Grazie all’evoluzione tecnologica, la diagnostica per immagini viene oggi impiegata anche come guida negli interventi chirurgici.

Nel campo della chirurgia dei tumori midollari si è arrivati a fondere le immagini della risonanza magnetica con quelle della TC, come hanno spiegato due specialisti di Humanitas in un’intervista a Tg2 Medicina 33: il dottor Maurizio Fornari, Responsabile di Neurochirurgia, e il dottor Marco Grimaldi, Responsabile Servizio Neuroradiologia.

“L’idea della fusione delle due immagini si deve al dottor Francesco Costa, che ha dimostrato che è possibile contemporaneamente effettuare una navigazione sia per le componenti ossee della colonna, sia per le parti molli”, ha precisato il dottor Fornari.

“Ci sono delle apparecchiature all’interno della sala operatoria, in particolare le TC, che consentono lo studio dell’osso e pertanto permettono di essere molto precisi nel posizionare gli strumenti per intervenire sull’osso. La grande novità è quella di fondere le immagini delle risonanze magnetiche del paziente fatte prima dell’intervento, con le immagini di TC fatte durante l’intervento”, ha aggiunto il dottor Grimaldi.

Quali sono i vantaggi della fusione?

“Il primo vantaggio è quello di centrare il campo operatorio esattamente sulla lesione, quindi la chirurgia diventa mininvasiva in primo luogo e in secondo luogo aiuta ad avere la certezza di aver realizzato – nel caso dei tumori – un’asportazione radicale”, spiega Fornari.

 

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