Il diabete è in crescita, con oltre un milione di malati in più in quindici anni solo nel nostro Paese. I dati emergono dalla decima edizione dell’Italian Diabetes & Obesity Barometer Report, presentato gli scorsi giorni a Roma.

Grazie al contributo del dottor Cesare Berra, Responsabile Sezione Malattie Metaboliche Nefrologia e Dialisi in Humanitas, proviamo a capire perché il diabete è in aumento e quali sono le novità nella cura.

“Il trend è in aumento, secondo uno studio epidemiologico predittivo dobbiamo aspettarci un incremento ancora maggiore nei prossimi 25 anni.

In Italia i pazienti con una diagnosi di diabete sono 4 milioni, si stima ve ne sia però un altro milione con diabete non diagnosticato: si tratta di soggetti diabetici che non sanno di esserlo e che dunque non curano la malattia, esponendosi a un rischio crescente di complicanze”.

Il diabete

Il diabete si caratterizza per la presenza di quantità eccessive di glucosio (zucchero) nel sangue. Questa condizione, nota come iperglicemia, può essere causata da un’insufficiente produzione di insulina (ormone che regola il livello di glucosio nel sangue) o da una sua inadeguata azione.

Le forme più note di diabete sono due: il diabete di tipo 1 (con assenza di secrezione insulinica) e il diabete di tipo 2, conseguente a ridotta sensibilità all’insulina da parte di fegato, muscolo e tessuto adiposo e/o a una ridotta secrezione di insulina da parte del pancreas.

A cosa sono dovuti i casi non diagnosticati?

“Il diabete di tipo 2 a volte non dà segni e sintomi della propria presenza, pertanto, se non si eseguono gli esami di routine con una certa frequenza, non è facile individuarlo. Per la diagnosi di diabete basta infatti il dosaggio della glicemia all’interno di un normale esame del sangue: è sufficiente un valore di glicemia a digiuno >126 mg/dl confermato in almeno due giornate differenti, per la diagnosi di diabete.

In altri casi, può esservi una sottostima dei valori di glicemia. Il paziente fa gli esami, ma non si affida al medico per la loro lettura, oppure un valore della glicemia di poco superiore alla norma viene sottovalutato e non conduce a una visita specialistica con un diabetologo.

La diagnosi precoce invece è fondamentale, perché consente di trattare la malattia in uno stadio iniziale, prevenendo le complicanze caratteristiche del diabete”, precisa il dottor Berra.

Curare il diabete

“Dai più recenti studi clinici emerge come il diabete vada trattato al meglio e il più precocemente possibile, anche nei pazienti anziani o che presentano malattie concomitanti. La gestione della cronicità del diabete, con le complicanze che la malattia porta con sé a lungo andare, è una delle grandi sfide del nostro tempo, con ripercussioni non solo sul tessuto sociale, ma anche sul sistema sanitario nazionale in termini economici e gestionali”, spiega il dott. Berra.

I nuovi farmaci, per una cura personalizzata

“Da un punto di vista terapeutico, è bene sottolineare come negli ultimi dieci anni si siano resi disponibili farmaci sempre più individualizzati, capaci non solo di abbassare la glicemia, ma di intervenire su quei difetti riconosciuti come causa della malattia metabolica; è infatti una serie di deficit nel nostro organismo a condurre a iperglicemia.

Questi farmaci, sebbene costino più dei tradizionali, sono più efficaci, presentano meno effetti collaterali e contribuiscono a diminuire il rischio di complicanze. Aiutano a perdere peso, per esempio, e non rischiano di portare a ipoglicemia, una delle complicanze del diabete, rischio invece presente nei farmaci di vecchia generazione.

Humanitas è un centro all’avanguardia per la cura del diabete, anche da un punto di vista tecnologico. Ai pazienti con diabete di tipo 1 offriamo le migliori tecnologie per il monitoraggio della glicemia, sempre più affidabili e meno invasive. Per il trattamento del diabete di tipo 2 disponiamo di tutti i nuovi farmaci presenti sul mercato e ci occupiamo della ricerca, con studi clinici volti all’individuazione di nuovi farmaci”, conclude il dottor Berra.

 

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