L’asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) sono entrambe accomunate da disturbi quali respiro corto, tosse, affaticamento e continui risvegli notturni. Ne ha parlato il professor Giorgio Walter Canonica, Responsabile del Centro Medicina Personalizzata: Asma e Allergologia di Humanitas, in un’intervista a Life – Obiettivo benessere su Rai Radio 1.

L’asma e la BPCO sono due importanti patologie respiratorie, molto spesso trascurate perché sottovalutate: “Molti pazienti purtroppo non afferiscono ai Centri per ricevere una diagnosi che sia la più corretta possibile. Per esempio, la spirometria, il test che valuta il respiro, normalmente viene eseguita anche cinque anni dopo che il paziente ha ricevuto la diagnosi. Questa è purtroppo la fotografia di fronte alla quale oggi ci troviamo”, ha sottolineato il prof. Canonica, che ha anche ribadito quanto sia importante la costante e giusta informazione in merito a queste patologie.

Trattare la malattia con continuità, non il sintomo

Sono ancora troppi i pazienti infatti che non seguono la terapia in maniera continuativa e regolare: “Questo è un problema importante ed è una delle ragioni per cui continuiamo a fare campagne informative che prevedano anche controlli gratuiti della funzionalità respiratoria. Oggi i dati ministeriali in merito all’aderenza al trattamento, ci dicono che sono solo il 13,8% i pazienti con una diagnosi di asma e BPCO che seguono la terapia correttamente”, ha sottolineato il prof. Canonica.

“Asma e BPCO sono malattie infiammatorie croniche e dunque come tali richiedono di essere curate, senza ridursi a trattarne i soli sintomi. Questo significa che la terapia deve essere costante. È dimostrato che se un paziente non si cura e continua ad avere gli attacchi, la sua funzione respiratoria diminuisce di gran lunga rispetto al decadimento funzionale fisiologico. Esiste dunque un dato obiettivo che impone di prevenire la sintomatologia con una cura corretta della malattia”, ha continuato lo specialista.

La medicina personalizzata

“Una volta, un farmaco andava bene per la specifica malattia. Oggi invece si parla di terapia personalizzata: quando si sceglie un trattamento farmacologico si ha a che fare, per esempio, con una serie di inalatori. Non occorre però solo scegliere il farmaco (o la combinazione di farmaci) corretto per il singolo paziente, ma bisogna saper valutare quale sia l’inalatore migliore per il paziente stesso e accertarsi che lo usi correttamente. Il paziente deve essere guidato nella terapia, a maggior ragione con le nuove terapie biologiche che richiedono un approfondimento anche dei meccanismi della patologia nel singolo paziente.

È poi importante un corretto e sano stile di vita che comprenda smettere di fumare e l’esecuzione di un regolare esercizio fisico, consultando il proprio medico. Un appropriato trattamento della patologia permette infatti di svolgere un’attività sportiva normale.

È fondamentale dunque rivolgersi allo specialista per la corretta diagnosi, seguire le terapia in maniera costante e scrupolosa e sottoporsi ai controlli secondo la cadenza indicata, al fine di garantirsi una buona qualità di vita”, ha concluso il professor Canonica.

 

Prenota una visita con il prof. Giorgio Walter Canonica