Il fegato è un organo complesso, che svolge numerose funzioni nell’organismo ed, in particolar modo, è vitale per la purificazione del sangue e la regolazione degli equilibri all’interno dell’organismo; infatti, la compromissione della funzionalità epatica, che può essere acuta o cronica, costituisce una condizione molto seria, potenzialmente letale.

Questa condizione può essere trattata efficacemente per mezzo del trapianto di fegato, con ottimi risultati a lungo termine; una strategia che viene però molto limitata dallo scarso numero di donatori disponibili per la procedura di trapianto, nemmeno lontanamente sufficienti a soddisfare la domanda.  

La soluzione proposta da d-LIVER, un progetto di ricerca finanziato dall’unione europea, è lo sviluppo di tecnologie per il sostegno artificiale della funzione epatica che, sebbene non abbiano scopi curativi, possono supportare il fegato per il tempo necessario per la rigenerazione di questo organo, evitando così il trapianto e preservando la disponibilità di donatori per l’utilizzo nei casi più difficili, per i quali il trapianto è indispensabile. D-LIVER permetterà una migliore gestione clinica (anche a domicilio) di pazienti con cirrosi epatica avanzata, pazienti “fragili” che hanno bisogno di uno stretto monitoraggio dei parametri vitali (peso e temperatura corporea, pressione arteriosa) e di esami di laboratorio a causa di frequenti episodi di scompenso ascitico ed encefalopatia epatica.

La collaborazione con Humanitas passa attraverso il lavoro del dott. Pietro Invernizzi e della Unità di Epatologia e Centro per le Malattie Autoimmuni del Fegato, di cui è responsabile; lo scopo è fornire un valido aiuto a tutte le fasi di ricerca e di test delle tecnologie che saranno sviluppate dalle aziende e dalle istituzioni europee che fanno parte del network di d-LIVER.

L’obbiettivo finale di d-LIVER è realizzare un sistema, integrato con un fegato bio-artificiale controllabile in remoto, che permetta la gestione di pazienti affetti da malattia cronica di fegato senza necessità di lunghi periodi di ospedalizzazione, allo scopo di migliorare la qualità della vita, dei trattamenti e della gestione assistenziale del paziente.