Dall’11 al 15 settembre,  Boston ha ospitato uno dei più prestigiosi congressi di chirurgia della mano del mondo, organizzato dall’American Society for Surgery of the Hand.

  Ospite d’onore di questa 73esima edizione è stata la Società Italiana di Chirurgia della Mano. Il dottor Alberto Lazzerini e la dr.ssa Luciana Marzella, responsabile ed aiuto dell’U.O. di Chirurgia della Mano di Humanitas, hanno fatto parte del gruppo di 41 chirurghi italiani che hanno partecipato all’evento. Al dottor Lazzerini è stato concesso di organizzare un intero simposio all’interno del congresso a cui hanno preso parte chirurghi americani ed italiani

   Focus del simposio sono state le fratture delle dita: “un’importante occasione per presentare negli Stati Uniti il nostro sistema di fissazione esterna delle fratture delle dita, messo a punto proprio in Humanitas. Un sistema unico al mondo, grazie alle caratteristiche di stabilità e versatilità”, ha spiegato il dottor Lazzerini, che “ha avuto molto successo. Molti colleghi americani ci hanno chiesto come averlo, a breve sarà disponibile una nuova versione del fissatore “made in Humanitas” che sarà reso disponibile anche per il mercato Americano.

Fissatore esterno: cos’è e quando viene utilizzato?

Il fissatore esterno “è un sistema che viene utilizzato per stabilizzare, ridurre e far guarire le fratture della mano, soprattutto in condizioni estreme.

È il caso, ad esempio, di fratture che interessano frammenti di ossa molto piccoli, magari in associazione a lesioni gravi delle parti molli (come pelle, muscoli e altri tessuti)”, ha spiegato il dottor Lazzerini.  Si verifica in presenza di “grandi traumi da schiacciamento della mano. Con lesioni così estese della pelle e delle parti molli non si possono utilizzare placche o viti, ma bisogna basare tutta la cura sui sistemi esterni”.

Il fissatore esterno – elaborato in Humanitas dal dottor Lazzerini in collaborazione con il dottor Alexandre Kirienko – è composto da un telaio metallico e da fili che, inserendosi nell’osso, bloccano solo la parte fratturata, lasciando però libero il resto della mano. 

L’intervento

L’intervento per impiantare il fissatore, in caso di fratture, viene eseguito in day hospital, con anestesia locale e ha una durata di circa trenta minuti. I pazienti possono quasi sempre muovere la mano il giorno stesso dell’operazione per cui non diventa rigida e non sono costretti dopo l’operazione a intraprendere un percorso riabilitativo. La rimozione del fissatore è del tutto indolore: viene fatta in ambulatorio e senza anestesia.