“Applying lean-six-sigma methodology in radiotherapy: lessons learned by the breast daily repositioning case”: questo il titolo dello studio che verrà pubblicato su Radiotherapy and Oncology, la rivista europea di riferimento per la Radioterapia, a firma di Pietro Mancosu, Giorgia Nicolini, Giulia Goretti, Fiorenza De Rose, Davide Franceschini, Chiara Ferrari, Giacomo Reggiori, Stefano Tomatis e Marta Scorsetti.

Lo studio è frutto di una collaborazione tra l’ufficio Lean di Humanitas e la Radioterapia e in particolare del lavoro del dottor Pietro Mancosu, specialista in Fisica medica e dell’ingegner Giulia Goretti, Responsabile del Lean. 

Metodologia Lean e Lean 6 sigma

La metodologia Lean è stata inventata dall’ingegnere giapponese Taiichi Ohno e applicata per la prima volta nell’azienda giapponese Toyota, per poi diffondersi rapidamente in molti altri settori e Paesi. Obiettivo del Lean è coniugare efficienza e qualità del lavoro svolto, attraverso l’identificazione e l’eliminazione degli sprechi nel rispetto delle persone.

Come ci spiega l’ingegner Goretti: “Humanitas è stata una delle prime strutture in Italia ad applicare i principi del Lean alla sanità, mettendo al centro del proprio lavoro il miglioramento continuo della qualità clinica, assistenziale e di servizio a vantaggio dei pazienti. Il 6 Sigma, introdotto nel 1986 in Motorola, pone invece attenzione al miglioramento del processo, identificando e rimuovendo le cause alla base dei difetti, minimizzando così la variabilità del processo stesso. Il Lean 6 Sigma è la coniugazione delle due metodologie, di miglioramento della qualità e creazione di valore per il paziente, ed è applicabile nel caso in cui lo standard di un processo sia già di ottimo livello, nel tentativo di ridurre al minimo la variabilità soggettiva e rendere la procedura sempre più standardizzata, a garanzia di un risultato replicabile sempre con la stessa eccellente qualità”.

Lean 6 Sigma e Radioterapia

“Questo lavoro è nato all’interno del Lean champion programme, un corso avanzato dedicato al miglioramento continuo cui ho partecipato in Humanitas”, spiega il dottor Mancosu.

“Ho pensato di applicare la metodologia Lean 6 Sigma alla Radioterapia con l’obiettivo di perfezionare nel dettaglio un processo che già di per sé garantisce al momento standard elevati ai nostri pazienti. La ricerca di una sempre più alta qualità, in un’ottica di eccellenza, caratterizza da sempre la Radioterapia di Humanitas guidata dalla professoressa Marta Scorsetti, e siamo stati felici di confermare, anche attraverso i dati estratti con questo lavoro, che il nostro modus operandi è eccellente, frutto dell’impegno di tutte le figure professionali che lavorano in Radioterapia già da diversi anni.

Obiettivo dello studio con applicazione del Lean 6 Sigma: valutare l’errore nel posizionamento della paziente con tumore al seno sottoposta a imaging in vista della Radioterapia”, ha continuato il dottor Mancosu.

L’imaging di simulazione in vista del piano di trattamento

La dottoressa Fiorenza De Rose, referente per la patologia mammaria in Radioterapia ci spiega che “La paziente con tumore della mammella viene sottoposta a una TAC di simulazione, così da definire il volume bersaglio e individuare gli organi sani circostanti; si ottimizza poi il piano di trattamento massimizzando il rapporto tra le dosi al target e ai tessuti sani circostanti, in modo da curare la paziente minimizzando gli effetti collaterali. Il trattamento radioterapico alla mammella viene frazionato su quindici giorni e la paziente viene di volta in volta riposizionata da un TSRM (tecnico sanitario di radiologia medica) in base alla corrispondenza tra le immagini acquisite sul lettino di trattamento e quelle che si acquisiscono in fase di simulazione”.

“In Humanitas disponiamo di 4 acceleratori per radioterapia con imaging di riposizionamento volumetrico (simil TAC) e un acceleratore con imaging 2D (simil lastra), con il quale effettuiamo circa l’80% dei trattamenti nelle donne con tumore al seno. Su questa ultima macchina ci siamo concentrati, applicando il Lean 6 sigma per ridurre la variabilità del processo e diminuire le occorrenze poco probabili. Abbiamo calcolato l’errore nello spostamento giornaliero della paziente e ridisegnato il processo improntandolo a una qualità ancora maggiore, seppur già di alto livello”, ha sottolineato il dottor Mancosu.

Le fasi del processo e i risultati

“Il nostro studio ha visto l’applicazione dei cinque fasi del Lean 6 sigma: definire, misurare, analizzare, migliorare e controllare. Siamo partiti analizzando retrospettivamente gli spostamenti di 30 mesi attraverso un lavoro complesso di interrogazione del database che ha previsto una fase di bonifica dei dati grezzi, un’attività di data mining e la creazione di un layer di presentazione di dati strutturati. Abbiamo così analizzato 14.931 spostamenti da 1.342 pazienti.

Ne è emerso che solo lo 0,8% delle pazienti presenta spostamenti mediani superiori a 1 centimetro. L’assenza di scostamenti elevati conferma la globale qualità del trattamento radioterapico offerto in Humanitas. D’altra parte si è riscontrata una variazione considerevole della percentuale mensile di frazioni con spostamenti inferiori al millimetro. Questo è stato approfondito come potenziale aspetto migliorabile del processo.

Grazie al coinvolgimento di tutto il team di Radioterapia abbiamo così ridisegnato il processo, standardizzando alcuni passaggi che prima non erano effettuati in maniera sistematica. In primo luogo viene acquisita l’immagine della paziente da un certo angolo (polmone-seno) e ne viene esportato il contorno del corpo, della mammella e del polmone così da aiutare i TSRM nel matching alla macchina. Il computer poi esegue un matching automatico tra le immagini al fine di fornire al TSRM un’indicazione di massima. Il TSRM procede, infine, con un “fine tuning” manuale, affinando il lavoro del computer, spostando eventuali casi critici manualmente e segnalandoli, al fine di aiutare il TSRM del turno successivo.

Abbiamo osservato la nuova procedura per sei mesi e siamo riusciti a ridurre la deviazione standard degli spostamenti <1mm dallo 6,1% allo 0,6%, minimizzando ulteriormente l’errore legato allo spostamento e migliorando ancora di più i nostri parametri tecnici”, spiega il dottor Mancosu.

La pubblicazione su Radiotherapy and Oncology

“È la prima volta al mondo che la metodologia Lean 6 sigma viene applicata alla Radioterapia in maniera sistematica. Inoltre si tratta della prima esperienza di Lean di Humanitas pubblicata su una rivista scientifica.

Siamo orgogliosi di questo risultato, che dimostra come applicare il Lean alla sanità e ai processi interni sia uno stimolo continuo a migliorare, al fine di garantire una sempre maggior eccellenza ai nostri pazienti, anche laddove i processi sono già di altissima qualità. Questo progetto è stato davvero frutto di un grande lavoro di squadra, dalla fase di analisi alla fase di redazione dell’articolo da proporre a Radiotherapy and Oncology, un lavoro in cui ciascuno ha dato il massimo per apportare piccoli ma importanti miglioramenti a beneficio dei nostri pazienti”, hanno concluso l’ingegner Goretti e il dottor Mancosu.