Sono sempre di più coloro che si rivolgono al chirurgo per risolvere dolori di anca e ginocchio che non rispondono a terapie non invasive. L’intervento di protesi, o sostituzione articolare, è risolutivo, ma un elevato numero di pazienti vi rinuncia per timore di lunghi tempi di recupero dopo l’intervento.

Non sempre la situazione prevede tempistiche così lunghe e in Humanitas è possibile alzarsi dal letto entro poche ore dall’intervento chirurgico e riprendere a camminare fin da subito.

Ne parliamo con la dottoressa Antonella Saponara e il dottor Marco Parente, fisioterapisti del Servizio di Fisioterapia di Humanitas, diretto dal professor Roberto Gatti.

Come mai è necessario intervenire su anche e ginocchia?

L’integrità delle articolazioni ci consente di camminare, stare seduti, mantenere la stazione eretta e svolgere le attività quotidiane senza sentire dolore. Dobbiamo però considerare che, mentre si cammina, a ogni passo l’insieme del peso corporeo e dell’attività muscolare sollecitano le articolazioni degli arti inferiori con un carico di qualche quintale. Non è così strano che, in età avanzata, queste articolazioni possano presentare segni degenerativi e che talvolta diventi necessario sostituirle.

Fino a qualche anno fa, l’intervento di sostituzione articolare di anca o ginocchio (artroprotesi) prevedeva lunghi periodi di allettamento e di degenza ospedaliera. Tutto ciò oggi è radicalmente cambiato, grazie all’introduzione dell’approccio Fast Track.

Cos’è il Fast Track?

Il Fast Track, letteralmente percorso di recupero veloce, nasce più di vent’anni fa nell’ambito della chirurgia addominale, diffondendosi negli anni successivi anche in altre specialità chirurgiche. Tra i primi ad averlo introdotto in ambito ortopedico, vi sono le cliniche del Nord Europa e degli USA e attualmente si sta diffondendo in maniera rapida anche negli istituti clinici più all’avanguardia di tutto il mondo.

I vantaggi del Fast Track in Humanitas

Nella realtà clinica di Humanitas è possibile, grazie al lavoro integrato di chirurghi, anestesisti, fisioterapisti e infermieri, raggiungere la stazione eretta poche ore dopo l’intervento di artroprotesi ed essere autonomi nel cammino entro la fine della prima giornata post-operatoria.

“Dopo poche ore dall’intervento, il fisioterapista valuta il recupero sensitivo-motorio e l’ortopedico verifica il sito chirurgico e i drenaggi. Valutata positivamente la situazione da entrambe le figure, si procede alla verticalizzazione del paziente che da seduto raggiunge la stazione eretta e cammina con l’ausilio di un deambulatore.

Grazie alla collaborazione tra équipe medica, fisioterapica e infermieristica è stato possibile organizzare un percorso di cura che inizia prima dell’intervento e continua fino alla dimissione. Attualmente, la maggior parte dei nostri pazienti raggiunge l’autonomia nelle 24 ore che seguono l’operazione, potendo rientrare a casa pochi giorni dopo l’intervento chirurgico”, spiegano i fisioterapisti.