Il 4 e 5 ottobre 2016 presso la Sala D – Auditorium di Humanitas si è tenuto un corso teorico-pratico sul protocollo fast-track (ERAS) in chirurgia bariatrica.

Il workshop è stato coordinato dal dottor Giuseppe Marinari, Responsabile di Chirurgia Bariatrica.

chirurghi

Struttura del corso

Il programma formativo si è aperto con un’introduzione al fast-track (percorso ERAS) applicato alla chirurgia bariatrica (o chirurgia dell’obesità). Dagli aspetti generali del fast-track si è passati alla sua influenza su volumi, durata della degenza e complicazioni, in un’analisi centrata su efficienza e safety del percorso ERAS. Oltre alle tecniche chirurgiche sono state presentate le caratteristiche anestesiologiche del percorso: gestione delle vie aeree, anestesia e analgesia (relatrice: dott.ssa Chiara Ferrari). Infine, è stato esposto il punto di vista del team infermieristico (relatore Eugenio Romano), che ha cura di preparare il malato all’intervento e accompagnarlo durante e dopo l’operazione.

 

Obiettivi

Il corso, che prevede sessioni di live-surgery e lezioni interattive frontali, si pone un triplice obiettivo:

  • affrontare le procedure nel rispetto della massima sicurezza offerta al malato;
  • migliorare l’efficienza di un centro sia in termini di volumi (a oggi gli interventi effettuati sono troppo pochi rispetto al numero di pazienti obesi) sia in termini di sostenibilità.

“Il fast-track in chirurgia bariatrica – spiega il dott. Marinari – è molto apprezzato dal paziente, perché caratterizzato da un approccio più gentile, meno invasivo. Non vengono impiegati, per esempio, strumenti come il sondino nasogastrico, il catetere vescicale, il catetere venoso centrale, i drenaggi addominali, il monitoraggio cruento della pressione arteriosa”.

“Da ciò – conclude il dott. Marinari – ne deriva una minore invasività e, di conseguenza, un più rapido recupero da parte del paziente che, dopo appena 30 minuti dal risveglio, è in grado di camminare e bere”.

 

A chi si rivolge il corso

Il protocollo fast-track è caratterizzato da un approccio multidisciplinare e prevede il coinvolgimento di tutte le figure di sala: chirurghi, anestesisti e infermieri.

Il corso è stato pertanto rivolto a tutte le figure che compongono il team in sala operatoria.

 

Il protocollo fast track in Humanitas

Dal 2013 Humanitas applica il protocollo fast track a tutti gli interventi di chirurgia bariatrica. “Un punto di forza importante sono la multidisciplinarietà e l’organizzazione del lavoro in team – prosegue il dott. Marinari. – In sala operatoria lavorano contemporaneamente anestesisti, chirurghi e infermieri. Ciò implica una suddivisione del lavoro più fluida e funzionale. Inoltre lavorare in fast track prevede procedure chirurgiche standard: gli interventi vengono affrontati mettendo in atto sempre le stesse manovre. In questo modo si ottengono risultati omogenei, c’è un maggiore controllo sulle eventuali complicazioni e una crescita professionale rapida ed intensa per i chirurghi più giovani. Tutti gli interventi sono in laparoscopia, quindi con incisioni di minima entità, ma soprattutto non usiamo quei dispositivi tipici della chirurgia tradizionale che limitano la mobilità del malato e la cui utilità non è supportata da evidenze scientifiche, come il sondino naso gastrico, i drenaggi, il catetere vescicale e venoso centrale. Anche grazie a questi accorgimenti, il recupero post operatorio è più rapido: dopo 30 minuti i pazienti sono ben svegli, camminano e bevono, e tutto questo porta ad una precoce sensazione di benessere. La dimissione avviene dopo 48 ore dall’intervento: il paziente potrebbe in realtà già essere dimesso dopo 24-36 ore, ma si attendono due notti in via precauzionale”.