Per contenere l’epidemia legata al Coronavirus e tutelare la salute di tutti, le visite alle persone ricoverate in ospedale non sono permesse: una situazione che rende la degenza ancora più delicata per il paziente e per i suoi cari.

In questo momento particolarmente difficile, Humanitas ha messo a disposizione dei pazienti, in particolare di quelli affetti da COVID-19, e dei loro familiari alcuni servizi di supporto.

Le videochiamate tra pazienti e familiari

Nelle degenze con pazienti COVID-19 positivi, grazie ad alcuni volontari dei servizi infermieristici, è attivo un servizio di contatto tra pazienti e familiari. 

La fase pilota del servizio è stata attivata grazie a Martina, una perfusionista, che gira i reparti con un tablet per permettere ai pazienti che non hanno a disposizione un telefono – o non sono in grado di utilizzarlo – di effettuare videochiamate con i propri cari. L’iniziativa ha ottenuto subito un ottimo riscontro da parte dei pazienti e Martina in pochi giorni è stata soprannominata “l’Angelo” dei pazienti con COVID-19. 

Oggi il servizio viene portato avanti grazie anche all’aiuto di alcuni medici, delle Unità Operative di Medicina Nucleare e Dermatologia e di infermieri dei blocchi operatori. Ai tablet messi a disposizione da Humanitas si aggiunge anche una fornitura di tablet e smartphone offerta da WIND-3 per tutti i reparti e di alcuni tablet e Ipod, offerti da MediaWorld per le terapie intensive.

Il servizio viene effettuato anche per i pazienti ricoverati per altri motivi.

La comunicazione giornaliera tra medici e familiari

È inoltre attivo il servizio telefonico giornaliero che fornisce informazioni ai familiari sullo stato di salute dei propri cari ricoverati o in Pronto Soccorso; il servizio viene effettuato direttamente da un medico dell’Unità Operativa che ha in carico il paziente.

Un residence per i pazienti dimessi

Al via anche un progetto di supporto dedicato ai pazienti in fase di ripresa, ma che dopo le dimissioni non possono rientrare al proprio domicilio per questioni di fragilità sociale. Humanitas mette a loro disposizione un residence presso il quale vengono ospitati per 14 giorni, con un servizio di chiamata giornaliera per la rilevazione della temperatura e di facilitazione dei contatti con l’esterno, in quanto anche presso la struttura non è permesso l’ingresso ai parenti, a tutela della salute di tutti.

Un servizio di supporto una volta a casa

Al via anche due servizi di aiuto per i pazienti dimessi, da Pronto Soccorso e dalle degenze:

  • I pazienti dimessi dal Pronto Soccorso vengono dotati di un saturimetro per il monitoraggio dei parametri a domicilio e vengono giornalmente chiamati da un team di medici dedicato, che ne valuta l’andamento da remoto.
  • I familiari dei pazienti in dimissione dalle degenze vengono contattati in modo da facilitare l’eventuale organizzazione del trasporto nei casi critici (per esempio per famiglie in quarantena obbligatoria) e fornire le informazioni di base sul percorso di follow up (TAC di controllo e tamponi). 

“Humanitas al tuo fianco”: il counselling psicologico

È inoltre attivo un servizio di counselling psicologico specialistico, via telefono o videochiamata, in fase pilota per i pazienti del Pronto Soccorso e i loro familiari, che sarà successivamente esteso anche ai pazienti delle degenze e della Terapia Intensiva e ai loro familiari.

Il servizio di supporto psicologico “Humanitas al tuo fianco” nasce con l’obiettivo di aiutare pazienti a familiari a gestire, dal punto di vista emotivo, questa condizione difficile ed “extra-ordinaria”.

Il servizio è a cura di un team dedicato di psicoterapeuti Humanitas coordinati dal professor Giampaolo Perna, psichiatra e docente di Humanitas University, e dal dottor Michele Cucchi, psichiatra e psicoterapeuta di Humanitas.

Il servizio di cambio biancheria

Continua il servizio di presa e consegna biancheria che si sta arricchendo e sta diventando un prezioso canale di contatto: oltre a consegnare la biancheria, infatti, questo servizio permette di per far avere telefoni e tablet ai propri cari ricoverati (spesso transitati da Pronto Soccorso o in uscita da Terapia Intensiva), oltre a libri, poesie e disegni dei numerosi bambini per i loro nonni, zii e cari.

Il personale del servizio ai pazienti che si è offerto volontariamente di fare questa attività, è diventato un vero e proprio punto di supporto, capace di offrire parole di conforto ai parenti che si avvicendano nelle ore di cambio, pieni di domande e paure su quello che accade ai propri cari.

La distribuzione dei farmaci ospedalieri

Per i circa 2.500 pazienti cui Humanitas dispensa normalmente i farmaci, compresi i farmaci salvavita, è attivo un servizio di pianificazione delle consegne a domicilio (anche grazie al supporto di due società farmaceutiche) o di ritiro pianificato presso la Farmacia interna.

Importante il supporto dell’ATS (Agenzia di Tutela della Salute) che ha consegnato circa 50 terapie ai pazienti della Regione Lombardia e sta prendendo contatti con tutti i pazienti extraregione per la consegna alle ATS di riferimento.

L’assistenza religiosa

È stata rinforzata la disponibilità del cappellano, Don Giorgio, per i colloqui anche telefonici con i pazienti in degenza e nella televisione delle degenze è possibile seguire, sull’apposito canale, la celebrazione della Santa Messa.

In considerazione del momento critico della vita dei pazienti, viene data particolare attenzione alle diverse professioni religiose. Sono stati contattati, e in alcuni casi attivati canali dedicati, per le principali confessioni: Testimoni di Geova, Religione Islamica, Confessione Ebraica. 

Libri e riviste

Grazie alle molteplici donazioni di beni da parte di aziende che chiedono di essere utili ai pazienti, a breve Humanitas avrà a disposizione 600 libri donati dalla casa editrice Solferino e circa 600 riviste Condè Nast da distribuire nelle degenze, in tutti gli ospedali del gruppo.