Gonfiore, meteorismo, dolori addominali: sono alcuni dei disturbi più comuni a carico dell’apparato gastro-intestinale. Ne ha parlato la dottoressa Beatrice Salvioli, specialista in Gastroenterologia di Humanitas, ospite della diretta Facebook di Obiettivo salute – Radio24.

Di fronte ai fastidi alla pancia occorre individuare dove è collocato il disturbo: se nella parte alta in genere pensiamo allo stomaco e alle prime vie del piccolo intestino tenue, mentre nella parte bassa (sotto l’ombelico) bisogna tener conto non solo dell’intestino, ma anche dell’apparato urologico e nelle donne, di quello ginecologico.

È poi importante capire quando il disturbo si manifesta: se per esempio, questo avviene dopo mangiato bisogna accertare che non ci sia qualche alimento che genera fastidio; a digiuno, invece potremmo pensare a una gastrite o a un’ulcera. È poi utile che il paziente riferisca al medico che tipo di attività compie nell’arco della giornata e se i dolori e i fastidi sono in qualche maniera associati a queste, se insorgono per esempio dopo l’attività fisica o nel corso della notte.

Si tratta di informazioni molto utili per aiutare gli specialisti a comprendere se indagare nell’ambito dell’alimentazione o se si tratta invece di una questione organica. Per avere maggior consapevolezza di cosa si mangia e come, è bene tenere per 15-20 giorni un diario alimentare, segnando cosa si mangia, quando e come ci si sente. Giocano infatti un ruolo le emozioni ed è molto facile che quando si attraversa un periodo delicato della vita si avvertano fastidi e disturbi a livello dello stomaco.

Il gonfiore e gli altri sintomi da non sottovalutare

Il gonfiore è un disturbo molto comune, bisogna però distinguere tra il gonfiore legato al meteorismo e dunque alla presenza di aria nella pancia, e il gonfiore associato a distensione, quello che costringe ad allentare la gonna o i pantaloni per via di una distensione addominale ben visibile. Nei soggetti predisposti, trascorrere molte ore seduti durante la giornata aumenta il gonfiore e la distensione, per via della postura in cui si vede costretta la zona addominale. L’ideale sarebbe dunque alzarsi ogni ora per fare due passi e non mangiare mai davanti al computer. Mangiare mentre si lavora infatti porta a non masticare a sufficienza, a faro velocemente e a inghiottire tanta aria, fattori che favoriscono il gonfiore. Il ritmo di masticazione è molto importante ed è una delle abitudini più difficili da correggere.

Non bisogna poi sottovalutare bruciore, nausea, sensazione di cuore in gola o di un peso sullo stomaco che impedisce di portare a termine un pasto: questi segnali meritano un approfondimento, come per esempio una gastroscopia.

Il microbiota intestinale

Il microbiota è l’insieme dei microrganismi presenti nel nostro intestino e pesa quasi un chilo, possiede un proprio genoma e ha bisogno di essere accudito come un essere vivente, mediante uno stile di vita sano che comprenda anche una buona alimentazione.

Da un punto di vista gastrointestinale, alcuni segnali indicano la sofferenza del microbiota, come un’alterazione a livello delle feci che si presentano non composte o caprine, la presenza di aria nella pancia e dolori addominali.

La dottoressa Salvioli ha poi risposto ad alcune domande degli utenti collegati in diretta, parlando per esempio di colon irritabile, probiotici, kefir e FODMAP.

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