Cani e gatti sono tra gli animali domestici più comuni, in alcuni casi possono però essere causa di allergia. A determinarla sono gli allergeni prodotti dalle ghiandole salivari e sebacee del cane o del gatto, che si trovano sulla nella saliva, nel pelo, nell’urina e nelle scaglie di pelle morta dell’animale.

Come ha spiegato in un’intervista il professor Giorgio Walter Canonica, Responsabile Centro Medicina Personalizzata: Asma e Allergologia in Humanitas, i sintomi con cui questa allergia si manifesta sono soprattutto disturbi respiratori a seguito dell’inalazione degli allergeni, che si disperdono nell’ambiente domestico. Il paziente può soffrire di rinite allergica con naso che cola, starnuti, prurito al naso e agli occhi, lacrimazione. Nei casi più gravi possono anche aversi crisi asmatiche con difficoltà respiratorie”.

Cosa fare alla comparsa dei sintomi?

“I prick test cutanei e la ricerca delle IgE specifiche nel siero sono i principali esami indicati per verificare la presenza di un’allergia agli animali”, ha precisato il professore.

In caso di allergia, la scelta migliore sarebbe allontanare l’animale domestico per ridurre l’esposizione agli allergeni, non sempre questo è però possibile o desiderabile. La separazione dall’animale inoltre non determina la scomparsa immediata dei sintomi perché gli allergeni restano nell’ambiente in cui ha vissuto l’animale per molti anni, soprattutto nel caso del gatto.

“Il consiglio è comunque quello di limitare, per quanto possibile, il contatto con l’animale e quindi intraprendere un trattamento mirato”, raccomanda il prof. Canonica.

La cura dell’allergia

“Per alleviare i sintomi si possono assumere antistaminici, spray nasali con cortisonici o con cortisonici e antistaminici nella stessa formulazione. Per il fastidio agli occhi sono disponibili colliri a base di antistaminici.

In caso di asma occorre una terapia mirata. Come per altre allergie respiratorie, è possibile sottoporsi a immunoterapia, anche se le evidenze di efficacia del vaccino contro cani e gatti sono ancora limitate. Questo trattamento, che va protratto per alcuni anni, punta ad allenare il sistema immunitario a tollerare la sostanza che scatena l’allergia, fino a ridurla in modo significativo o a farla scomparire del tutto”, precisa il prof. Canonica.

 

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