I probiotici sono preziosi alleati di salute e utili a difendere l’organismo dalle malattie da raffreddamento, in grado di alleviare i sintomi legati alla sindrome del colon irritabile, prevenire le infezioni vaginali e le allergie e proteggere dal tumore dell’intestino. Ne hanno parlato il professor Silvio Danese, gastroenterologo e Responsabile del Centro per le malattie infiammatorie croniche intestinali in Humanitas e la dottoressa Federica Furfaro, gastroenterologa del Centro, in una recente intervista.

L’intestino rappresenta gran parte del nostro sistema immunitario e se il microbiota, ovvero i microrganismi presenti nell’intestino, è ricco di batteri buoni ha una reazione migliore nei confronti di germi e virus influenzali e parainfluenzali.

“Assumere probiotici in vista della stagione più fredda, è quindi la strategia più semplice per mantenere efficienti le funzioni del microbiota intestinale e proteggere l’organismo dalle malattie tipiche dell’inverno”, spiega la dottoressa Federica Furfaro.

I probiotici sono tanti e diversi tra loro

Come sottolinea il prof. Danese, si tratta di centinaia di microrganismi diversi tra loro, deputati a svolgere funzioni differenti nell’ecosistema intestinale. I probiotici per essere definiti tali, devono vedere riconosciute negli studi scientifici la propria stabilità e la capacità di aderire alle pareti intestinali, resistendo ai succhi gastrici.

“Per scegliere il probiotico giusto è bene affidarsi allo specialista, che potrà indicare quale è il più indicato per ogni singolo problema”, sottolinea il professore.

Probiotici contro i sintomi del colon irritabile

“Grazie a recenti studi è stato dimostrato che il microbiota intestinale è coinvolto nell’origine della sindrome del colon irritabile; nei pazienti che ne soffrono infatti sono state riscontrate concentrazioni maggiori di batteri produttori di metano, in grado di modificare il transito intestinale e di favorire il meteorismo. Risultano invece presenti in quantità minori i lattobacilli e i bifidobatteri, dall’azione antinfiammatoria e di mantenimento dell’integrità del tessuto di rivestimento dell’intestino. Per questo, se i probiotici vengono scelti sotto consiglio medico, possono aiutare i pazienti con colon irritabile: regolarizzano infatti la motilità intestinale e agiscono anche sulla percezione del dolore”, ha spiegato il prof. Danese.

Probiotici per prevenire le infezioni vaginali

I probiotici contribuiscono al ripristino dell’equilibrio dell’ecosistema vaginale, barriera contro germi e funghi. I più efficaci in questo senso sono i lactobacilli, da assumere per bocca o sotto forma di ovuli vaginali. “Mantengono il pH vaginale su valori acidi, poco adatti alla proliferazione di ospiti indesiderati come la Candida o come la Gardnerella, batterio responsabile di una delle infezioni vaginali più frequenti, e sono un’arma efficace contro le recidive”, ha sottolineato la dottoressa Furfaro.

Probiotici contro il tumore dell’intestino

Secondo alcuni studi, le alterazioni a carico del microbiota giocherebbero un ruolo sull’evoluzione di questo tumore. Come spiega il prof. Danese: “Esiste un continuo dialogo tra gli enterociti (le cellule del tessuto di rivestimento delle pareti intestinali, che possono andare incontro a mutazioni) e le cellule del sistema immunitario intestinale, che lavorano a pieni giri proprio con l’aiuto dei probiotici giusti. Numerosi studi stanno valutando l’efficacia di differenti ceppi nel mantenere a livelli massimi questo dialogo, e non è escluso che in futuro i batteri cosiddetti buoni possano diventare un’arma in più per proteggerci da questo big killer”.

Probiotici efficaci ad alte dosi

“Sono da preferire integratori e alimenti arricchiti con dosaggi non inferiori ai 10 miliardi, perché la percentuale dei batteri che riesce a sopravvivere agli acidi gastrici e ad arrivare all’intestino è meno del 40%. Affinché i probiotici si sviluppino al meglio poi, occorrono i prebiotici, ovvero le fibre (come l’inulina); ecco perché i probiotici vanno inseriti in un’alimentazione che sia ricca di verdure”, ha concluso la dottoressa Furfaro.

 

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