È da molto tempo che si conoscono i rischi connessi all’obesità, eppure non molti sanno che esiste una forte correlazione anche fra il sovrappeso e alcune patologie tumorali. Un indice di massa corporea (rapporto tra altezza in cm al quadrato diviso il peso), detto anche BMI, molto fuori dai valori regolari (19-25) ha, in generale, un impatto sull’aspettativa di vita a livello statistico; chi è fuori da questi valori, in media, vive di meno degli altri.

 

 

Ci sono però anche correlazioni più dirette fra l’obesità e l’insorgere di alcuni tipi di patologie tumorali. Ne abbiamo parlato con il dottor Cesare Berra, responsabile della sezione di malattie metaboliche e diabetologia di Humanitas e con la dottoressa Maria Chiara Tronconi, oncologa di Humanitas Cancer Center.

 

Dottor Berra, quali sono i tumori che sono correlati ad obesità e forte sovrappeso?

Ci sono importanti evidenze scientifiche rispetto alla correlazione fra obesità e tumori di endometrio, esofago, intestino, mammella, postrata e rene. Particolarmente a rischio sono le donne in postmenopausa, per via delle modifiche dell’assetto ormonale che questa condizione comporta. La correlazione tra obesità e maggiore incidenza di neoplasia riconosce differenti motivazioni fisiopatologiche:

 

  • ormonali: nel soggetto obeso (sopra il valore di 30 per il BMI) si ha una maggiore produzione di alcuni steroidi sessuali, che sono riconosciuti come fattore di rischio importante per alcuni di questi tumori
  • infiammatori: maggiore presenza a livello ematico di molecole pro infiammatorie (come ad esempio l’interluchina e l’HGF) può favorire l’insorgere di tumori, oltre ad aumentare il rischio di patologia cardiovascolare
  • metabolici: l’obesità è spesso correlata alla cosiddetta “insulinoresistenza”, che è tra le cause di insorgenza di diabete di tipo 2. Il fenomeno di insulinoresistenza si accompagna sempre ad iperinsulinismo (eccesso di insulina nel sangue) che potrebbe interferire anche con i meccanismi che regolano i fattori di crescita e, di conseguenza, la proliferazione delle cellule tumorali

 

Dal momento che esistono evidenze scientifiche in merito al fatto che l’attività fisica e una dieta sana e povera di grassi animali siano invece dei fattori preventivi, consiglierei quindi a tutti di provare a riportare il proprio indice di massa corporea il più possibile vicino al 25, numero sotto il quale si può finalmente definire il soggetto “normopeso”.

 

Dottoressa Tronconi, cosa comporta l’obesità quando si affronta un trattamento oncologico?

Le difficoltà si moltiplicano e la prognosi è peggiore, per questo consigliamo a tutti i nostri pazienti obesi o in forte sovrappeso di impegnarsi per migliorare la situazione. Molto spesso le prime difficoltà insorgono già quando si deve effettuare la programmazione del trattamento medico, perché è difficile calcolare dosaggi ottimali. Infatti queste persone hanno spesso un metabolismo di assorbimento dei farmaci differente. In letteratura è riportata una maggiore incidenza anche delle recidive di malattia negli obesi, specialmente se la situazione rimane la stessa ed il paziente non si impegna per perseguire uno stile di vita (dieta, abitudini, attività fisica) più salutare. Anche per prevenire questo problema, Humanitas si sforza di promuovere una maggiore consapevolezza dell’importanza di questi elementi per la salvaguardia della propria salute.

 

È da molto tempo che si conoscono i rischi connessi all’obesità, eppure non molti sanno che esiste una forte correlazione anche fra il forte sovrappeso ed alcune patologie tumorali. Un indice di massa corporea (rapporto tra altezza in cm al quadrato diviso il peso detto anche BMI) molto fuori dai valori regolari (19-25) ha, in generale, un impatto sull’aspettativa di vita a livello statistico: chi è fuori da questi valori, in media, vive di meno degli altri. Ci sono però anche correlazioni più dirette fra l’obesità e l’insorgere di alcuni tipi di patologie tumorali. Ne abbiamo parlato con il dottor Cesare Berra, Responsabile della sezione di malattie metaboliche e diabetologia di Humanitas e con la dottoressa Maria Chiara Tronconi, oncologa di Humanitas Cancer Center.

Dottor Berra, quali sono i tumori che sono correlati ad obesità e forte sovrappeso?

Ci sono importanti evidenze scientifiche rispetto alla correlazione fra obesità e tumori di endometrio, esofago, intestino, mammella, prostata e rene. Particolarmente a rischio sono le donne in postmenopausa, per via delle modifiche dell’assetto ormonale che questa condizione comporta. La correlazione tra obesità e maggiore incidenza di neoplasia riconosce differenti motivazioni fisiopatologiche:

  • Ormonali: nel soggetto obeso (sopra il valore di 30 per il BMI) si ha una maggiore produzione di alcuni steroidi sessuali, che sono riconosciuti come fattore di rischio importante per alcuni di questi tumori.

  • Infiammatori: maggiore presenza a livello ematico di molecole pro infiammatorie (come ad esempio l’interluchina e l’HGF) può favorire l’insorgere di tumori, oltre ad aumentare il rischio di patologia cardiovascolare.

  • Metabolici: l’obesità è spesso correlata alla cosiddetta “insulinoresistenza”, che è tra le cause di insorgenza di diabete di tipo 2. Il fenomeno di insulinoresistenza si accompagna sempre ad iperinsulinismo (eccesso di insulina nel sangue) che potrebbe interferire anche con i meccanismi che regolano i fattori di crescita e, di conseguenza, la proliferazione delle cellule tumorali.

Dal momento che esistono evidenze scientifiche in merito al fatto che l’attività fisica e una dieta sana e povera di grassi animali siano invece dei fattori preventivi, consiglierei quindi a tutti di provare a riportare il proprio indice di massa corporea il più possibile vicino al 25, numero sotto il quale si può finalmente definire il soggetto “normopeso”.

Dottoressa Tronconi, cosa comporta l’obesità quando si affronta un trattamento oncologico?

Le difficoltà si moltiplicano e la prognosi è molto peggiore: per questo consigliamo a tutti i nostri pazienti obesi o in forte sovrappeso di impegnarsi per migliorare la situazione. Molto spesso le prime difficoltà insorgono già quando si deve effettuare la programmazione del trattamento medico, perché è difficile calcolare dosaggi ottimali. Infatti queste persone hanno spesso un metabolismo di assorbimento dei farmaci differente. In letteratura è riportata una maggiore incidenza anche delle recidive di malattia negli obesi, specialmente se la situazione rimane la stessa ed il paziente non si impegna per perseguire uno stile di vita (dieta, abitudini, attività fisica) più salutare. Anche per prevenire questo problema, Humanitas si sforza di promuovere una maggiore consapevolezza dell’importanza di questi elementi per la salvaguardia della propria salute.