Il professor Alberto Mantovani, Direttore scientifico di Humanitas, è intervenuto nel programma Radio anch’io in onda su Rai Radio 1, per parlare della Ricerca scientifica. Il professore è stato interpellato in merito alle cure per tumori in Italia e ha offerto uno sguardo sul nostro sistema, anche in confronto al panorama internazionale.

“I malati di tumore nel nostro Paese hanno una sopravvivenza superiore alla media europea. Il nostro sistema assicura ai pazienti oncologici italiani una sopravvivenza uguale o superiore a quella dei Paesi più ricchi del nord Europa.

Questa è una combinazione di diversi elementi: un sistema sanitario nazionale che mediamente fa sì che non dobbiamo preoccuparci degli aspetti economici della malattia e un intenso lavoro in ambito di ricerca perché dove si fa ricerca scientifica si cura meglio. La ricerca poi è sostenuta dalle charities, come l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. È anche una questione di investimenti, ma dobbiamo ricordare che l’investimento in salute del nostro Paese non è cambiato in più di dieci anni e dunque nell’assicurare ricerca e cura ai nostri pazienti stiamo facendo un po’ i miracoli”, ha sottolineato il professor Mantovani.

Le disuguaglianze Nord-Sud

“Dai dati emerge che al Sud Italia ci si ammala meno di tumore, ma qui funzionano meno i sistemi di diagnosi precoce (tumore al colon, alla mammella, cervice uterina) e dunque i problemi sono maggiori rispetto al Nord. Abbiamo dunque un problema di disuguaglianza Nord-Sud all’interno del Paese e abbiamo un problema ancora più grande di disuguaglianza tra Nord e Sud su scala globale”, ha precisato il professore.

I nodi per il futuro della ricerca

“Dal punto di vista della ricerca scientifica in ambito biomedico, che si traduce anche in benessere per i nostri pazienti, penso che il nostro Paese non ha futuro se non decide di investire nella ricerca. Ritengo che tre siano i nodi centrali: aumentare in modo programmato l’investimento nella ricerca su scala nazionale; avere un sistema affidabile e meritocratico per la ricerca di base e sostenere l’innovazione.

Se immaginassimo sul piano della ricerca scientifica una partita di calcio Lombardia-Germania, batteremmo la Germania 120 a 100. Sul piano dell’innovazione però, siamo sconfitti circa 30 a 100, pertanto occorrono sforzi condivisi per una programmazione a lungo termine”, ha concluso il prof. Alberto Mantovani.