La fase che segue un intervento di chirurgia estetica si caratterizza in genere per una sensazione di benessere e sollievo, soprattutto quando il ritocco è stato a lungo pensato e desiderato.

Come spiega il professor Marco Klinger, Responsabile di Chirurgia Plastica in Humanitas: “La sensazione più spesso riferita dai pazienti e quella di sentirsi finalmente se stessi, felici nel proprio corpo come spesso non era mai capitato prima. Affinché questo accada però, è fondamentale che l’intervento sia stato eseguito bene, nel rispetto di quanto condiviso con il paziente e in un’ottica di naturalezza e armonia”.

Le attenzioni nel corso della convalescenza

“Da un punto di vista medico, la convalescenza è un momento da seguire con attenzione, per evitare complicanze e se possibile per massimizzare i risultati. Ne è un esempio la raccomandazione, ai pazienti sottoposti a lipoaspirazione, di eseguire massaggi per rendere i contorni del corpo ancora più simmetrici e omogenei.

Da un punto di vista psicologico poi, la convalescenza è un momento prezioso per fare il punto sul proprio stile di vita e nel caso di pazienti pigri o poco attenti all’alimentazione, assumere abitudini positive da portare avanti anche in futuro. Soprattutto negli interventi di rimodellamento (come addominoplastica e lipoaspirazione), inizio a condividere con i pazienti l’importanza di una vita sana e attiva fin dai primi incontri, quando l’intervento non è ancora deciso. Non ha senso infatti eliminare dall’addome di una donna  i tessuti e il grasso in eccesso, se poi la paziente non si impegna per il futuro a evitare di ingrassare o di ingrassare e dimagrire a fasi alterne”, sottolinea il prof. Klinger.

Fondamentale l’impegno del paziente

“In genere chiarisco subito che il successo dell’intervento non dipende solo da me, ma anche dall’impegno del paziente subito dopo la chirurgia e negli anni a venire. Senza il giusto movimento e i nutrienti fondamentali, i tessuti invecchieranno comunque prima e perderanno tono ed elasticità. È dunque importante suscitare nel paziente un impegno attivo e trovo che anche in questo consista l’essere medico, prima che chirurgo e prima ancora che chirurgo plastico”, precisa lo specialista.

 Uno stile di vita sano

“Le mie raccomandazioni sono più nel segno della “filosofia”, che in quello delle indicazioni precise, dove lascio il campo ai professionisti della nutrizione e dell’allenamento. Suggerisco dunque di seguire un’alimentazione varia ed equilibrata, preferendo frutta e verdura di stagione ed evitando di mangiare a tal punto da essere completamente sazi. Penso non vada poi trascurato l’aspetto “soddisfazione”: sì a qualche sgarro, purché non sia quotidiano, e soprattutto sì ai piccoli piaceri di ogni giorno, dal tempo da dedicare alle relazioni più importanti e positive, alla giusta quantità di sonno e relax.

Infine, non può mancare l’attività fisica. Ai miei pazienti raccomando di muoversi: il più possibile e sempre evitando il fanatismo, che è dannoso in tutti gli ambiti. Per chi non lo ha mai fatto, iniziare una pratica sportiva può essere faticoso, ma ci si può affidare ai consigli degli specialisti e trovare così la giusta chiave motivazionale.

Un intervento di chirurgia plastica dunque può aiutare – pur con le dovute accortezze e a seguito di un percorso condiviso tra chirurgo e paziente – a sentirsi meglio con se stessi, ma non basta. È importante impegnarsi in prima persona per prendersi cura di sé a partire dal proprio stile di vita, garantendo così un risultato post-chirurgico ancora più duraturo”, ha concluso il professor Klinger.

 

 

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