Che cos’è il patch test?
Il patch test è un test allergologico cui si ricorre per diagnosticare una dermatite da contatto. Il patch test prevede l’applicazione sulla schiena del paziente di specifici cerotti che contengono al loro interno allergeni come conservanti, metalli, coloranti o profumi. I cerotti vanno mantenuti applicati per 48-72 ore. Al termine dell’esame, lo specialista allergologo valuta le manifestazioni cutanee evidenti alla rimozione dei cerotti e diagnostica l’eventuale presenza di allergie.
A cosa serve il patch test?
Il patch test è un esame allergologico utile nell’iter diagnostico di una sospetta dermatite allergica da contatto. Il test prevede l’applicazione sulla schiena del paziente di alcuni cerotti, contenenti una serie standard di sostanze potenziali allergeni.
Sono previste norme di preparazione?
I pazienti che stanno seguendo una terapia con antistaminici o cortisonici devono sospendere, su indicazione e sotto controllo medico, la terapia 7-10 giorni prima dell’esecuzione del test. Mentre il test è in corso è importante prestare attenzione a evitare l’attività fisica e l’esposizione al sole, non sudare e non bagnare i cerotti. Il test non si effettua nelle donne in gravidanza.
Per consultare eventuali norme di preparazione all’esame, è possibile visitare la pagina dedicata (cliccando qui).
Chi può effettuare il patch test?
Il medico di base o lo specialista allergologo prescrivono il patch test in presenza di manifestazioni cutanee sospette per dermatite da contatto, come chiazze rosse, vescicole, desquamazione, abrasioni e croste, con conseguente sensazione di calore e prurito che portano il paziente a grattarsi insistentemente.
Il patch test è pericoloso o doloroso?
Il patch test non è un esame pericoloso, ma durante l’applicazione dei cerotti si può manifestare un po’ di prurito.
Come funziona il patch test?
Il patch test viene eseguito in ambulatorio. Sulla schiena del paziente vengono collocati degli specifici cerotti (patch), in cui sono presenti cellette che contengono i singoli allergeni che possono associarsi a dermatite da contatto.
Gli allergeni con cui più comunemente una persona può entrare in contatto sono metalli (nichel, cobalto, cromo), conservanti, additivi, sostanze spesso presenti nei prodotti di cosmesi (tensioattivi, profumi, parabeni), coloranti, farmaci.
Il paziente deve tenere i cerotti applicati per 48-72 ore, durante le quali può continuare a svolgere le normali attività quotidiane, evitando però di effettuare attività fisica, esporsi al sole, sudare, o bagnare i cerotti. Al termine dell’esame lo specialista allergologo valuta l’eventuale risposta allergica a una o più delle sostanze applicate, che si manifesta con arrossamento prurito o vescicole nell’area corrispondente all’applicazione della sostanza. Nel caso venga posta la diagnosi di dermatite allergica da contatto a una precisa sostanza, lo specialista dà indicazioni su come evitare il contatto con questa e prescrive una terapia specifica.
Ultimo aggiornamento: Febbraio 2026
Data online: Maggio 2016