Le ultime due uscite della collana “Le cento domande della salute” sono disponibili in tutte le edicole d’Italia. Edita da Pagine dell’Arco con il sostegno di Fondazione Humanitas, la collana vuole essere un vademecum completo ed accurato per tutti quelli che desiderano informarsi: raccontano quello che c’è da sapere per mantenere al meglio la propria salute, attraverso la modalità semplice e diretta di domande e risposte. L’intero coordinamento scientifico è stato affidato al professor Armando Santoro, direttore di Humanitas Cancer Center.
“Non arrenderti”, scritto dal professor Santoro in collaborazione con la giornalista Flavia Baldi, è rivolto a tutti coloro i quali stanno affrontando una battaglia con il tumore, per se o per un proprio familiare. Contiene tutti i consigli necessari per affrontare al meglio malattie che, in molti casi, sono diventate assai più guaribili che in passato, specialmente quando sono affrontate nella maniera più consapevole e con il giusto spirito.
“Non aspettare”, redatto in collaborazione con la dottoressa Lidia Rota, presidente di ALT (Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari) e responsabile del Centro di prevenzione cardiovascolare, è un invito a comprendere la reale importanza della prevenzione di tutte le malattie per la propria salute, presente e futura. Si concentra su consigli pratici ma anche sulla spiegazione dei motivi per i quali certe azioni sono consigliabili piuttosto di altre: comprenderne le reali conseguenze è l’unico modo per sapere sempre qual è la cosa giusta da fare.

100 domande della salute

“In Italia si registrano circa mille nuovi casi di tumore al giorno e questo ci fa giustamente paura; tuttavia, è bene che le persone sappiano che i tempi sono cambiati e che le percentuali di persone che si possono considerare “guarite” sono notevolmente più alte rispetto a 15 o 20 anni fa. È emblematico in questo senso il cambiamento che c’è stato nella rappresentazione del cancro sui mezzi di comunicazione. Mentre nel secolo scorso di parlava di “male incurabile” e non si voleva nemmeno dare il proprio nome alle malattie, adesso vediamo sempre più spesso le persone comuni o persino i personaggi dello spettacolo che parlano senza remore della propria battaglia personale contro il tumore. Questo è molto importante perché fa passare un messaggio corretto: non esistono i miracoli che alcuni media ci propongono, spesso senza alcun controllo rispetto alla veridicità delle affermazioni riportate. La guerra ai tumori, però, a condizione di utilizzare le armi giuste, si può vincere: la sopravvivenza generale nel nostro paese ha ampiamente superato il 50% e per il futuro si può essere moderatamente ottimisti, a patto di non rinunciare a lottare” spiega il prof. Santoro.

“Le malattie cardiovascolari hanno una fortissima componente legata allo stile di vita adottato ed alla propria storia familiare. Conoscere i comportamenti più corretti da tenere e le cose più importanti cui è necessario fare attenzione può salvare la vita di molte persone ed è senza dubbio più efficace e meno doloroso che sottoporsi ai trattamenti medici che si rendono necessari quando la situazione è già compromessa” spiega la dottoressa Rota, che conclude: “Prevenire ha una funzione doppia, per sé e per gli altri: attraverso la prevenzione si cerca di evitare a se stessi il disagio della malattia e le sofferenze che ne caratterizzano la fase acuta, quella di trattamento e quella di convalescenza. Allo stesso tempo, però, si evita di utilizzare risorse che, se liberate, sono utili per la ricerca, migliorando diagnosi e trattamento delle malattie per chi ne sarà affetto in futuro”.