A maggio torna la festa della mamma e nelle piazze italiane, puntuali, tornano anche le azalee della ricerca di AIRC, simbolo da oltre trent’anni della lotta contro i tumori femminili.

L’appuntamento nelle 3.600 piazze italiane è fissato per domenica 8 maggio, ma in Humanitas le azalee dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro potranno essere acquistate già il 5 e il 6 maggio, presso il building 2.

 

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A sostegno di quali progetti andrà il ricavato?

Il ricavato della vendita delle 600mila piantine, ognuna acquistabile con una donazione minima di 15 euro, servirà a sostenere la ricerca sui tumori. Nello specifico, nel 2016 AIRC investirà 12 milioni e 400mila euro per 111 progetti e 27 borse di studio per la cura di vari tumori: seno, ovaio, endometrio e cervice uterina.

Negli ultimi anni la ricerca ha ottenuto grandi risultati, soprattutto per quanto riguarda il tumore al seno. Ma molto resta ancora da fare, soprattutto se si considera il fatto che questo tipo di tumore è in aumento nella fascia d’età 30-40 anni e che sono almeno 3mila, ogni anno, le giovani donne che in Italia potrebbero vedere compromessa la possibilità di avere figli al termine delle terapie.

 

È possibile preservare la fertilità di una giovane donna dopo tumore?

Una delle numerose sperimentazioni condotte dai ricercatori AIRC ha dimostrato che utilizzando alcuni farmaci specifici è possibile proteggere dagli effetti tossici della chemioterapia la funzione ovarica delle giovani donne. I risultati ottenuti – riportati in una speciale guida distribuita insieme alle piantine di azalee – rivelano che le donne sottoposte a questo trattamento hanno potuto recuperare la normale funzionalità delle ovaie nel 72,6% dei casi (contro il 64% delle donne trattate solo con chemioterapia). Un risultato notevole, importante per garantire alle giovani donne guarite la possibilità di diventare madri in futuro.

 

Su quali fronti è attiva AIRC?

La ricerca Airc vede impegnati 5.000 ricercatori ed è oggi attiva su tre diversi fronti: sviluppo della conoscenza dei meccanismi molecolari alla base della trasformazione cellulare, messa a punto di farmaci sempre più mirati e identificazione di nuovi strumenti di screening per la diagnosi precoce.