Il lipofilling consiste nell’estrazione di grasso corporeo (da zone come le cosce o l’addome), il suo trattamento e il successivo trasferimento in un’altra regione corporea per fini di chirurgia plastica, estetica o ricostruttiva. Il lipofilling e l’utilizzo del grasso in operazioni di chirurgia estetica e ricostruttiva è stato oggetto di un’intervista di TgCom24 alla dott.ssa Barbara Banzatti, chirurgo plastico di Humanitas.

 

Il vantaggio di questo trattamento consiste nelle cellule staminali contenute nel grasso, che contribuiscono in modo determinante all’effetto rigenerativo dei tessuti. Si tratta di un effetto cercato negli interventi di chirurgia plastica per rimediare ai danni da ustione, agli esiti cicatriziali oppure per operazioni di chirurgia estetica.

Dopo l’intervento, il grasso viene parzialmente riassorbito dall’organismo, ma ciò che “attecchisce” è definitivo (in media il 30% circa) e generalmente non servono altri interventi correttivi.

 

Il lipofilling per la cura di cicatrici, ustioni e dopo interventi di chirurgia mammaria

Il grasso con la tecnica del lipofilling viene quindi utilizzato in interventi di chirurgia plastica ricostruttiva o estetica, anche per alleviare dolore. Di seguito i principali utilizzi:

  • cicatrici o esiti cicatriziali dovuti a precedente intervento chirurgico
  • ustioni o traumi
  • esiti post-intervento chirurgico di trattamento del tumore della mammella

 

Interventi di lipofilling per le rughe, lifting o blefaroplastica

Per quanto riguarda la chirurgia estetica, il grasso viene utilizzato per:

  • ripianare le rughe
  • ridare volumi che si sono persi a causa dell’invecchiamento
  • come integrazione ad altre procedure come lifting o la blefaroplastica.

 

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Per spiegare meglio l’uso del grasso nella chirurgia estetica e ricostruttiva, TgCom24 ha intervistato la dott.ssa Barbara Banzatti, chirurgo plastico di Humanitas.

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