L’inverno è un momento delicato per chi soffre di malattie reumatiche. Ne ha parlato il professor Carlo Selmi, Responsabile di reumatologia e Immunologia clinica in Humanitas, a Obiettivo salute su Radio24.

“Le malattie reumatiche sono una grossa famiglia di patologie che comprende sia malattie di degenerazione articolare, come l’artrosi, sia malattie più infiammatorie, in cui l’infiammazione precede il danno articolare. L’infiammazione, per definizione, tende a migliorare con le temperature più calde o con l’utilizzo dell’articolazione interessata.

Molti dei pazienti con artrite reumatoide e con artrosi dichiarano di stare peggio quando il clima è freddo, soprattutto ad alcune latitudini. Certamente, il peggioramento durante l’inverno è più comune nei pazienti con artrosi, quel dolore più meccanico che può colpire ginocchia, pollice e alluce e che aumenta proprio con il freddo”, ha spiegato lo specialista.

Il coinvolgimento delle mani

“Le mani sono estremamente importanti in Reumatologia, la temperatura fredda può causare, per esempio, il fenomeno di Raynaud, una costrizione dei vasi che porta le dita di mani o piedi a diventare prima bianche, poi blu, poi rosse; un disturbo frequente soprattutto nelle giovani donne.

Le mani sono poi spesso sede sia di artrite sia di artrosi ed è tipica la manifestazione più iniziale dell’artrite reumatoide a livello delle articolazioni delle mani. Quello che distingue queste due condizioni è il tipo di dolore: nel caso dell’artrite il dolore migliora con l’uso dell’articolazione, mentre nel caso dell’artrosi è l’esatto opposto e dunque l’uso delle articolazioni – per scrivere o per afferrare qualcosa – porterà a un aumento del dolore”, ha precisato il prof. Selmi.

Freddo e mal di schiena

Nel corso della stagione invernale può essere comune anche il mal di schiena: “Innanzitutto nella maggior parte dei casi il messaggio è rassicurante, tutti soffriamo di mal di schiena almeno una volta all’anno. Quello che deve destare più preoccupazione è un mal di schiena che esordisce in giovane età, che dura per più di tre mesi e che peggiora nettamente con il riposo (soprattutto notturno), migliorando con il cammino e con l’utilizzo della schiena. Nel caso del mal di schiena oltre al problema articolare, contribuisce anche la componente muscolare; in questo senso il freddo è un pessimo compagno di viaggio per quanto riguarda le contratture muscolari che possono essere alla base di alcuni mal di schiena, soprattutto in regione cervicale.

Il mal di schiena in genere passa nel giro di qualche giorno; l’utilizzo di antinfiammatori è raramente giustificato, meglio ricorrere agli antidolorifici. Laddove perduri per più di qualche giorno è bene consultare il medico”, ha consigliato il prof. Selmi.

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