Il Centro Obesità di Humanitas è uno dei pochi Centri che adotta in pieno il protocollo ERAS: un protocollo di gestione del percorso perioperatorio del paziente che consente un rapido recupero postoperatorio, cui consegue una dimissione veloce e in totale sicurezza. Il protocollo è anche al centro dello studio Enhanced recovery after bariatric surgery (ERABS) in a high-volume bariatric center1”, pubblicato dagli specialisti di Humanitas su Surgery for Obesity and Related Diseases, la rivista scientifica più importante nell’ambito della Chirurgia bariatrica.

Come funziona il protocollo ERAS applicato alla Chirurgia bariatrica e quali sono i vantaggi per il paziente? Ne parliamo con il dottor Giuseppe Marinari, Responsabile della Chirurgia bariatrica di Humanitas e tra gli autori dello studio.

Dimissioni più veloci in totale sicurezza

“Il protocollo ERAS (Enhanced Recovery After Surgery, ovvero migliorato recupero dopo un intervento chirurgico) è un’evoluzione dei protocolli Fast track: lo scopo dei protocolli Fast track era solo l’efficienza del sistema, mentre con ERAS il focus è sul benessere del paziente che guarisce rapidamente dallo stress chirurgico, coniugando così recupero veloce con una rapida dimissione in sicurezza. Il tutto si traduce in una maggior sostenibilità per il Sistema Sanitario Nazionale. La Chirurgia bariatrica, infatti, è sempre più tecnologica e deve sostenere costi importanti, pertanto una maggior ottimizzazione del processo permette – grazie a una maggior efficienza – di limitare la spesa.

In Humanitas, grazie all’approccio multiprofessionale (anestesisti, infermieri, dietista e case manager sono coinvolti oltre ai chirurghi) il protocollo ERAS è fortemente incentrato sul paziente e ci permette di offrire una chirurgia di altissima qualità, con trattamenti che richiedono al paziente pochissimo tempo di degenza e garantiscono un rapido ritorno alla propria vita quotidiana, in condizioni di benessere e sicurezza”, spiega il dottor Marinari. 

I vantaggi per il paziente

“La standardizzazione delle procedure ci ha permesso di ridurre il rischio di complicazioni; per l’anestesia utilizziamo dei farmaci ad azione rapida dall’effetto immediato e che vengono smaltiti velocemente dall’organismo, pertanto quando il paziente si sveglia si ritrova subito ben reattivo.

Abbiamo poi un approccio più gentile alla chirurgia: gli interventi vengono eseguiti in laparoscopia e dunque comportano incisioni di minima entità, e non utilizziamo dispositivi tradizionali sgradevoli per il paziente (come drenaggi, cateteri vescicale e venoso centrale, sondino nasogastrico), che ne limitano la mobilità, l’autonomia e la capacità respiratoria, e che contribuiscono a farlo sentire “più malato”.

Anche grazie a questi accorgimenti, il recupero post operatorio è più rapido: trascorsi 30 minuti dall’intervento i pazienti sono svegli e sono invitati ad alzarsi dal letto, a camminare e a bere: tutte azioni che riducono lo stress chirurgico, portano a un rapido benessere, riducono il rischio di trombosi e di polmonite e aiutano a controllare nausea e dolore post-operatorio. Nel 98% dei casi la dimissione avviene dopo 48 ore dall’intervento.

Una volta a casa, il paziente può rivolgersi a un numero dedicato – attivo tutti i giorni, 24 ore su 24 – e trascorsa una settimana dalla dimissione, viene comunque contattato dal case manager che si informa sulle condizioni generali, sulla gestione della dieta, e sulla presenza di eventuali sintomi, così da individuare per tempo problemi o complicazioni”, continua il dottor Marinari.

L’esperienza di Humanitas e lo studio

“Abbiamo raccolto i dati del nostro lavoro in uno studio, che ha coinvolto 2.400 pazienti nei primi tre anni di attività con il protocollo ERAS (da luglio 2015 a luglio 2018) e abbiamo dimostrato che il protocollo ERAS applicato alla bariatrica è sicuro ed efficiente. Come esperienza effettuata in un unico Centro, la nostra è quella con la casistica più numerosa finora pubblicata.

La preparazione del paziente e l’approccio multidisciplinare si sono rivelati elementi fondamentali. Il coinvolgimento del paziente avviene fin da subito con un momento di gruppo in cui viene presentato il percorso di cura, l’ospedale e le figure professionali cui sarà affidato (chirurgo, psicologo, dietologo, infermieri e anestesisti). Questo si traduce in una maggior consapevolezza del paziente, che fin da subito si sente responsabile del proprio percorso di cura. Un approccio educativo che coinvolge anche i familiari, figure di riferimento fondamentali per supportare e incoraggiare il paziente in un momento così importante e delicato”, ha concluso il dottor Marinari.

 

  1. Surgery for Obesity and Related Diseases 2019 Jul 9. Trotta M, Ferrari C, D’Alessandro G, Sarra G, Piscitelli G, Marinari GM. Enhanced recovery after bariatric surgery (ERABS) in a high-volume bariatric center.