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Neurochirurgia oncologica

L'Unità Operativa di Neurochirurgia Oncologica si occupa del trattamento chirurgico dei tumori del sistema nervoso centrale, intrinseci, estrinseci, primari e metastatici. Accanto al trattamento delle neoplasie cerebrali, l'Unità Operativa si occupa anche del trattamento chirurgico delle lesioni cerebrali associate ad epilessia ed epilessia farmaco resistente.

L'unità è specializzata nel trattamento dei tumori intrinseci (gliomi), soprattutto di quelli a basso grado di malignità, di cui rappresenta uno dei punti di riferimento per il trattamento a livello nazionale, europeo e internazionale.

Il trattamento si base sul concetto di trattamento chirurgico secondo limiti funzionali (neurooncologia funzionale, functional neuro-oncology), in cui la resezione chirurgica ha come limite l'individuazione sulla superficie del cervello (a livello corticale) ed entro al cervello (a livello sottocorticale) delle aree funzionali e dei loro collegamenti (tratti sottocorticali). Grazie a questa metodica (brain mapping e monitoring), è possibile rimuovere in modo esteso vaste neoplasie cerebrali, localizzate in punti critici del cervello, mantenendo l'integrità funzionale del paziente.
Alla base di questa metodica è lo studio, nel periodo pre operatorio ed intraoperatorio, del funzionamento del cervello del singolo paziente attraverso l'uso della neuropsicologia, di metodiche di immagine di Risonanza e di PET avanzate, delle metodiche di immagine intraoperatorie, e alla neurofisiologia intraoperatoria.
Il cervello di ogni paziente è unico e la sua organizzazione funzionale (il suo funzionamento) dipende dalla storia del paziente, ed è frutto di una serie di circuiti (network) che collegano varie aree cerebrali tra loro in entrambi gli emisferi cerebrali. Questi network funzionano in serie e ogni funzione dipende dal loro grado di organizzazione funzionale. Quando un tumore si sviluppa nel cervello, esso perturba il funzionamento del sistema, e il cervello si adatta alla presenza del tumore e alla sua crescita, variando il grado di organizzazione funzionale dei vari sistemi di network. Questa capacità di adattamento e di compenso, chiamata plasticità cerebrale, viene sfruttata dal chirurgo per rimuovere efficacemente il tumore e mantenere allo stesso tempo l'integrità funzionale del paziente.
Il primo passo per capire il grado di plasticità è lo studio del funzionamento del cervello attraverso la neuropsicologia e le metodiche di immagine. La neuropsicologia attraverso un esame raffinato ed esteso (valutazione neuropsicologica) fornisce al chirurgo informazioni sullo stato di funzionamento ed organizzazione dei vari network funzionali del cervello e quindi del suo grado di plasticità. Le informazioni ottenute con la neuropsicologia, vengono integrate con quelle ottenute dalle metodiche di immagine in Risonanza (risonanza funzionale, fMRI, e trattografia, DTI) e con la PET.
Al momento dell'intervento, il chirurgo individua le funzioni (motoria, linguaggio, visiva, visuospaziale, cognitiva...) sulla superficie del cervello e all'interno di esso trova i network grazie alla neurofisiologia intraoperatoria (il cervello funziona con elettricità) e alla neuropsicologia (in questo caso a paziente sveglio), ed è coadiuvato in questo da metodiche di immagine intraoperatoria (TC, Ecografia, Neuronavigazione).
Grazie a questa metodica (brain mapping e monitoring) è possibile eseguire estese resezioni chirurgiche, se possibile anche al di là dei confini o bordi dei dei tumori evidenziate dalla immagini (cosidette supratotal resection), mantenendo a lungo termine la integrità funzionale del paziente. Il razionale di tale approccio sta nel fatto che cellule tumorali sono presenti anche al di là dei bordi del tumore evidenziati in Risonanza, e l'uso di queste metodiche consente la loro sicura ed efficace rimozione, senza alterare la funzionalità del paziente. Maggiore è la resezione del tumore, maggiore e a più lungo termine è il controllo di malattia.

Questa attività è possibile perché insieme ai chirurghi esperti di neurooncologia funzionale sono presenti neuropsicologi e neurofisiologi dedicati, che insieme lavorano sia prima dell'intervento che in camera operatoria per il raggiungimento dell'obbiettivo di estendere al massimo la resezione chirurgica e di mantenere allo stesso momento l'integrità funzionale del paziente. La presenza in camera operatoria di anestesisti con larga esperienza di anestesia per tecniche di brain mapping assicura ulteriormente la riuscita delle procedure.

Il gruppo di neurochirurgia oncologica ha eseguito più di 2000 interventi con l'ausilio di tecniche di brain mapping e monitoring e rappresenta uno dei gruppi leader mondali nell'impiego di tali metodiche nella resezione dei tumori e di lesioni associate ad epilessia. Le stesse metodiche possono essere impiegate anche nella resezione di tumori metastatici, di tumori estrinseci (meningiomi) e di lesioni vascolari quali angiomi cavernosi, localizzati in area critica, con la stessa efficacia e sicurezza.

L'attività del gruppo di neurochirurgia oncologica si integra con quella del gruppo neuro-oncologico del Cancer Center, secondo un percorso di trattamento del paziente di tipo multidisciplinare. Il gruppo multidisciplinare neurooncologico mette insieme le competenze di neurochirurghi, radioterapisti, oncologi e neuro oncologi, neurologi, neuroradiologi, medici di medicine nucleare, neuropatologi e neuroriabilitatori, secondo il principio che l'approccio multidisciplinare aumenta l'efficacia e la sicurezza del trattamento. Il gruppo ha definito dei percorsi di trattamento secondo patologia, e ogni paziente viene indirizzato in uno specifico percorso sulla base del tipo di tumore (istologia e assetto molecolare), tipo di trattamento chirurgico, età e performance clinica e neurologica del paziente.