio laboratorio da anni studiamo la comunicazione che si instaura tra cellule neuronali e cellule gliali nel cervello. Le cellule gliali hanno un ruolo fondamentale: alcune – gli astrociti – modulano la formazione e la funzione della sinapsi e altre –la microglia-, come spazzini, si attivano quando è presente un danno, per eliminare residui potenzialmente dannosi. Tra le sostanze che attivano la microglia, va annoverata la proteina beta amiloide, che forma le placche senili nel cervello delle persone affette da malattia di Alzheimer. La microglia, attivata dalla proteina beta amiloide, rilascia citochine, molecole che innescano uno stato infiammatorio cronico, che sembra favorire l’instaurarsi della patologia”. L’unica prevenzione possibile, al momento, è modificare lo stile di vita: svolgere attività fisica e cognitiva e seguire un’alimentazione corretta. “Lo suggerisce anche un studio diffuso dall’American Alzheimer’s Association – conclude Matteoli – seguire una dieta a base, ad esempio, di cereali integrali, verdura a foglia larga, noci e pesce azzurro riduce del 50% l’incidenza della malattia”.

 

Una ricerca iniziata anni fa

Da anni Matteoli si occupa dello studio delle sinapsi e dell’infiammazione che le influenza. È autrice di oltre 120 lavori e ha ricevuto vari riconoscimenti tra cui il Mid Career Mentoring Award nel 2013, premio assegnato dalla rivista Nature per aver ispirato le nuove generazioni di scienziati, e il Premio Atena nel 2015 per meriti scientifici. Oltre ai ruoli che ricopre in Humanitas e al CNR, Matteoli è Professore Ordinario di Farmacologia, è membro dell’European Molecular Biology Organization e dell’Academia Europaea, e fa parte dell’International Scientific Advisory Board della Paris School of Neuroscience, del Center of Psychiatry and Neurosciences della Paris-Descartes University, del comitato scientifico della Fondazione Harvard Armenise e del Consiglio Scientifico della Fondazione Umberto Veronesi.