Rappresenta l’ultima traccia della presenza della coda dei mammiferi nell’uomo: è il coccige, il tratto finale della colonna vertebrale, con 4-5 vertebre fuse tra loro e immobili, a differenza delle altre vertebre del rachide.

Il coccige si articola con l’osso sacro nell’articolazione sacro-coccigea e può essere sede di dolore, sia in seguito a un trauma, sia in sua assenza. A cosa può essere dovuto il dolore al coccige e come vi si interviene? Ne ha parlato la dottoressa Lara Castagnetti, osteopata e specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa di Humanitas.

Un trauma alla zona sacrale è uno dei fattori principalmente responsabili della coccigodinia, o dolore al coccige: “Si tratta di un trauma spesso legato a una caduta all’indietro, come può capitare a chi pratica attività come equitazione, snowboard e pattinaggio sul ghiaccio”, spiega la dottoressa.

Un dolore acuto che può persistere e farsi sordo

Il dolore è dapprima acuto e il trauma può lasciare anche un’ecchimosi. “L’impatto può essere molto forte e causare, per esempio, una frattura del coccige, ma anche una sublussazione, con l’ultimo tratto del coccige che si muove verso l’interno.

Grazie alla radiografia sarà possibile osservare e valutare l’esito del trauma, mentre per rilevare l’eventuale infiammazione dell’osso sarà necessaria una risonanza che renderà visibile l’edema del tessuto osseo”, sottolinea la specialista.

Dolore in assenza di trauma

In assenza di caduta, individuare le cause all’origine del dolore al coccige è più complicato. Prosegue la dottoressa Castagnetti: “Il dolore potrebbe essere determinato da problemi posturali, come può per esempio capitare a coloro che hanno l’osso sacro in posizione più orizzontale rispetto alla fisiologica posizione verticale. La deviazione del sacro, con un’alterazione della curva del rachide, può avere ripercussioni anche sul coccige. La sedentarietà e una postura viziata, con il bacino in avanti, scivolando verso il bordo della sedia, favoriscono il dolore. In altri casi, invece, questo potrebbe essere il risultato della compressione di una radice nervosa.

Anche i muscoli del pavimento pelvico essere coinvolti nell’insorgenza della coccigodinia: “Questi muscoli si inseriscono sul coccige e quindi una disfunzione coccigea può dare problemi, attraverso il pavimento pelvico, anche durante la defecazione o nei rapporti sessuali”, ha aggiunto la dottoressa Castagnetti.

Il tipo di dolore è un tratto distintivo della coccigodinia: «Il dolore è dapprima acuto, ma poi tende a persistere nel tempo come dolore più sordo. Si attivano i meccanismi del dolore cronico e nella zona si continua ad avvertire fastidio, per esempio quando si è seduti a lungo”.

Un aiuto dall’osteopatia

L’osteopatia è una delle opzioni di trattamento più valide: “Lo specialista eseguirà delle trazioni e delle manovre sul rachide e sulle ossa del bacino per riequilibrare la postura, ma anche per rilasciare tutte le altre strutture. L’osteopata esegue una valutazione d’insieme e interviene anche sul rilascio dei legamenti e dei muscoli che si inseriscono sul coccige”, spiega la dottoressa Castagnetti.

Nella fase acuta, per alleviare il dolore, può essere indicata l’assunzione di farmaci antinfiammatori. È consigliabile anche utilizzare appositi cuscini per sedersi, per contenere le probabilità di avvertire dolore, oppure, se si è costretti a stare seduti per molto tempo, è bene alzarsi e camminare per qualche metro.

Il ruolo delle onde d’urto

In sinergia con il trattamento osteopatico, risultano efficaci anche le onde d’urto, particolari onde acustiche: “È una procedura non invasiva che serve a eliminare l’infiammazione. Una controindicazione potrebbe essere la presenza dell’ematoma post traumatico, quindi è bene aspettarne il riassorbimento prima di procedere con le onde d’urto.

Un’altra possibile terapia fisica a cui si può ricorrere in caso di dolore al coccige è la laserterapia”, ha concluso la dottoressa Castagnetti.

 

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