Il dott. Pietro Turco è caposezione di Aritmologia presso l’Unità Operativa di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione diretta dal dott. Maurizio Gasparini.
Il dott. Turco si occupa di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione dal 1983, e dal 1992, pioniere in quest’ambito, ha contribuito allo sviluppo e diffusione dell’ablazione trans catetere, una pratica mininvasiva nella cura delle alterazioni del battito cardiaco.

turco

Chi è Pietro Turco?

Formatosi presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli, il dott. Pietro Turco, dopo la specializzazione in Cardiologia, si è perfezionato in Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione.
Ha dedicato particolare interesse alle ablazioni trans catetere complesse, quale la fibrillazione atriale, il flutter atriale atipico, la tachicardia ventricolare; sullo sviluppo di tecniche di impianti di dispositivi bi-ventricolari per la terapia elettrica dello scompenso cardiaco; estrazione meccanica di cateteri per infezioni di pace-maker e defibrillatori.
Ha partecipato allo sviluppo della tecnologia oggi utilizzata per l’ablazione trans catetere con radiofrequenza; alcune sue intuizioni sono state oggetto di studi pubblicati su riviste di interesse internazionale.
Ha contribuito attivamente alla nascita di numerosi laboratori di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione in tutta Italia.

Che cos’è l’ablazione trans catetere?

L’ablazione trans catetere è una procedura terapeutica in grado di trattare ed eliminare la maggior parte delle aritmie cardiache mediante bruciatura, con radiofrequenza, del sito o della via anomale coinvolti nella genesi dell’aritmia. Tale procedura viene eseguita solo dopo un accurato studio elettrofisiologico dell’aritmia.

Quale contributo intende portare in Humanitas?

“In Humanitas – commenta il dott. Turco – ho visto un’importante opportunità professionale, legata alla possibilità di esprimere al meglio le competenze acquisite in tanti anni di esperienza. Con la dotazione di altissimo livello delle nostre sale di Elettrofisiologia avremo sicuramente un ruolo determinante nello sviluppo di nuove tecnologiche (specie terapie ibride) con approccio mininvasivo per la cura delle aritmie”.