L’intestino irritabile è un disturbo molto diffuso, i cui sintomi sono molto simili a quelli della malattia di Crohn; le due patologie però sono ben distinte. Ha provato a fare chiarezza il professor Silvio Danese, Responsabile Centro per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino in Humanitas, ai microfoni di Radio 24.

“I sintomi delle due patologie sono molto sovrapponibili: spesso il paziente avverte dolore e alterazione della regolarità intestinale, ma si tratta di due patologie completamente diverse.

Due malattie diverse

L’intestino irritabile è una malattia benigna e non evolve in condizioni gravi o preoccupanti. La malattia di Crohn invece è una vera infiammazione che colpisce l’intestino e può portare a delle complicanze, motivo per cui i pazienti sono spesso sottoposti a più interventi chirurgici nel corso della loro vita.

Una perdita di peso, la presenza di anemia o di aumentati indici di infiammazione, rilevabili con un esame del sangue, devono far sospettare non si tratti di intestino irritabile, ma di qualcosa di più importante.

Crohn, le novità nella cura

Dai classici farmaci che si utilizzavano per trattare diverse malattie infiammatorie, adesso abbiamo a disposizione terapie intelligenti, i cosiddetti farmaci biologici.

Questi nuovi farmaci sono capaci di spegnere le molecole responsabili dell’infiammazione; il primo (inibitore del tumor necrosis factor) ce l’abbiamo da circa vent’anni, e poi ci sono tante nuove strategie: la lotta contro le citochine, piccole molecole che fungono da “benzina” per l’infiammazione; la possibilità di mettere dei “semafori rossi” contro i globuli bianchi deviandoli dall’intestino infiammato e dunque dal loro percorso di infiammazione cronica; oppure con le cellule staminali per la malattia fistolizzante grave.

 

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