Il sistema immunitario è l’arma migliore che possediamo per difenderci dalle malattie e dalle aggressioni esterne. Quali patologie possono attaccarlo, inficiando il suo funzionamento? Ne ha parlato il professor Carlo Selmi, Responsabile di Reumatologia e Immunologia clinica, ospite in studio a Buongiorno benessere su Rai1.

“Possiamo definire il sistema immunitario come un organo a tutti gli effetti, un insieme di cellule deputate alla difesa del nostro organismo dalle infezioni e a distinguere ciò che proviene dall’esterno rispetto a ciò che fa parte del nostro organismo, evitando di agire con una sorta di fuoco amico contro noi stessi”, ha spiegato il professore.

Le malattie che colpiscono il sistema immunitario

“Le malattie che colpiscono il sistema immunitario possono essere divise in tre categorie: quelle legate a un ridotto funzionamento del sistema immunitario stesso, ovvero le immunodeficienze, che si manifestano con un aumentato rischio di infezioni.

Le altre due categorie sono invece caratterizzate da un funzionamento eccessivo del sistema immunitario: parliamo delle malattie autoimmuni, in cui il nostro organismo agisce contro se stesso (come nel caso dell’artrite reumatoide), e delle malattie infiammatorie croniche (come psoriasi e artrite psoriasica).

Da queste patologie raramente è possibile guarire, nella maggior parte dei casi infatti si tratta di malattie croniche. Quello che però oggi possiamo promettere grazie ai trattamenti, che comprendono anche un approccio nutrizionale adeguato e altri accorgimenti, per esempio ai pazienti con artrite reumatoide, è di vivere una vita normale”, ha sottolineato lo specialista.

Le nuove frontiere della medicina

“Le terapie nelle malattie immunitarie, soprattutto autoimmuni e infiammatorie croniche, sono un buonissimo connubio tra il vecchio e il nuovo. Utilizziamo infatti sia farmaci tradizionali estremamente importanti, come i cortisonici e il metotrexate, sia farmaci nuovissimi, come i biologici, capaci di colpire un singolo obiettivo, cioè una delle citochine che permette il dialogo tra le cellule del sistema immunitario.

Il futuro probabilmente passerà dalla manipolazione del microbiota intestinale, il grosso volume di batteri che ciascuno ha nell’intestino, ma anche nella cute”, ha concluso il prof. Selmi.

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