Anche quest’anno, per la settima volta consecutiva, la Breast Unit di Humanitas ha ricevuto la certificazione di qualità europea Eusoma (European Society of Breast Cancer Specialist). Si tratta di un riconoscimento prezioso, perché premia i Centri di senologia altamente specializzati e dagli elevati standard qualitativi.

La Breast Unit di Humanitas, guidata fin dalla sua nascita dal dottor Corrado Tinterri, ha ottenuto già nel 2010 la prima certificazione Eusoma, uno tra i primi Centri in Italia.

Eusoma effettua una valutazione degli aspetti quantitativi del servizio erogato dal Centro di Senologia e monitora in termini di qualità il percorso che viene offerto alla paziente: dalla diagnosi al follow up.

I punti di forza riconosciuti alla Breast Unit di Humanitas

Come ci spiega il dottor Wolfgang Gatzemeier, vice Direttore della Breast Unit di Humanitas: “Il nostro Centro di Senologia è classificato da Eusoma come Centro di eccellenza e pertanto quest’anno la procedura per la certificazione ha seguito una formulazione più spedita, fungendo anche da banco di prova dei nuovi indicatori che verranno applicati a partire dal prossimo anno”. Infatti in futuro saranno applicati da Eusoma ulteriori parametri di valutazione, con obiettivi sempre più alti, tesi a garantire una sempre migliore qualità ed efficacia del percorso di cura”, come sottolinea Elena Bissolotti, Senologia Data manager.

“I punti di forza che ci sono stati riconosciuti sono stati diversi – ha aggiunto la dottoressa Emilia Marrazzo, senologa della Breast Unit -. Dalla trasparenza nelle comunicazioni con la paziente in termini per esempio di procedure e referti, all’approccio clinico multidisciplinare, che vede una continua collaborazione e un proficuo scambio tra i diversi specialisti coinvolti nell’intero percorso. Ma anche l’attenzione alla presa in carico della paziente in maniera globale, curandone non solo gli aspetti legati alla malattia, ma anche alla persona: alla donna, alla sua vita sociale e familiare. Particolarmente apprezzati sono state in questo senso le due pubblicazioni “Mamma voglio che tu stia bene”, dedicato a come comunicare la malattia ai propri figli e “I dubbi di lui”, che invece vuole essere un aiuto per i partner che si trovano ad affrontare la diagnosi di tumore al seno insieme alla propria compagna”.

“Ampio spazio trovano nel nostro lavoro l’educazione, la comunicazione e la formazione alle donne e per le donne. È importante per noi che la paziente sia non solo accompagnata e supportata in ogni passaggio che la presenza del tumore al seno richiede, ma che sia consapevole fin da subito del percorso che la aspetta, di quale sia la propria situazione e di quali possano essere le opzioni di cura migliori per lei. Una diagnosi di tumore cambia molte cose nella vita di una donna e noi proviamo a far sì che le nostre pazienti siano, seppur inizialmente smarrite o spaventate, sempre più consapevoli e protagoniste del proprio percorso. Il personale della Breast Unit inoltre cerca di essere sempre un punto di riferimento per ogni necessità e ogni domanda che può sorgere in un momento tanto delicato della vita di una donna come quello della malattia”, ha sottolineato il dottor Gatzemeier.

Paziente diplomata: sabato 13 ottobre 2018 la nuova edizione

“In un’ottica di informazione, comunicazione e consapevolezza riveste per noi grande importanza l’evento annuale Paziente diplomata, la conferenza per le donne con e senza tumore al seno, che tornerà sabato 13 ottobre per l’ottava edizione. Un’iniziativa che è stata molto apprezzata da Eusoma, sia per la giornata in sé (che vede un vero e proprio incontro tra specialisti e pazienti), sia perché per prepararla teniamo conto dei suggerimenti e delle richieste che i partecipanti hanno fornito l’anno precedente, sia perché – a evento concluso – rendiamo disponibili i contenuti e i video dei singoli interventi, per raggiungere non solo le donne che hanno partecipato, ma anche quelle che non erano presenti, nel tentativo di rendere la comunicazione e l’informazione per quanto riguarda i tumori del seno sempre più accessibile”, hanno concluso il dottor Gatzemeier e la dottoressa Marrazzo.

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