Il ruolo dell’endoscopia nel trattamento del diabete di tipo 2: questo il tema al centro della diretta Facebook che ha visto protagonisti due specialisti di Humanitas, il dottor Cesare Berra, Responsabile di Diabetologia e il professor Alessandro Repici, Responsabile di Endoscopia digestiva e docente di Humanitas University.

Il diabete di tipo 2

“Si pensa che in Italia siano 5 milioni i pazienti che soffrono di diabete, sono infatti 4 milioni circa i pazienti diagnosticati e quasi un milione coloro che hanno il diabete e non sanno di averlo. È una patologia cronica molto diffusa, che se non viene gestita bene porta allo sviluppo di complicanze cardiovascolari e microvascolari.

Una volta il diabete di tipo 2 (che copre il 97% di tutti i casi di diabete) era chiamato il diabete dell’anziano, adesso invece può colpire chiunque, anche in età pediatrica. Il diabete di tipo 2 prima viene diagnosticato e prima viene trattato ed è dunque importante la diagnosi precoce. Gioca poi un ruolo lo stile di vita, fin dall’età prescolare occorre combattere i fattori di rischio come alimentazione non controllata, obesità e sedentarietà.

Oggi disponiamo di nuovi farmaci che permettono di gestire il diabete, senza dare effetti collaterali e prevenendo il rischio cardiovascolare. Abbiamo anche tanti studi clinici, in Humanitas sono 4-5 gli studi in corso sul diabete di tipo 2, di cui uno in collaborazione con l’Endoscopia diretta dal prof. Repici”, ha spiegato il dottor Berra.

Il ruolo della ricerca: l’endoscopia per il diabete

“L’endoscopia è quella metodica che consente di esplorare lo stomaco, l’intestino, l’esofago e il duodeno, mediante l’introduzione di tubi flessibili. Oltre all’esplorazione è possibile così effettuare numerosi trattamenti. L’endoscopia sembra dunque molto distante dalle malattie metaboliche come il diabete, ma abbiamo trovato un punto di incontro perché una delle zone che esploriamo per via endoscopica è il duodeno e questo rappresenta uno snodo del metabolismo glicemico; in questa zona vengono infatti prodotti diversi ormoni che servono a regolamentare la glicemia e che si alterano nel corso della nostra vita soprattutto sulla base dei fattori di rischio citati.

Dalla ricerca più recente è emerso che alterando la superficie mucosa del duodeno attraverso una particolare tecnica è possibile far ritornare questo equilibrio ormonale metabolico alle condizioni precedenti l’insorgenza del diabete”, ha spiegato il professor Repici.

I due specialisti hanno poi spiegato i vantaggi e le controindicazioni di questo trattamento, sottolineando come si tratti ancora di uno studio e dunque di un trattamento in fase sperimentale, in collaborazione con i più importanti centri europei, i cui primi risultati arriveranno non prima di 18-24 mesi.

Gli specialisti hanno inoltre risposto ad alcune domande degli utenti collegati in diretta.

Guarda la diretta Facebook con il dottor Berra e il professor Repici: