“Che nome dai alle tue cisti?”: questo il titolo della Campagna nazionale dedicata alla sensibilizzazione sull’idrosadenite suppurativa (HS), un’iniziativa che vede la possibilità di sottoporsi a visite dermatologiche gratuite presso 30 strutture aderenti previa prenotazione. Si tratta di Centri ospedaliero-universitari che hanno un ambulatorio dedicato a questa patologia, ancora oggi misconosciuta e di difficile diagnosi.  Il quadro clinico infatti non è sempre facile da riconoscere; la malattia può simulare delle comuni “cisti sebacee” o essere scambiata per altre patologie come acne e follicoliti.

La Campagna è patrocinata da Inversa Onlus, l’associazione italiana per i pazienti affetti di idrosadenite suppurativa che punta a sopperire alle necessità e alle difficoltà dei pazienti legate alla gestione di questa patologia cronica invalidante.

Anche l’Unità Operativa di Dermatologia di Humanitas, il cui Responsabile è il professor Antonio Costanzo, partecipa all’iniziativa, con visite gratuite dermatologiche giovedì 31 maggio presso il Building 2.

 

 

Che cos’è l’idrosadenite suppurativa?

L’idrosadenite suppurativa (conosciuta anche come malattia di Verneuil) è una malattia cronica non contagiosa e molto dolorosa che colpisce circa l’1% della popolazione mondiale. Sebbene possa esordire a qualunque età, la malattia si sviluppa in genere intorno ai vent’anni, con un maggior interessamento per le donne.

Si caratterizza per la formazione di cisti e lesioni dolorose in diverse aree del corpo: inguinale, ascellare, perianale, nella zona dei glutei e sotto il seno e, meno frequentemente, sul cuoio capelluto, sul collo, sulla schiena, sul viso e sull’addome. Le lesioni sono recidivanti e sono costituite da noduli infiammati, raccolte ascessuali e tragitti fistolosi che esitano in cicatrici permanenti.

La malattia ha un impatto grave sulla vita di chi ne soffre, costituendo un problema a livello lavorativo, sociale e relazionale, anche per quanto riguarda la sfera sessuale.

Le cause non sono ancora note, ma la malattia provoca l’ostruzione dei follicoli piliferi con conseguente diffusione dell’infiammazione alle ghiandole “apocrine” presenti nelle pieghe cutanee. Spesso infatti, nella fase iniziale della malattia, le lesioni vengono considerate come peli incarniti. Alcuni studi hanno dimostrato una componente ereditaria: circa un terzo dei pazienti con idrosadenite suppurativa ha membri familiari con la stessa diagnosi. È inoltre dimostrata la correlazione con obesità e vizio del fumo.

L’interessamento a livello cutaneo è predominante, ma in quanto malattia infiammatoria l’idrosadenite suppurativa può anche associarsi ad altre patologie che presentano un’alterazione del sistema immunitario quali: artrite, psoriasi, malattia di Crohn, acne in forma grave, depressione e disfunzioni metaboliche.

Le visite in Humanitas e come prenotare

“In Humanitas curiamo i pazienti affetti da idrosadenite suppurativa con tecnologie specifiche per valutare la diagnosi e l’andamento della terapia. In particolare utilizziamo un ecografo attraverso cui stabiliamo la gravità della malattia e valutiamo la risposta al trattamento. Inoltre, molto spesso, i pazienti che soffrono di idrosadenite riscontrano altre problematiche connesse, per esempio gastrointestinali. Questi pazienti trovano in Humanitas un punto di riferimento multidisciplinare, reso possibile dal nostro Immuno Center, il primo Centro italiano per le malattie immuno-infiammatorie, che nasce per dare una risposta ai pazienti affetti da patologie legate a un malfunzionamento del sistema immunitario in maniera integrata”, ha spiegato il prof. Costanzo.

Per prenotazioni

Visite solo previa prenotazione

Giovedì 31 maggio

Istituto Clinico Humanitas, via Manzoni 56, Rozzano – Building 2

Per prenotazioni: telefonare al numero 392 8077216, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 17.00

Per ulteriori informazioni: www.chenomedaialletuecisti.it