Nel 2018 sono stati circa 52mila i nuovi casi di donne colpite da tumore al seno, quasi 2000 in più rispetto all’anno precedente: una donna su 8 è destinata ad ammalarsi ma nonostante l’aumento di incidenza, aumenta anche la sopravvivenza. A cinque anni dalla diagnosi sopravvive l’87% delle donne con cancro al seno.

Quando la malattia viene diagnosticata e riconosciuta in fase precoce la sopravvivenza supera il 95% dei casi.

Il dott. Alberto Testori ne he parlato in un’intervista ricordando anche l’importanza della diagnosi precoce e della prevenzione.

 

 

In Lombardia screening dai 45 ai 74 anni

“Si riscontrano nuovi e più casi di tumori perché le donne oggi sono più sensibilizzate a sottoporsi a controlli, comprese le più giovani che non essendo ancora coinvolte nello screening si sottopongono a visite e controlli in modo autonomo”, ha spiegato il professor Testori. A conferma dell’importanza di una diagnosi precoce “in Lombardia lo screening anticipato a 45 anni di età: prima la fascia d’età indicata era tra i 50 e 69 anni, da questo anno si parte dai 45 per arrivare fino ai 74 anni”.

“Dal tumore al seno si guarisce – ha chiarito Testori – l’importante è non perdere mai di vista la prevenzione”.

Controlli e autopalpazione: riconoscere i primi campanelli di allarme

“Molte volte è la donna che si accorge di un nodulo mammario sospetto, magari dopo la doccia o attraverso lo specchio e da lì iniziano gli accertamenti – ha spiegato il medico -, noi consigliamo sempre l’autopalpazione dai 25 anni; dopo i 30 anni consigliamo un controllo ecografia annuale, mentre a partire dai 40 anni anche la mammografia.

La diagnosi

Dopo aver riconosciuto il nodulo, il medico eseguirà una agobiopsia per capire quali sono le caratteristiche biologiche del tumore, per poi procedere con un’ecografia dell’addome e lastre del torace per controllare i polmoni e gli altri organi del petto e, a seconda dell’ aggressività eventualmente anche si esegue anche una scentigrafia ossea, una tac o una pet”, ha detto Testori.

L’intervento chirurgico: conservativo o mastectomia

Nel caso in cui il medico ritenga necessario l’intervento chirurgico, si sceglierà se seguire un’operazione conservativa o se sia necessaria invece una mastectomia, che se si esegue risparmiando il capezzolo, l’areola e la cute e inserendo durante la stessa operazione anche eventuali protesi.

Lo stato della ricerca

“Ad oggi la ricerca è a un ottimo punto: mira a scoprire sia nuovi farmaci chemioterapici che biologici, destinati a determinate malattie con particolari caratteristiche destinate ad alcuni tipi di tumori”, ha precisato il chirurgo.

 

 

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