Lo screening senologico è la principale arma contro i tumori del seno, ma i dati diffusi dalle società scientifiche ci dicono che, durante l’epidemia di Covid-19, ci sia stata una riduzione del 50% dei casi di diagnosi e biopsie.

Un vero e proprio “effetto virus” che può essere pericoloso per la salute delle pazienti, per cui è importante ricominciare a occuparsi di prevenzione.

Il messaggio della dottoressa Daniela Bernardi responsabile della sezione Radiologia Senologica e Screening di Humanitas è molto chiaro: “Il tumore non si ferma, dobbiamo andarlo a cercare e auspichiamo sempre di trovarlo quando ancora non ci sono sintomi. Per questo motivo, quello che dico alle pazienti è di tornare a fare la mammografia, che è l’esame diagnostico e di prevenzione più importante. 

Le pazienti troveranno un ambiente sicuro. Questo è un ospedale che, anche nel pieno della pandemia, ha sempre operato mettendo in atto dei sistemi di controllo che persistono tuttora e che permettono di fare questi esami in totale sicurezza”.

Mammografia ed ecografia: quando farle?

“Per quelle donne che non hanno una particolare familiarità con il tumore alla mammella, è auspicabile cominciare a eseguire la mammografia dai quarant’anni, perché è l’età in cui l’incidenza di questa patologia comincia ad aumentare e l’efficacia di una diagnosi precoce è scientificamente dimostrata. Mentre nelle pazienti che hanno una familiarità è importante aggiungere, già dai trent’anni, anche l’ecografia”, spiega la specialista.

“La cadenza con cui sottoporsi a questi esami dipende innanzitutto dalla valutazione radiologica. Nei seni particolarmente densi può essere annuale: è stato dimostrato che, in questi casi, è più efficace ridurre l’intervallo temporale tra una mammografia e l’altra. Nelle donne che, invece, hanno una mammella molto radio-trasparente, o nelle donne che non hanno familiarità con la patologia, possiamo arrivare ai due anni. In genere, a meno che non ci sia un sintomo clinico, non sottoponiamo mai le pazienti a screening senologici sotto i dodici mesi. Ma l’ecografia, che è una metodica più semplice e non causa problemi per l’esposizione a radiazioni ionizzanti, può essere anche fatta annualmente”, conclude la dottoressa Bernardi.