L’osteoporosi è una malattia cronica caratterizzata da alterazioni della struttura ossea con conseguente riduzione della resistenza al carico meccanico e un aumentato rischio di fratture.

Grazie all’aiuto del professor Gherardo Mazziotti, Responsabile della Sezione di Ricerca, Diagnosi e Cura delle Malattie Osteometaboliche di Humanitas, conosciamo meglio questa patologia, scoprendone le cause e le possibili misure di prevenzione.

“L’osteoporosi è una malattia di rilevanza sociale. Si stima che in Italia ne siano colpite 1 donna su 3 (circa 5.000.000 di persone) e 1 uomo su 8 (circa 1.000.000 di persone). Purtroppo però, molto meno della metà dei pazienti con osteoporosi ad alto rischio di fratture è trattato con farmaci anti-osteoporotici, con conseguenze sociali rilevanti in relazione alle complicanze e agli esiti degli eventi fratturativi”, spiega il prof. Mazziotti.

Quali sono le cause dell’osteoporosi?

“Le forme principali di osteoporosi sono due: una “primitiva”, che colpisce le donne in post-menopausa o gli anziani, e una “secondaria”, che invece può interessare soggetti di qualsiasi età con malattie croniche o in terapia con farmaci che direttamente o indirettamente influenzano negativamente la salute scheletrica. Tra le malattie croniche associate a osteoporosi vi sono molte endocrinopatie (ipogonadismo, sindrome di Cushing, ipertiroidismo, iperparatiroidismo primitivo e secondario, deficit dell’ormone della crescita, acromegalia, iperprolattinemia), le malattie sistemiche autoimmuni, le sindromi da malassorbimento, le bronchiti croniche ostruttive e le malattie neuro-muscolari con ridotta performance motoria. Tra i numerosi farmaci in grado di ridurre la resistenza scheletrica, è importante ricordare i glucocorticoidi, le terapie immunosoppressive e le terapie ormonali di deprivazione estrogenica e androgenica”, sottolinea il professore.

Si può prevenire l’osteoporosi?

“La prevenzione primaria agisce sui fattori di rischio acquisiti e dunque modificabili, che influenzano per circa il 50% la salute delle nostre ossa in tutte le fasi della vita. L’altro 50% del nostro patrimonio scheletrico è geneticamente determinato e come tale non è modificabile.

Un adeguato consumo di alimenti ad alto contenuto di calcio (latte e derivati, noci, nocciole, mandorle) aiuta a favorire il corretto rimodellamento scheletrico e contribuisce all’acquisizione e al mantenimento della massa ossea. Per garantire che il calcio introdotto con gli alimenti venga assorbito è necessario avere normali livelli circolanti di vitamina D. La maggior parte del nostro fabbisogno giornaliero di vitamina D deriva dalla sintesi cutanea di colecalciferolo da parte di un sistema enzimatico regolato dai raggi ultravioletti. Una regolare esposizione al sole (sono sufficienti meno di 30 minuti al giorno) è pertanto importante per garantire la sintesi della vitamina D e quindi un assorbimento regolare del calcio. Con l’invecchiamento, il sistema enzimatico cutaneo è meno funzionante e dunque si rende spesso necessario il ricorso a farmaci contenenti vitamina D, poiché la maggior parte degli alimenti ne sono poveri.

Anche l’esercizio fisico è un altro importante tassello nella strategia di prevenzione dell’osteoporosi e delle fratture, attraverso l’attivazione di una serie di segnali biochimici e meccanici che dal muscolo regolano il corretto rimodellamento scheletrico. Infine, è importante porre attenzione a eliminare quelle abitudini di vita che portano a favorire una perdita progressiva di massa ossea, come l’abuso di alcol e il fumo di sigarette.

Si tratta di misure di prevenzione che risultano efficaci quando intraprese nelle prime decadi di vita perché favoriscono la costituzione del patrimonio scheletrico e il raggiungimento del picco di massa ossea. In presenza di osteoporosi e soprattutto di una sua complicazione con le fratture, alle modifiche allo stile di vita occorre aggiungere una terapia farmacologica anti-osteoporotica”, ha concluso il professor Mazziotti.

La nuova Sezione di Ricerca, Diagnosi e Cura delle Malattie Osteo-Metaboliche afferente all’Unità di Endocrinologia in Humanitas

Humanitas ha grande interesse nell’osteoporosi e prepara percorsi diagnostico-terapeutici dedicati alla malattia accanto a studi di ricerca di clinica. Di recente è stata istituita la Sezione di Ricerca, Diagnosi e Cura delle Malattie Osteo-Metaboliche a conduzione universitaria, di cui è responsabile il prof. Gherardo Mazziotti. Il Centro ha come obiettivo primario quello di soddisfare le richieste dei pazienti con fragilità scheletrica. A tale scopo sono attivi ambulatori di Endocrinologia e percorsi diagnostico-terapeutici dedicati alla valutazione dei pazienti con osteoporosi primitiva e secondaria.

 

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