Sono circa 37mila le donne che in Italia convivono con il tumore al seno metastatico; pazienti con un vissuto delicato ed esigenze specifiche, spesso legate alla cronicità della malattia; un numero che sta aumentando anche grazie alla maggior efficacia delle cure e alla possibilità di accesso sempre di più a centri dedicati a questa malattia che fa sì che queste donne possano vivere più a lungo.

Proprio alle donne con tumore al seno metastatico è stato dedicato negli ultimi anni il lavoro di Europa Donna Italia, il movimento a tutela dei diritti delle donne colpite dal tumore al seno, con una serie di iniziative a loro supporto.

Ne parliamo con il dottor Corrado Tinterri, Responsabile della Senologia e Direttore della Breast Unit di Humanitas e Direttore scientifico di Europa Donna.

Che cos’è il tumore al seno metastatico?

Il tumore al seno metastatico è un tumore che dal seno, la sua sede di origine, ha raggiunto altre parti del corpo attraverso le vie linfatiche e i vasi sanguigni. A essere particolarmente colpiti sono in genere le ossa, i polmoni, il fegato e il cervello.

Questo si verifica perché le cellule tumorali si moltiplicano più velocemente delle cellule sane e possono diffondersi mediante la circolazione linfatica o sanguigna. Alcune muoiono nel corso del viaggio, altre invece – una volta raggiunta la “nuova sede” – possono proliferare e creare nuove masse tumorali. Le metastasi possono manifestarsi dopo alcuni anni dalla comparsa del tumore primario o in alcuni casi più rari dopo molti anni.

Il tumore al seno metastatico è una malattia cronica

“Le donne con tumore al seno metastatico convivono con una malattia cronica. Occorre infatti distinguerlo dal tumore al seno non metastatico perché si tratta di due condizioni differenti. Il tumore al seno metastatico è curabile e dunque può essere sottoposto a terapia, controllato e talvolta andare in remissione completa per un certo periodo di tempo, ma non è guaribile se non in casi particolari. Il tumore al seno non metastatico invece, soprattutto se diagnosticato in fase precoce, gestito in maniera tempestiva e opportuna in un Centro di Senologia, è considerato guaribile.

Il tumore al seno può dare recidive anche a distanza di diversi anni, ma la probabilità di sviluppare metastasi dipende da molti elementi, ne sono un esempio: l’età di insorgenza del tumore primario, le sue caratteristiche molecolari, la presenza di mutazioni genetiche e lo stadio iniziale del tumore”, spiega il dottor Tinterri.

La vita con il tumore al seno metastatico

“Il tumore al seno metastatico è una malattia cronica. Oggi, grazie ai progressi della Ricerca scientifica, stiamo riuscendo a offrire alle donne che ne soffrono cure sempre più efficaci e personalizzate, capaci di controllare meglio i sintomi e l’andamento della malattia rallentandone in diversi casi la progressione, cercando di migliorare la qualità di vita di queste pazienti.

Ogni donna è unica, così come lo è la storia di ciascuna e il modo di affrontare la malattia metastatica. Ci sono donne che riescono a mantenere una buona qualità di vita, pur dovendo convivere con una malattia che richiede di sottoporsi a controlli ed esami frequenti, ogni tre mesi circa. Sapere che spesso non vi è possibilità di guarigione, però, ha un impatto psicologico fortissimo su queste donne e da un questionario condotto da Europa Donna con SWG, tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, è emersa in maniera chiara la necessità di un sostegno diffuso: un sostegno psicologico da parte di personale qualificato, un sostegno istituzionale per agevolare le pratiche legate alla malattia e un sostegno affettivo da parte dei propri cari. In particolare, la quasi totalità delle donne e dei caregiver intervistati ritengono importante la presenza di un supporto psicologico qualificato”, continua il dottor Tinterri.

La necessità di avere al più presto su tutto il territorio nazionale i Centri di Senologia è anche motivato dal fatto che al loro interno è prevista una sezione dedicata proprio alle donne metastatiche con specifico percorso, ambulatori dedicati e particolare attenzione ai bisogni specifici di queste donne anche sul piano sociale, lavorativo e accesso a protocolli farmacologici dedicati in modo più agevole e veloce.

La campagna ForteMente e l’introduzione della figura dello psico-oncologo

“Proprio per andare incontro a questa forte necessità delle donne con tumore al seno metastatico, Europa Donna in collaborazione con la Società Italiana di Psiconcologia, ha promosso la campagna ForteMente per chiedere al Ministero della Salute l’inserimento nelle Breast Unit della figura dello psico-oncologo.

Un professionista dedicato capace di supportare e accompagnare le pazienti nel proprio percorso terapeutico; un professionista competente, specializzato ed empatico, che aiuti ad alleviare il peso emotivo che queste donne si portano dentro e che offra loro la possibilità di avere qualche strumento in più per affrontare la quotidianità con la malattia”, ha concluso il dottor Tinterri.

Per ulteriori approfondimenti è possibile consultare l’opuscolo di Europa Donna sul tumore metastatico qui.