Una recente nota diffusa dall’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, ha chiesto cautela e attenzione da parte dei medici nella prescrizione di farmaci contenenti fluorochinoloni per ridurre il consumo e anzi l’abuso di antibiotici con conteciprofloxacina – levofloxacina – moxifloxacina – pefloxacina – prulifloxacina – rufloxacina – norfloxacina – lomefloxacina, soprattutto in caso di infezioni meno gravi.

La famiglia dei fluorochinoloni, ad esempio, viene spesso prescritta per il trattamento di infezioni delle vie urinarie e delle prime vie respiratorie. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Maria Fazio, responsabile della Farmacia di Humanitas.

Le richieste dell’AIFA

Secondo quanto riportato dalla nota difusa di AIFA, chinoloni e fluorchinoloni devono essere prescritti con grande cautela poiché potrebbero indurre, oltre a reazioni a carico del sistema muscolo-scheletrico e del sistema nervoso, la comparsa di gravi patologie a carico dell’aorta.

Di conseguenza, sono stati rivalutati i benefici e i rischi di tutti gli antibiotici chinolonici e fluorochinolonici e le loro indicazioni nei paesi dell’UE. L’agenzia ha quindi deciso di ritirare dal commercio medicinali contenenti cinoxacina, flumechina, acido nalidixico e acido pipemidico che hanno un meccanismo d’azione simile a quello dei fluorochinoloni. 

Le evidenze scientifiche 

La richiesta dell’Agenzia del Farmaco italiana, segue la pubblicazione di alcuni studi epidemiologici hanno evidenziato un aumento del rischio di aneurisma e dissezione dell’aorta nei pazienti esposti al trattamento con fluorochinoloniIl suggerimento è di non utilizzare questi farmaci per infezioni lievi che guarirebbero anche senza antibiotici o che possono rispondere ad antibiotici di altro tipo.

Dall’Agenzia al medico di base

Molti dei principi attivi citati nella nota di AIFA sono stati per decenni largamente utilizzati proprio per la cura di cistiti e bronchiti. Non è un caso che l’Agenzia abbia invitato tutti i medici prescrittori a non avvalersi di questi farmaci per trattare infezioni non gravi come faringite, tonsillite e bronchite acuta e per le infezioni da lievi a moderate incluse la cistite non complicata. AIFA richiama anche i medici a valutare con grande attenzione la terapia farmacologica a base di antibiotici che si intende prescrivere: l’aumento delle resistenze (il fenomeno per cui i batteri resistono a quegli antibiotici che una volta erano in grado di sconfiggerli), favorito dal consumo inappropriato e dall’abuso, rappresenta un problema rilevante a livello mondiale.

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è molto importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Tutti i cittadini, oltre agli operatori sanitari, sono invitati alla segnalazione di eventuali problemi che si possono riscontrare in seguito all’assunzione di un medicinale, obiettivo finalizzato ad aumentare la sicurezza dei farmaci in uso.